Satyricon – Gp Corea

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Solo il sottile velo di fumo proveniente dalla sua puzzolente Lucky Strike di contrabbando riuscirebbe a tradire la sua posizione. Perfettamente mimetizzato nella sua amica e come al solito dannatamente piovosa jungla, KimCicCion e il suo binocolo ad altissime prestazioni osservano il nemico a Sud, al di là delle reti. 4 Kilometri di larghezza per 246 di lunghezza fatti di mine e filo spinato, di rilevatori termografici e mitragliatrici piazzati a dividere uno Stato dall’ altro, nel tentativo di contenere all’ interno delle sue mura una popolazione costituzionalmente governata da un Presidente Mummificato e dal suo Caro Figlio.

Sei ore di turno di guardia. Sei ore di zanzare, puzza di marcio e fango, di muffa e umido.

Sessanta rapporti radio da far pervenire con assoluta precisione al severissimo comandante della compagnia.

Trecentosessanta minuti ed un solo pensiero fisso in testa : “ Apli quella tenda, dai Jack … apli”

Nel corpo di guardia di Deoksan-ri KimPinCion e Jack Smith, caporale dei marines distaccato nella Corea del Sud da 4 anni, siedono rilassati sulle loro poltroncine blu a ruote piroettanti. Riscaldamento al minimo, neppure minimamente infastiditi dal rumore della pioggia scrosciante, Budweiser in una mano, Marlboro in un altra, tv a led da 70” strategicamente posizionata nella parete a sud i due amici aspettano lo spegnimento delle luci del semaforo. All’ apparire del cartello dei 15 secondi allo start “Bastard Jack” si alza con fare consumato, percorre i pochi metri che lo separano dall’ ampio finestrone della parete posta a nord scostandone su un lato la pesante tenda oscurante. Jack lo sa. Ogni soldato lo sa. Il Nemico è li fuori, il Nemico lo osserva, il Nemico oggi vedrà il primo Gran Premio di Corea del Sud con il binocolo.

Una birra fresca alzata in segno di saluto, il suo più smagliante e caloroso saluto. Tutti rivolti al Nulla, rivolti al Nord, rivolti al KimCicCion di turno.

Enjoy It”.

Glazie, Bastald Jack … Fancu…Bastald Jack”

Come nella Jungla , anche nella nuova pista coreana dall’asfalto lucido e impermeabile di Yeongam piove. A sentire Stella Bruno piovono “Cani e Gatti”. Se mai accadesse, da queste parti sarebbero gli unici a non toccare mai terra. Il loro ultimo ricordo avrebbe sicuramente le fattezze di una Wock arrugginita.

La pioggia normale invece tocca terra pesantemente, inzuppando tutto fin dal sabato e rendendo impossibili qualifiche e partenze domenicali, rendendo difficilissimo il compito di una regia internazionale presa tra l’incudine del Nulla da inquadrare e il Martello della puzza di sudore, soffritto e vernice fresca della peraltro spaziosa cabina.

Dopo tre giri di pista sotto a “Cani e Gatti” e dietro alla Mercedes del Campione del Mondo di SafetyCar, il frastuono degli sbadigli davanti ai monitor europei trasudanti umidità che propongono le immagini di un GranPremioCheNonC’è nella CittàCheNonC’è fa il giro del Mondo. Mentre “BastardJack” richiude la tenda lasciando a KimCicCion il semplice compito di riempire d’imprecazioni irripetibili la JunglaNordCoreana , il grafico dell’ Auditel Mondiale s’imbarca per trequarti d’ora nel “Trieste”di Jacques Piccard decidendo di esplorare la Fossa delle Marianne in compagnia di un Bennato d’annata e della sua indimenticabile hit narrante storie di pirati e seconde stelle a destra.

Il riavvio dei motori coincide con la riapertura della tenda del corpo di guardia, con l’ennesima birretta mostrata al Nord/Nulla e, last but not least, con la difficile risalita del Audience/Batiscafo.

I diciassette giri in cui Bernd Maylander in versione AsciugaPista si laurea Campione Universale di SC ricacciano nel più profondo dello sconforto il pubblico, i telespettatori e una sala regia sempre più satura d’odori nauseabondi. Il tutto mentre l’Auditel scopre nuove forme di vita sul più profondo degli abissi televisivi mondiali, i videoregistratori di mezza Italia imprimono a caratteri di fuoco il fatidico nastro del salto di canale delle 10:30 e la radio del soldato scelto KimCicCion diffonde in tutta la Jungla le urla disperate del comandante della compagnia di guardia giustamente preoccupato dai 20 minuti di mancanza di contatto con il suo sottoposto. Il motivo è semplice : dorme, come tutto il resto del Mondo Civilizzato NonImpegnato a guardare il GranPremioCheNonC’è.

Il risveglio però è brusco, di quelli destinati a lasciare il segno in un fisico già messo a dura prova da malnutrizione e umidità. Il DoppioBoato che arriva dal SudOvest della Penisola Nemica arriva cupo, sommesso, ovattato e provoca l’immediato alzarsi in volo di migliaia di uccellini intirizziti e l’altrettanto repentina caduta degli attributi avizziti di tutto il Muretto RedBull. La causa ha un nome e un cognome : Mark Webber. NonScattato per secondo al SecondoViaCheNonC’è mette un paio di ruote sull’ erba sintetica e stampa la sua RedBull a muro, riuscendo nell’ impresa di lasciare sul campo mezzo titolo mondiale e mezza macchina dell’incolpevole Nico.

