F1 – “Da 0 a 10” – Le pagelle del Gp d’Australia

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Torna “Da 0 a 10” e lo fa per il quinto anno di fila, festeggiando così il primo lustro di attività. Torna questa rubrica così come la Formula 1 è tornata a riempire le domeniche degli appassionati, comprese di fuso orario. Ci ha così pensato la bella McLaren a far capire al mondo che quello scalino non era poi così necessario e che si può essere “belli e vincenti” facendola in barba al Montezemolo-pensiero espresso negli ultimi mesi. Ha vinto Button e per l’inglese le statistiche potrebbero portar bene. D’altronde chi vince a Melbourne negli ultimi anni è sempre risultato iridato. Ma siamo solo all’inizio, e in quanto tale ci accingiamo a dare i soliti giudizi, ormai noti nel solito ordine crescente: “Da 0 a 10”, capitolo 1: Australia.

VOTO 0 AL SERVIZIO TWITTER RAI

Ormai il mondo della F1 si è piegato alla facilità di Twitter, nuovo mezzo di comunicazione per dire la propria…live! Ci ha provato anche mamma Rai, ma i risultati sono stati pessimi. Critiche a valanga ed un servizio nato all’ultimo secondo per cercare di adeguarsi. Loro si scusano giustificandosi con la mancanza un addetto Twitter, ma allora perchè fare il passo più lungo della gamba?

INDECENTE

VOTO 1 A FELIPE MASSA

Se il detto “chi ben comincia è a metà dell’opera” vale anche al contrario, allora Pippo Calimero Massa può già tirare i remi in barca. Pessimo in qualifica, confuso in gara, inspiegabile in sala stampa dove non può reggere il confronto con Alonso. La Ferrari, con tutte le difficoltà del momento, gioca ad una punta. Purtroppo.

ASSENTE

VOTO 2 A BRUNO SENNA

Mentre Maldonato spinge e spande la sua Williams al cospetto della Ferrari di Alonso, lui mira quella di Massa (vedi sopra) per chiudere la gara proprio come aveva iniziato. E’ passato un anno ma non ha certo smesso di fare leggerezze.

DISTRATTO

VOTO 3 AL TEAM HRT

Come prevedibile la vettura è indietro e la barriera del 107% ha tagliato fuori De la Rosa e Karthikeyan della gara. Certo, non sarebbe stata una domenica da ricordare, ma per il team HRT non è valsa nemmeno la famosa massima di De Coubertin: “l‘importante non è vincere ma partecipare”. Già. Nemmeno quello.

NON PERVENUTO

VOTO 4 AL TEAM MERCEDES

Prima gara, zero punti, due ritiri. Viva l’ottimismo. E pensare che in casa tedesca si respirava aria migliore già al sabato, visto il quarto posto sulla griglia di Schumacher e le prestazioni confortanti della vettura. Peccato che dopo 13 giri il sette volte campione del mondo ha dovuto abdicare il terzo posto a favore di Vettel, ma ragionando in modo lineare avrebbe chiuso al più quarto, cambio a parte. Rosberg, invece, ha sofferto gli stessi problemi di gomme visti li scorso anno (ma non erano stati risolti?), salvo poi subire un problema tecnico proprio alle ultime curve.

RIMANDATO

VOTO 5 PASTOR MALDONADO

Era un otto a pochi giri dalla fine, peccato che “l‘appetito vien mangiando” e la troppa foga l’ha costretto a muro ad un giro dal termine dopo aver condotto la Williams a lottare con la Ferrari di Alonso (!). Per il ciclo: “ritenta, sarai più fortunato”.

ANOTHER BRICK IN THE WALL

VOTO 6 A MARK WEBBER

Nothing Special, semplice amministrazione. Approfitta della SC e chiude quarto a traguardo complici i ritiri di Schumacher e Grosjean.

VERY NORMAL PEOPLE

VOTO 7 A KIMI RAIKKONEN

Spreca un’occasionissima il sabato, quando un suo errore lo esclude dalla Q2 e lo costringe al 18esimo posto sulla griglia. In gara è un portento, complici i ritiri di chi gli stava davanti. Fosse partito tra i primi dieci sarebbe andata in modo diverso. La macchina c’è, lui pure. Serve giusto un’oliatina e una revisione al regolamento. Le bandiere blu non erano certo per lui.

BENTROVATO

VOTO 8 A SERGIO PEREZ

Tanto di cappello al messicano in grado di risalire dalla 22esima all’ottava piazza, complice una strategia mono-sosta ben gestita dal team Sauber. Dà filo da torcere agli avversari che gli ronzano intorno e conferma ancora una volta le sue buone qualità. Se solo avesse il passaporto brasiliano potrebbe essere la seconda punta del team Ferrari. Vedi voto 1 per maggiori certezze.

SOLDATINO

VOTO 9 A SEBASTIAN VETTEL

A tutti coloro che volevano vederlo con una macchina normale il piatto è stato servito. Da sesto a secondo, con una condotta di gara importante, improntata nel colmare quel distacco McLaren-RedBull facendo uso delle proprie qualità. Hamilton ha perso il terzo posto non solo per la safety-car ma anche per la remuntada del tedesco. Lo spirito di campione del mondo c’è tutto. E si vede.

AFFAMATO

VOTO 10 A JENSON BUTTON

La miglior macchina del lotto guidata da un super condottiero non poteva che vincere. Scarta Hamilton allo start, poi impone un ritmo impressionante guidando la sua bella McLaren fino al traguardo. L’ingresso della vettura di sicurezza ha azzerato il suo vantaggio, ma non c’è stato niente da fare, nemmeno Vettel è riuscito a reggere il ritmo dell’inglese, il quale ha rifilato due secondi al tedesco nel giro successivo alla ripresa della corsa. In McLaren il punto di riferimento è senz’altro lui: tenace, aggressivo, calcolatore. Cosa vuoi di più dalla vita? Un mondiale.

SUPERSTAR

Valerio Lo Muzzo

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