New Generation:”Un campione made in Toronto”

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Finalmente siamo giunti ad un’altra puntata di New Generation ed il protagonista di questa settimana è il nuovo canadese volante, erede dei vari Gilles e Jacques Villeneuve, colui che ha saputo portare la sua nazione nei primi posti di una serie importante come l’A1 GP. Il suo nome è Robert Wickens, nato nel lontano 1989 a Toronto, e che già da anni milita nel motorsport professionistico. Molti non lo conoscono ma in futuro, almeno su questo siamo sicuri, sarà sulla bocca di tutti e se avrà anche un gran pizzico di fortuna, la F1 non gliela toglierà nessuno. Wickens è uno di quei piloti che sà esaltare la platea, farla gioire con quei sorpassi straordinari, dove non pensi mai che possa avvenire ciò che desideri. Di solito in Canada non ci sono molti talenti, perciò non bisogna sottovalutare questo talento sbucato dal nulla, più semplicemente dai Kart come tutti. Se dovessimo leggere tutto il suo curriculum sin dagli inizi, il suo debutto risale al 2001 ma le prime vittorie partono dal 2002 quando si aggiudicò uno dei trofei più prestigiosi negli States, addirittura sponsorizzato dal grande pilota endurance Ron Fellows. Dopo tanti anni nei karting, in cui ha saputo regalare tante emozioni e soddisfazioni, Rob si trasferì nella F. Bmw Usa e addirittura venne eletto miglior rookie dell’anno, oltre ad aver raccolto prestigiose vittorie. Alla fine, dopo un 2005 ancora in piena fase di crescita, Wickens si classificò terzo nella generale. Ma i sogni del canadese non erano in F. Bmw ma altrove, infatti nel 2006 venne contattato dalla Red Bull ed iniziò a far parte del loro progetto giovani. Su di lui cala una grande pressione, iniziarono ad affiorare molti confronti con gli altri eroi canadesi del passato e si dubitava sul suo talento acerbo, ovviamente chi pensava questo non aveva capito o lontanamente immaginato chi fosse quel prodigio. Nel 2007 si divide tra Wsr by Renault e Formula Atlantic, ma da una parte fallì miseramente e dall’altra era considerato l’astro nascente americano. Certo, vincere e fare bene fin da subito nel campionato sponsorizzato dalla Casa di Regiè non è facile ma alla fine, dopo tanto lavoro e sforzi economici puntati su di lui, trova posto nel campionato appena concluso dell’A1 Gp. Risultò uno dei migliori, scoppiò quasi definitivamente anche se corse poco. Ma di lui ci si ricorda la spettacolare vittoria e la pole a Durban, nell’appuntamento sud africano, per poi arrivare al successo due settimane fa a Spa, questa volta nella Wsr. Certo, non lo si può considerare ancora un campione a livello internazionale ma questo ragazzo ha appena 19 anni ed ha saputo compiere delle imprese fantastiche e poi per un canadese non è cosi facile avere un futuro, specie se hai alle spalle colossi come i Villeneuve che tuttora il mondo ricorda con amore e anche, diciamo solo per Jacques, odio (Vedi i Schumacheriani). Non ti preoccupare Rob, se avrai un futuro non sarà merito di altri ma solo tuo.

Stefano Chinappi

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