Il ritiro della Pacific

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Pacific

Nel dicembre 1995 , la Pacific annunciava la sua dipartenza dalla massima serie automobilistica dopo due anni di competizione, con risultati non brillanti.

Il team aveva riscosso grande successo nelle formule minori, con piloti che han calcato le scene della F1, alcuni ampiamente, altri meno: si ricordano Gachot, JJ Lehto, Eddie Irvine, Christian Fittipaldi e David Coulthard. A fine 1995 è costretto , per mancanza di sponsorizzazione e di risultati negli anni di competizione a porre un velo nero sulle possibilità effettive di continuare. L’avventura nella massima serie, infatti, si era rivelata un giro vizioso che aveva portato la scuderia a indebitarsi fortemente.

Viene fondata Keith Wiggins, manager e direttore della “Pacific Racing”, titolata nel 1991 in F3000 con il brasiliano C. Fittipaldi. L’idea di competere nella massima formula risale al Settembre 1992, quando si ebbe il cambio di nome in “Pacific Grand Prix “. L’idea era quella di correre a partire dalla stagione successiva, il 1993, ma il team si ritrovò senza un progetto pianificato per il debutto effettivo che sarebbe dovuto accadere di li’ a poco. Fu cosi’ che passò un anno ulteriore, in cui Coulthard e Bartels ebbero l’occasione di farsi le ossa nel campionato cadetto della F3000. Nell’ottobre di quell’anno, Wiggins annunciò l’entrata ufficiale a partire dal 1994 con un telaio Reynard PR01 e un motore Ilmor V10.

I primi tests furono effettuati a febbraio , e dimostrarono subito la dura realtà di una scuderia , il cui organico era stato assemblato in tutta fretta. Un potenziale sponsor fu individuato , a stagione già iniziata, nella marca di sigarette “Death” un nome tutto un programma per una campagna a favore del fumo. L’accordo fu siglato prima del gran premio di San Marino. Dopo il funesto gran premio corso, il primo di Maggio, si ebbe un recesso unilaterale dal contratto, per via di potenziali equivoci che si sarebbero venuti a creare a seguito della morte di Ratzemberger e Senna. Il nuovo sponsor fu individuato nella marca di vodka Ursus. A luglio il team abbandona lo sviluppo della PR01, con l’intenzione di concentrarsi sulla progettazione della PR02, che corse la stagione successiva. I soldi però erano sempre pochi, e questi non potevano venire ad impinguare le casse del team per via dei risultati imbarazzanti, migliori solo rispetto a quelli della Simtek, una scuderia nata per volere della FIA per riempire le piazzole della griglia di partenza. Lo sviluppo del secondo telaio fu compromesso da ovvie mancanze di fondi, e non fu nè meglio nè peggio di quello che lo precedette la stagione appena conclusasi. Con nessun sponsor di rilievo alle spalle, il team fu costretto ad ingaggiare piloti paganti, tra questi il nostro Lavaggi e il redivivo Deletraz.

Abbandonata l’idea di correre in F1, Wiggins si concentrò su altre possibilità di competizioni allettanti, come la Indycar, Il Granturismo Britannico e il GT racing. Si aspettava di acquistare maggior fama e soldi cosi’ da riuffarsi nel mondo di cui era stato reso partecipe per due sole annate.

Il rapido declino della Pacific ci insegna come non sempre i risultati di rilievo nelle categorie minori sono sempre il lasciapassare per un futuro roseo nel duro mondo della F1.
La Pacific è uno degli ultimissimi teams che hanno beneficiato della situazione creatasi ad inizio degli anni Ottanta, con l’arrivo di grandi costruttori in F1. Alcuni, ben pochi sono stati abili nell’avvantaggiarsi dei guadagni ricavati nell’era dei turbo, e del boom economico di metà decennio.

La Pacific , invece, può “fregiarsi” di succedere alla stragrande marea di scuderie che non hanno avuto vita facile prima di lei, e che sono state costrette, nolenti o volenti ad abbandonare mestamente i sogni di permanenza in F1. Il più delle volte permanenza eterna nel limbo delle prequalifiche o delle ultimissime piazzole in griglia. In ordine alfabetico: Andrea Moda Formula, AGS, Coloni, EuroBrun, Fondmetal, Larrousse, Life , Lambo Modena , Onyx, Rial, Scuderia Italia, Simtek and Zakspeed.

Per non parlare poi di gloriosi nomi come Lotus, March e Brabham, non certo gli ultimi arrivati. E non sarebbero stati gli ultimi…

Tyrrell, Jordan,Sauber,Arrows,Minardi,Benetton, Prost..

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