F1 – Trulli: “Giustizia è stata fatta”

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E’ ancora formula-caos. A quattro giorni di distanza dalla conclusione del Gran premio d’Australia, sono ancora le polemiche a tenere banco. Come se non fossero bastate le velenose code successive alla questione della presunta irregolarità dei diffusori di Brawn, Toyota e Williams, nonché quelle relative all’incidente tra Vettel e Kubica, i commissari di gara, con un inaspettato quanto clamoroso dietrofront, hanno restituito il gradino più basso del podio a Jarno Trulli, estromettendo Lewis Hamilton dalla classifica finale della gara. Il pilota abruzzese, in un primo momento scivolato al 12° posto, ha così potuto gustarsi appieno il sapore di un podio che gli mancava da parecchio tempo, nonostante il suo team avesse rinunciato ad appellarsi alla penalità inflittagli. “Sono felice perché volevo giustizia e l’ho avuta” ha dichiarato l’ex-pilota di Prost, Jordan e Renault. “Devo anche ringraziare la FIA perché non capita spesso che riconsideri una propria decisione. Non deve essere stato semplice, ma i commissari hanno avuto il buon senso di provare a capire realmente cosa fosse accaduto”. In effetti, oltre che per aver deliberatamente rallentato durante la fase di neutralizzazione della corsa in regime di safety-car per favorire il sorpasso di Trulli, Hamilton e la McLaren sono stati accusati di aver violato l’articolo 151 del codice sportivo, fornendo false dichiarazioni ai commissari nel post-gara. Il boss della scuderia anglo-tedesca, Martin Whitmarsh, ha ammesso l’errore del team nell’aver comunicato al pilota la necessità di dover fare ripassare la Toyota precedentemente uscita di pista, anche se ha negato di aver fornito una visione distorta dei fatti nel dopo-corsa. La McLaren, comunque, ha deciso di non sporgere reclamo. Va ricordato che Hamilton non è nuovo a questo tipo di situazione: già nel bagnatissimo Gran premio del Giappone 2007, sempre durante una fase di neutralizzazione, un suo repentino rallentamento colse di sorpresa i piloti che lo seguivano, provocando il tamponamento di Vettel nei confronti di Webber. Chi la fa, l’aspetti…

Marco Privitera

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