F1 – “Da 0 a 10” – Le pagelle del Gp d’Ungheria

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Abbiamo assistito ad un gran premio tutt’altro che noioso. Movimentato. Accattivante. Rigenerante. Abbiamo assistito all’ennesimo errore in casa RedBull, all’occasione colta dalla Ferrari, al flop della McLaren che ha riaperto il mondiale, in una lotta a cinque, in cui l’unico escluso è Felipe Massa. Abbiamo assistito, ancora una volta, al black-out in un regime che di sicurezza non è. Ruote volanti e crash in pit-lane hanno agitato ancor di più il cocktail ungherese, divenuto esplosivo quando Schumacher, Barrichello e il muro sul rettilineo sembravano un corpo unico. Abbiamo assistito ad uno spettacolo emozionate prima delle ferie estive. E prima di darci col meritato riposo giudicheremo nel solito modo quanto visto all’Hungaroring. Ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 12: Ungheria.

VOTO 0 ALLA PARTENZA DI YAMAMOTO

Vanta l’attenuante della terza gara in stagione, ma partire con il limitatore di velocità inserito è veramente da imbranati. Figurarsi che la medical-car stava per sopravanzare il giapponese, che per ben quattro curve non è andato oltre i 100km/h.

IMBARAZZANTE

VOTO 1 AL CRASH KUBICA-SUTIL

Ogni volta che entra in pista la safety-car, la pit-lane diventa una giungla. Kubica termina il proprio cambio gomme nel momento in cui sopraggiunge Sutil. Il lollipop però viene ugualmente alzato ed il crash è inevitabile. Il polacco riesce a riprendere la pista, ma dopo aver scontato uno stop&go rinuncia alla gara per noie meccaniche.

LETALE

VOTO 2 AL TEAM MERCEDES

Continua il periodo no della casa tedesca. Schumacher lamenta problemi ai freni già al settimo passaggio, mentre Rosberg, appena dopo il pit, vede la propria posteriore sinistra staccarsi dalla vettura e vagare per la pit-lane. Forse un periodo di pausa può aiutare a resettare le idee.

ALLO SBANDO

VOTO 3 A MICHAEL SCHUMACHER

Di una cosa siamo certi. Lo Schumacher cattivo è tornato. Dopo aver vissuto una gara nelle retrovie il campione di Kerpen lotta intensamente anche per la decima posizione. Chiude ogni porta a Barrichello, ma il brasiliano è notevolmente più veloce. Il duello è emozionantissimo, la manovra del tedesco è sconsigliata ai cardiopatici. Alla fine Rubens riesce nell’intento per un soffio. Poi le polemiche e le scuse. Difendere un decimo posto fa onore, ma esagerare può far male.

CORIACEO

VOTO 4 A JENSON BUTTON

Ottavo con una McLaren dietro Petrov e Hulkemberg non è certo un grande risultato. In qualifica non va oltre il Q2, in gara non brilla e soltanto grazie ai ritiri di Rosberg, Kubica ed Hamilton, riesce a conquistare qualche punto utile. Rispetto il compagno di squadra non sa fare meglio di quanto la vettura gli offre. Il che fa una differenza enorme.

DEPRESSO

VOTO 5 A SEBASTIAN VETTEL

Riesce a fare l’inimmaginabile. Dopo aver dominato prove e qualifiche, il tedesco sembrava avviato verso una facile vittoria. L’ingresso della safety-car rischia di fargli perdere la gara, poi si “addormenta” nella ripartenza, forse volutamente, forse incosciamente. Sta di fatto che chiude terzo, mentre Webber festeggiava la quarta vittoria stagionale. Per il ciclo: “Vita tua mors mea”.

SCIUPONE

VOTO 6 A FELIPE MASSA

Oscurato dalla luminosità di Alonso, il brasiliano non coglie il jolly offertogli dalla penalità di Vettel. Dei quattro di testa è il più lento, ma nel momento clou in cui dovrebbe spingere per conquistare la terza posizione non riesce a far meglio. Chiude quarto ai piedi del podio.

RINUNCIATARIO

VOTO 7 A VITALY PETROV

In qualifica riesce a far meglio di Kubica, mentre in gara, complici i ritiri del polacco, di Hamilton e di Rosberg, conquista un quinto posto che potrebbe tenerlo ben saldo al sedile della Renault. Vedremo se a Spa si confermerà, al momento che si goda le meritate vacanze.

SORPRESA

VOTO 8 A FERNANDO ALONSO

Fortuna sì, fortuna no, lo spagnolo coglie sempre l’attimo fuggente e come re Mida lo trasforma in oro. In partenza brucia Webber, poi resiste per ben trenta giri agli attacchi del rabbioso Vettel non commettendo errori e riuscendo quindi a conservare un secondo posto molto prezioso. Per il ciclo “Carpe diem”, adesso il mondiale è veramente riaperto.

OTTIMISTA

VOTO 9 A MARK WEBBER

Vi sareste mai aspettati che il canguro australiano riuscìsse a vincere la gara, dopo la partenza non certo perfetta? Vi sareste mai aspettati che le gomme morbide della sua RedBull resistessero per ben 43 giri? Vi sareste mai aspettati che Mark Webber fosse in testa al mondiale ad agosto? Già, basta darsi queste risposte per capire che il canguro sta attraversando il momento migliore della sua vita. D’altronde, ad una certa età, il treno passa una volta sola.

MARTELLANTE

VOTO 10 ALLA RB6

E’ un capolavoro meccanico e aerodinamico quello che vanta la RedBull. La RB6 è una perfetta amalgama e si adatta alla perfezione quasi a tutti i circuiti. Le polemiche derivate dalle ali mobili sono solo mosche che ruotano intorno al bolide austriaco. Per non vincere un mondiale con una simil vettura sarà necessario mettersi di impegno. Chiedere a Vettel eventuali conferme.

MISSILE

Valerio Lo Muzzo

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