L’incubo S.C. si rimaterializza per altri cinque giri in cui, tra l’apatia generale, qualcuno rientra ai box. Al ri-ri-ristart il solito Vettel è davanti ad Alonso ed Hamilton, mentre nelle posizioni immediatamente successive un ringalluzzito Schumi ( merito dell’ assetto o dell’ assenza del martello Nico ? ) riesce a passare un BottoneCampione in evidente crisi d’identità. Mentre il SoleCheNonC’è inizia a lasciar spazio alla sera, i botti sordi provenienti dal sud della penisola mettono in ulteriore apprensione l’intero Ministero della Difesa NordCoreano portando il livello d’allerta a Defcon4. Stavolta i colpevoli sono da ricercare tra i vari Trulli, BrunoSenna, Buemi e l’incolpevole Timo.

All’ ennesimo ingresso in pista della SC lo spettacolo dei PitStop và finalmente in onda, concedendo ad uno strano pubblico, che continua ad arrivare anche dopo un’ ora e mezza dal ViaCheNonC’è, il triste spettacolo di una gomma anteriore destra loggata Ferrari che non ne vuole sapere di andare al suo posto nei tre secondi e rotti previsti. L’ovvio risultato finale è il rientro in pista dietro ad un Lewis fin qui assolutamente impeccabile. Perlomeno fino al definitivo rientro in pitlane di uno sfinito Bernd Maylander e della sua AMG dagli interni stranamente arancioni. Tutta colpa del SuperLed della Riserva acceso. Forse incuriosito, forse attratto o forse semplicemente geloso del fatto che sulla sua “ali di gabbiano” quel colore cosi “fascion” non ci sia, dopo il ri-ri-ri-ristart Hamilton và lungo alla prima staccata, spalancando la porta ad un Nando che ringrazia l’Inglesino e và avanti.

La radiocronaca di KimCicCion ai commiltoni, intenti a scommettere pacchetti di sigarette ammuffite contro gallette con impresse uno sbiadito “1953”, narra le gesta di un prode Michael in palla, di un BottoneCampione con le gomme sbagliate al momento sbagliato, di un Fernando che mette sotto pressione il sin qui sontuoso Sebastian.

Poi all’ improvviso un primo boato, il più forte di tutta la giornata. Seguito cinque minuti dopo da quello che, ad una prima occhiata dei satelliti spia in orbita geostazionaria, appare come un lancio non convenzionale in cui scintille, fuoco, fumo e fiamme interessano una vasta area della penisola sudcoreana. Tutto in Corea sale improvvisamente, automaticamente, istintivamente.

Sale a Defcon5 il livello d’ allerta.

Salgono al cielo le imprecazioni russe di un Petrov rintronato come una campana dopo aver sfondato il muro del suono con la sua botta terrificante, accompagnate da quelle tedesche di un Sebastian che abbandona il suo sogno di vincere il primo Gran Premio Coreano.

Sale al Paradiso dei Motori l’anima del 10 cilindri loggato RedBull, autentico missile terra-terra costretto al ritiro tra fumo e fiamme portate a spasso per buona parte del circuito.

Tutto al muretto RedBull cade definitivamente. Speranze, Certezze, Testicoli.

Nel Corpo di guardia NordCoreano trasformato in un formicaio appena calpestato i dispacci si susseguono frenetici, i codici di lancio vengono estratti dalle cassette di sicurezza, missili balistici vengono messi in preriscaldo, gessetti ironici scrivono caratteri incomprensibili ma sicuramente ingiuriosi sulle ogive nucleari. Il tutto con un solo, tristemente devastante, universale pensiero in testa : “Ciao Mamma”.

Quello che segue una quindicina di giri dopo è una gioia per gli occhi di uno come Luca ( per gli amici Cordero, che fa molto spagnolo ) sprofondato nella sua Frau, è un pugno nervosamente agitato e sbattuto sulla consolle hitech per Stefano, è una bandiera col Cavallino fresca di bucato da mettere sul tetto della portineria della Ges a Maranello, è una vecchia bandiera scolorata da esporre nel giardino di casa mia.

Alonso taglia per primo il buio traguardo illuminato dall’ ImpiantoLuciCheNonC’è ( ma che si farà assieme al resto della CittaCheNonC’è), seguito da un’ancora in corsa per il titolo Lewis ed un Felipe Massa in versione Sancio Panza. Il miglior Schumacher dell’anno, il Polacco da Bagnato e un Liuzzi autore della sua più bella gara di F1, Barrico, Koba, Nick e NicoHulk racimolano gli ultimi punti disponibili. Mentre squadre S.A.R. ( Search And Rescue ) vengono inviate alla ricerca del M.I.A. ( Missing In Action ) Jenson Button l’intero Pianeta Terra ignaro, assolutamente inconsapevole del rischio appena corso, cambia svogliatamente canale.

Nessuno verrà mai a conoscenza del “Dossier 46” riguardante il giro in cui Sebastian scaricava un estintore sulla sua macchina scongiurando inconsciamente il pericolo di un inverno nucleare.

Nessuno ringrazierà mai il Soldato Scelto KimCicCion, unico coreano del nord in grado di collegare le esplosioni multiple, le scintille, il fuoco e le fiamme viste dal satellite costato miliardi di dollari a quanto visto da lui e dal suo potentissimo binocolo russo acquistato al mercato nero ad inizio Campionato.

Nessuno conoscerà mai la segretissima complicità tra soldati posti a difesa del confine più militarizzato del mondo, tra soldati del Nord e soldati del Sud, tra gli amici KimPinCion e KimCicCion.

Come nessun dossier riporterà mai la conversazione telefonica intercorsa tra padre e figlio in una fredda e umida mattinata milanese.

Papà…”

Ehi, Ciao … Dimmi PierSilvio”

Stavo guardando con Silvia il Gp di F1 in Corea e per curiosità ho fatto un salto su Wikipedia. Hai mai sentito parlare di Eternità della Presidenza ?”

by http://www.pierpaologelussiphotographer.com/

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