F1 – “Da 0 a 10” – Le pagelle del Gp del Bahrain

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La tappa nel deserto della Formula 1 ha premiato Vettel come quarto vincitore su quattro gare, a testimonianza dell’aleatorietà di questo mondiale, come peraltro ha confermato la LotusGP con le gare importanti di Raikkonen e di Grosjean. Ci aspettavamo ancora una volta Mercedes e McLaren, ma abbiamo (ri)trovato la RedBull e il team nero-oro. All’appello manca ancora la Ferrari che ha giocato in difesa nell’attesa di fare il salto di qualità appena tornati in europa. Ed in questa attesa cogliamo l’occasione per dare i nostri personali giudizi sull’evento appena visto. Al solito “Da 0 a 10”, capitolo 4: Bahrain.

VOTO 0 ALLA FIA

Speravamo vivamente che questo gran premio non si corresse, ma gli interessi economici hanno avuto la meglio su quelli umani. La FIA e la FOM si sono schierati con i potenti, cioè coloro contro cui il popolo protesta. In questa situazione le tribune sono rimaste vuote, ma fin quando si corre nel deserto c’è poco da fare. Il prossimo appuntamento sarà in Spagna dove, finalmente, si potrà respirare un po’ di sana aria di motorsport.

VERGOGNOSA

VOTO 1 AL TEAM MCLAREN

Al momento quello di Woking è il miglior team che ha dimostrato di sapersi adattare ovunque. Purtroppo però hanno commesso tanti errori in casa McLaren, soprattutto nel corso dei cambi gomme di Hamilton che hanno penalizzato l’inglese giunto a traguardo dietro Alonso. Button, inoltre, non è riuscito a giungere al traguardo, ma il podio sarebbe stato troppo lontano.

CONFUSO

VOTO 2 ALLA PARTENZA DI RICCIARDO

Una tartaruga avrebbe fatto meglio. Da sesto a sedicesimo in appena un giro. Roba da mandare a gambe all’aria la fantastica sessione del sabato chiusa con la terza fila sulla griglia. L’australiano avrà pagato l’emozione da zona Top ed alla fine ha chiuso 15esimo. Peccato. Si rifarà.

INGOLFATA

VOTO 3 AL TEAM FERRARI

Essere soddisfatti per un settimo ed un nono posto non è un atteggiamento da Ferrari, ma i tempi non sono certo felici. Della vettura “brutta ma vincente” tanto annunciata si è visto solo il lato brutto, perchè la vittoria malese è stato solo ed esclusivamente un regalo di Zeus. Quest’ultimo ha permesso alla rossa di chiudere queste quattro gare con appena 10 punti di svantaggio rispetto al leader del mondiale. Aspettiamo tutti il verdetto di Barcellona che saprà tanto di “lascia o raddoppia” come diceva un celebre conduttore americano.

RIDIMENSIONATO

VOTO 4 ALLA STRATEGIA DI KOBAYSHI

Ancora una volta in casa Sauber hanno azzardato una strategia a due stop, ma senza successo. Quella che poteva essere un’ottima scelta (vedi Di Resta) si è trasformata in un’arma a doppio taglio, visto che il giapponese ha dovuto comunque effettuare un terzo cambio gomme a poche tornate dal termine poiché la sua vettura non aveva più aderenza. Per il ciclo: “Chi non risica non rosica”, ma lui ha solo risicato.

BOCCIATA

VOTO 5 MARK WEBBER

Quattro gare, quattro quarti posti. Dopo un inizio interessante l’australiano è sembrato una fotocopia dello scorso anno mentre Vettel si avviava verso la vittoria. Non ha mai avuto il podio a portata di mano, complice la superprestazione delle Lotus che lo hanno distanziato fin da subito. Anche lui avrà modo e tempo per rifarsi, visto che la classifica iridata premia la sua costanza con il terzo posto a cinque punti dalla vetta.

OPACO

VOTO 6 A NICO ROSBERG

Immaginava un finale diverso Britney, ma ha dovuto fare i conti con la dura realtà della F1: “oggi a te, domani a me”. Al sabato sperava nella pole, mentre in gara si cimenta in dei duelli d’altri che hanno fatto saltare dalla sedia i “puristi” di questo sport i quali non vedevano sportellate da tempo. Riesce a chiudere quinto con una Mercedes non certo in forma ed in questo modo resta lì nel gruppone aspettando anche lui novità interessanti che lo possono rilanciare dopo il primo trionfo cinese.

TENACE

VOTO 7 A LEWIS HAMILTON

Non c’è Rosberg che tenga, se Lewis vuole passare qualcuno lo fa, con o senza asfalto. Il duello col su citato Nico è stato emozionante, ma Lewis non ha minimamente pensato di lasciare l’acceleratore neanche per un momento. Purtroppo ha pagato gli errori del team che lo hanno costretto ottavo, ma finora ha fatto vedere solo cose belle.

KEEP PUSHING

VOTO 8 A PAUL DI RESTA

E’ stato l’unico del gruppo ad avere effettuato soltanto due soste in una pista non facile come quella di Al Sakhir. Ha gestito bene la corsa lo scozzese ed è riuscito a rendere visibile la sua Force India nonostante il boicottaggio di Ecclestone a causa dei noti episodi del venerdì che hanno coinvolto la squadra indiana. Il buon Paul, a differenza di Kobayashi, ha risicato e rosicato cogliendo un ottimo sesto posto al termine di un duello interessante con Rosberg nel finale.

PREMIATO

VOTO 9 A ROMAIN GROSJEAN

Arriva il primo podio in carriera per il francese, complice una Lotus sopra le righe in tutto e per tutto. Dopo un inizio di stagione sfortunato, Romain è riuscito a trasformare una buona qualifica in un’ottima gara chiudendo alle spalle del compagno di squadra risalito dalle retrovie. Dopo Perez è il segno di una F1 che si sta ringiovanendo.

ARIA NUOVA

VOTO 10 A KIMI RAIKKONEN

Sembra che non se ne sia mai andato. Dategli una macchina veloce, delle gomme decenti ed ecco che il finlandese comincia a correre come suo solito, risalendo dall’undicesima alla seconda piazza dopo aver sognato per un attimo di ingoiare Vettel e di ripresentarsi sul gradino più alto del podio. Eppure ci è andato vicino. Vicinissimo.

WELCOME BACK

VOTO 10 E LODE A SEBASTIAN VETTEL

Non poteva essere altrimenti dopo un hat trick pigliatutto come lo scorso anno. In qualifica ha tirato fuori il coniglio dal cilindro, in gara, invece, si è trasformato in lepre, almeno fin quando non ha cominciato a sentire l’umidità di iceman alle sue spalle. Si è difeso alla grande nel momento in cui doveva stringere i denti, facendola in barba al DRS e ai sistemi da “ti piace vincere facile” ideati da Bernie. Ha ancora fame il tedesco, e quell’indice mostrato ogni trenta secondi è il segno che lui è tornato.

PIGLIATUTTO

Valerio Lo Muzzo

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