Le Mans 24h – La Peugeot ruggisce sulla Sarthe

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Finalmente la Peugeot vede realizzarsi il sogno di trionfare alla 24 ore di Le Mans, spezzando il dominio egemone dell’Audi dell’ultimo decennio fra i prototipi di classe LM P1. Dopo una gara dura, interrotta più volta dalla safety car per incidenti e rotture meccaniche, a vedere per primo la bandiera a scacchi è stato lo spagnolo Marc Genè al volante della Peugeot 908 Hdi #9 del Team Peugeot Sport Total che, assieme ai suoi compagni di macchina Alexander Wurz e David Brabham, ha battuto la Peugeot 908 Hdi #8 del Team Peugeot Sport Total guidata da Sebastien Bourdais, Fanck Montagny e Stephane Sarrazin, a lungo l’auto più competitiva in pista. L’equipaggio campione uscente del 2008, formato dai plurivittoriosi Tom Kristensen, Rinaldo “Dindo” Capello ed Allan McNish, poco ha potuto di fronte alla superioriotà dimostrata dalle vetture francesi, incappando anche in piccoli problemi di affidabilità meccanica che li hanno ritardati di 6 giri rispetto alla Peugeot #8. In assoluto un podio alla 24 ore è un risultato di notevole  rilievo per il palmares di un pilota ma, visto che si parla di gente come Kristensen e Capello abituati a collezionare allori sulla Sarthe, un pizzico di delusione certamente l’avranno provata. Delusione invece facilmente deducibile dai volti di Sarrazin, Montagny e Bourdais sul podio, consci di aver gettato alle ortiche la vittoria con una macchina estremamente performante e superiore rispetto alla gemella vincitrice. Alle spalle delle due Peugeot e dell’Audi pluridecorata è giunta la Lola Aston Martin #007 dell’AMR Eastern Europe guidata da Jan Charouz, Thomas Enge e Stefan Mucke, la quale si aggiudica la vittoria virtuale fra le auto dotate del classico motore a benzina.

Fra i prototipi di classe LM P2, ad avere la meglio è stata la Porsche RS Spyder #31 del Team Essex portata in gara da Casper Elgaard, Emmanuel Collard e Kristian Poulsen, la quale ha vinto la 24 ore di categoria davanti alla Lola Judd #33 dello Speedy Racing Team Sebah guidata da Jonny Kane, Benjamin Leuenberger e Xavier Pompidou ed alla Pescarolo Mazda #24 dell’OAK Racing condotta da Jacques Nicolet, Richard Hein e Jean Francois Yvon.

Nelle granturismo di categoria LM GT1, prossime purtroppo al pensionamento, ad aggiudicarsi la classica della Sarthe è stata la Corvette C6R #63 del Corvette Racing guidata da Johny O’Connell, Jan Magnussen ed Antonio Garcia, davanti alla Corvette C6R #73 dell’Alphand Adventures condotta da Yan Claray, Julien Jousse e Xavier Maassen ad all’Aston Martin DBR9  #66 del Jetalliance Racing Gmbh pilotata da Lukas Lichtner-Loyer, Alex Muller e Thomas Gruber.

Grande festa Ferrari invece in LM GT2, con ben 9 F430 GT nelle prime 10 posizioni in classifica e, cosa più importante, con tripletta sul podio. Infatti, troviamo come vincitrice la Ferrari F430 GT #82 del Risi Competizione guidata da Jaime Melo, Pierre Kaffer e Mika Salo che ha avuto la meglio sulla gemella #97 della BMS Scuderia Italia condotta da Matteo Malucelli,Paolo Ruberti e Fabio Babini ed alla #83 del Risi Competizione che ha visto al volante Tracy Khron, Nic Jonsson ed Eric Van De Poele.

Veramente un trionfo per Peugeot, soltanto in parte rovinato dal non essere riuscita a realizzare la tripletta sul podio della LM P1, dove finalmente il Gruppo PSA ha visto materializzati gli ingenti quantitativi di denaro spesi alla rincorsa dell’alloro nella gara più prestigiosa del mondo contro lo spauracchio di un Audi sempre presente nei piani alti della classifica nell’ultimo decennio, prima con la R8 a benzina e poi con la R10 Tdi.

Sportivamente parlando, spiace un po’ vedere un monumento vivente del motorsport come il danese Tom Kristensen non poter realizzare il sogno di vincere la nona 24 ore in carriera, però vanno altresì riconosciuti i meriti alla Peugeot per aver approntato una versione della 908 Hdi veramente efficace e performante.

Comunque sia andata l’edizione 2009, secondo alcuni meno spettacolare della precedente nelle ultime ore di gara, vanno comunque fatti i complimenti a tutti coloro che sono scesi in pista, ai tecnici ed ai meccanici per aver sostenuti carichi di lavoro enormi senza chiudere occhio, vivendo un’esperienza che, indipendentemente dalla gioia o dalla rabbia dei risultati odierni, porteranno per sempre nel loro cuore da corsa. Perchè la 24 ore è la Corsa…

            C.J.

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