F1 – Ferrari: Il Cavallino Rampante si arrende. Ora si pensa al 2014

Fernando-Alonso1-460x306 F1 - Ferrari: Il Cavallino Rampante si arrende. Ora si pensa al 2014

Dopo il weekend del Gran Premio di Singapore, la Red Bull con una vittoria schiacciante ed umiliante, ha portato la Ferrari ad una drastica decisione, ossia alzare bandiera bianca contro lo strapotere del team angloaustriaco e dedicarsi del tutto al progetto 2014.

E’ lo stesso Team Principal, Stefano Domenicali, che in una malinconica dichiarazione fa il resoconto di una stagione iniziata con molte  aspettative di vittoria, grazie ad una vettura nata bene, ma poi finita male perchè nulla, salvo miracoli, può la F138 con la Red Bull Rb9.

“La Red Bull è imprendibile, hanno lavorato meglio di noi. Concentriamoci sul 2014. 

Siamo la Ferrari e non dobbiamo gioire per un secondo posto. Eppure non dobbiamo provare vergogna ad essere soddisfatti per un risultato che va comunque apprezzato. A Singapore non avevamo il potenziale tecnico per lottare non solo per la vittoria ma, probabilmente, nemmeno per il podio eppure abbiamo lasciato il circuito con più punti di tutti gli altri: se ci siamo riusciti è perchè tutti, dai piloti ai magazzinieri, hanno dato il massimo e non hanno commesso errori. Di questo dobbiamo essere soddisfatti e dobbiamo riconoscere il merito a chi ha fatto bene il suo lavoro. Attualmente però la Red Bull è imbattibile. Vettel è stato perfetto, accompagnato da una grande monoposto. Non voglio dire che i nostri ingegneri non siano bravi, ma certamente hanno lavorato peggio di altri. Anche per questo abbiamo potenziato l’organigramma tecnico.

Adesso è chiaro che il 99% delle nostre energie sarà concentrato sul progetto 2014, tanto complicato quanto importante” dichiara il Team Principal della Ferrari.

Ma nonostante la resa, il team di Maranello deve ora  ben guardarsi alle spalle, difendendo il suo secondo posto nella classifica costruttori dall’attacco dell’armata Mercedes che farà di tutto per spodestare la Ferrari dal secondo gradino del podio.

 

Bartolomeo De Stefano

 

 

 

 

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