F1:”Un giro di pista a Barcellona”

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Bienvenido a Barcellona, amigos. Dopo aver aspettato interminabili settimane di silenzio assoluto, la F1 è tornata, non solo sui televisori ma anche in Europa. Per questo è arrivato il momento di fare un bel giro nel circuito di Montmelò, che viene utilizzato spesso per i test ed è conosciuto da tutti i piloti del circus. La pista misura 4,655 km e si percorreranno 66 giri per una distanza totale di 307,104 km. Il record sul giro e’ l’ottimo 1:22.680 di Felipe Massa, fatto segnare nel 2007. Ci sono 16 curve, 9 a destra e 7 a sinistra. La linea del traguardo si trova 126 metri dietro lo schieramento di partenza. Insomma, la voglia aumenta e quindi, pur di far passare il tempo prima di arrivare ai giorni fatidici, iniziamo a divertirci ora tra i curvoni e i lunghi rettilinei di una delle piste più belle del mondo.

Rettilineo- Curva Elf: Partiamo in pieno rettilineo e le velocità si fanno davvero sostenute ma dopo che si è arrivati con la sesta, a 300 kmh, bisogna subito staccare il pedale dall’acceleratore per posare il piede sul freno. Pesante decelerazione in cui si passa dalla marcia che avevamo indicato prima alla seconda, in pochi attimi. Ci si affronta la chicane Elf e non bisogna perdere la traiettoria, ci si sfrutta il cordolo appieno quando stiamo nella fase centrale di questo pezzo. L’importante è stare concentrati e non perdere la corda, perchè ogni minimo decimo perso sarà fondamentale.

Renault- Repsol: Si inzia a fare sul serio perchè dopo la faticosa chicane Elf, ci spostiamo a destra per il bel curvone Renault. E’ tosta tenere la traiettoria ma l’importante e saper gestire bene l’acceleratore, non sforzare al massimo e neanche lasciare troppo spazio al freno. Finiamo lo spettacolare curvone e neanche il tempo di pensare al primo intermedio effettuato, che bisogna frenare, spostare tutta la vettura verso destra e così possiamo affrontare un’altra impegnativa curva, dove bisogna essere lucidi a prendere la corda, aiutati dal cordolo interno. Usciti con la terza marcia inserita, la pista ci lascia appena qualche secondo per accelerare, in modo da poter arrivare alla prossima curva con la quarta inserita.

Seat- Campsa- Nissan: Siamo all’inizio del secondo intermedio e qui la vettura ha molta importanza. Ma prima di incontrare un pezzo abbastanza veloce, bisogna stare attenti alla curva Seat. Fondamentale stare accanto al cordolo, accelerare appena siamo usciti, appunto per sfruttare la potenza della vettura con un rettilineo che ci porta alla seconda chicane della pista. Brusca decelerazione dalla sesta alla terza marcia, ci si curva prima a sinistra e poi, grazie ad un cordolo abbastanza ampio, ci si può sfogare la vettura in modo brusco, andando anche al limite. Subito dopo arriva la Campsa che è una curva diretta verso destra, dove bisogna coordinarsi in modo esemplare con la pedaliera, visto che in questo settore, se si sbaglia benche minima curva, si perdono tanti decimi. Usciti dalla Campsa, ci avviamo verso un bel rettilineo lungo che prende il nome di Nissan.

La Caixa- Banc Sabadell: Bene, dopo aver fatto prendere fiato ai cavalli della propria vettura, bisogna decelerare con massima cura. Arriva la curva La Caixa che non è difficile però è impegnativa dal punto di vista tecnico. Infatti, dopo aver curvato a sinistra, vi si presenta un’altra semi curva veloce verso sinistra e bisogna tenere bene la vettura composta perchè senza Tc, si potrebbe perdere la posteriore per la brusca accelerazione in uscita da La Caixa. Il bello sta per finire perchè arriva la Banc Sabadell, che è ci proietta verso la New Holland. Anche qui non si deve gasare troppo, bisogna attendere l’attimo giusto perchè la vettura senza aiuti, come detto prima, esce fuori di testa. Ci si arriva in terza e si scala in seconda per trovare il massimo grip, sfruttando il cordolo esterno, si esce senza problemi e qui, fatta bene questo settore, si può creare un tempo abbastanza interessante.

New Holland- Rettilineo finale: New Holland e via. Dopo la Banc Sabadell, subito altra curva verso destra da affrontare quasi in pieno. Dal 2007, però, c’è una terza chicane che non permette ai piloti di arrivare veloci all’ultima curva del traguardo. Perciò, molto freno e frizione e poca velocità. Ma usciti da questo “rallentamento” ci si esce poco veloci, con una seconda marcia inserita, arriva l’ultima curva, la si affronta al massimo e arriviamo al traguardo con la quinta inserita.

Stefano Chinappi

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