Satyricon – Gp Abu Dhabi

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Abu Dhabi, anno solare 2160.

Vista da dietro la sua silhouette richiamerà alla mente vecchi film ambientati tra i canneti del Mississipi. Capelli neri corvini, ondulati, portati sciolti. Silenziosa, statuaria, fasciata nella sua camicia rossa impietosamente aderente, sprofondata nella sua vecchia poltrona scucita da tempo e trasferte perfettamente incastonata nel sistema anticamente denominato “Muretto Ferrari”. Il solo vederla al suo posto di comando genererà da Sempre (anche se nessuno conosce il significato della parola Sempre) turbamento, rispetto, desiderio di conoscenza, Fede.

Pronti.”

Nel suo futuro l’impasto dei “Brutti ma Buoni” sarà pronto ai cinque minuti dal via.

Due infornate da 50 minuti l’una. Un’ora e quaranta. Anzi, ventiquattro secondi prima del calare della bandiera a scacchi. Il tempo necessario per spegnere il forno, tirare fuori la teglia e stappare un paio di bottiglie di Passito. Sarà inutile chiedersi il “Come Faccia”, il “Come Sappia”.

Lei Sa. Lei E’. Lei Saprà. Lei Sarà. Da Sempre. Per Sempre.

Piegati… piegati bastardo … p i e g a t i … pie – ga – ti …”

Da ormai quattro anni Felipe Massa starà seduto in abitacolo fissando in stato semi-catatonico un cucchiaino da caffè infilato tra la strumentazione della sua vettura. Come da ordini perentori arrivati dalla BabbionaInPoltrona ,tutto il suo Io sarà completamente assorbito dallo sforzo di piegare quell’ insulso cucchiaino al suo volere. Il Cucchiaino-Campionato non ne vorrà sapere di piegarsi. Sarà lui a doversi piegare. Sempre.

Lei lo saprà. Saprà anche di non esser la sola a saperlo. D’altronde con il Felipe degli ultimi anni non servirà essere l’Oracolo per capire che dalla molla ungherese si saranno spente le luci come un pugile al tappeto.

Quando capirà che il cucchiaino per lui non esiste ? Bah … senti che profumino … “

Per l’Oracolo da sempre le gare avranno un retrogusto amaro di dejavu, di già vissuto.

Con un occhio ai biscotti e uno alla proiezione in 3d ( i nuovi muretti Ferrari semplicemente non esisteranno, saranno proiezioni ) Lei saprà che uno come Alonso verrà sorpassato al via dall’ ancora per un giorno Campione del Mondo in Carica Jenson.

Le sue procedure innovative vedranno una ventina di uomini pronti in pit lane, schiena rivolta alla pista e alla partenza, sguardo fisso verso un’ ipotetica gomma da svitare e avvitare, pistola pronta e otto gomme dure e calde ancora avvolte nelle termocoperte. Lei non marcherà a uomo niente e nessuno. Lei, solo Lei sarà l’artefice del suo destino.

Lei conoscerà il piede pesante di uno come Schumacher, il suo ordine di tenersi pronti al doppio pit sotto regime di Safety Car ( non potrebbe mancare all’ ultimo appuntamento mondiale della stagione ) arriverà un paio di secondi prima di vedere il vecchio crucco girarsi in mezzo alla pista. Un paio di secondi prima di vedere uno come Liuzzi usare la Mercedes del pollo Michael come trampolino.

Solo un paio di secondi, quel tanto che basterà per far capire ai suoi uomini una volta di più che Lei è, Lei Sarà, Lei sa, Lei saprà. Perché in fondo è per quello che la pagano.

Sapere. Ovviamente in anticipo.

Al nono giro del gp Lei se ne fregherà della leggera strisciata a muro e del successivo ingresso in pitlane di uno come Webber. Uno spilungone anoressico che in cuor suo avrà già smesso di credere all’ esistenza del cucchiaino da quattro o cinque gare almeno.

L’Oracolo, sorseggiando limonata fresca e discutendo amabilmente con Mamma Rossella di besciamella, bolliti misti e della nuova location araba del suo bel ristorante non disdegnerà affatto un’ occhiata tra l’interessato e il divertito al fondoschiena del suo bel Maurizio e un’ altro paio a quello dei suoi figli ( “Se solo avessi sessant’anni di meno …” ), saprà che in un circuito come quello dello Yas Marina sarà difficilissimo sorpassare.

Lei non lascerà i suoi piloti in mezzo al deserto ad inseguire false chimere per quaranta giri.

Lei non permetterà mai che inseguano sogni destinati a non avverarsi e piloti senza futuro, nel vano tentativo di piegare alla propria volontà un cucchiaino che per un paio di settimane avrà dato al mondo intero l’impressione di poter lasciarsi piegare.

Lei sorriderà di fronte alla noiosità di quella che qualche avizzito commentatore continuerà a chiamare “gara”. Semplicemente un susseguirsi di giri veloci, staccate al limite e tattiche degne di un Napoleone dei giorni nostri. Una “gara” in grado di far addormentare anche il più coriaceo spettatore al quale interesserà poco la tattica indovinata di due ragazzotti come Rosberg o Kubica e il suicidio di uno come Petrov ( la croce fatta sopra la sua faccia verrà usata come pista d’atterraggio per gli elicotteri a Maranello ) che per salire su una Ferrari dovrà fare come tutti i comuni mortali : comprarsela.

Lei per scrupolo professionale manderà di nascosto un avviso sul volante digitale di uno come Jarno. Un ragazzo che produce un vinello del genere meriterà di sapere in anticipo che il suo alettone posteriore si staccherà in pieno di li a poco.

Lei quella sera sarà sotto al podio a distribuire sorrisi e biscotti ugualmente caldi, facendo attenzione a non bagnarsi con lo spumante dei suoi ragazzi lassù in cima al mondo.

Abu Dhabi, 15 Novembre 2010 h 06:32

Pulsazioni accelerate, sudore, ansia. E Bianco, bianco ovunque.

Nel nulla in cui luci e ombre si fondono rendendo paradossalmente claustrofobico l’Infinito, un divano in alcantara blu domina la scena.

Un pc portatile sulle ginocchia , cuffiette a tutto volume irradianti note sommesse, stridule.

Che caz .. ascolta ? Dave Matthews ??!!”

Dita veloci inventano storie scorrendo divertite sulla tastiera luminosa, lettere riflesse sulle lenti dei suoi immancabili occhialini senza montatura. Un cagnolino appisolato al suo fianco, una tazza fumante di thè nero appoggiata sul cristallo serigrafato a sua volta appoggiato su una logora Goodyear da F1 del tempo che fù.

E’ Lui ? E’ veramente lui ?”

Sguardi che si incrociano, occhi ancora gonfi e lucidi dalla sera appena trascorsa. Disagio.

Ciao Sebastian, vieni avanti, accomodati. Un thè, due “ BruttimaBuoni” ? ”

Buona sera .. è .. è Lei ? E’ lei quello che penso ? Una birra se si può …”

Si Sebastian, sono io. L’Architetto. Birra … tutti uguali voi tedeschi. Sono io la risposta alla tua prossima domanda. Tutto quel mondo fantastico che tu chiami “F1” l’ho costruito io, con queste mani, questa tastiera e questo monitor.

Pierluigi e la moglie Sandra a Montecarlo, Youssuf e la sua laurea ingiallita da troppe sigarette, il meccanico Walter e il suo camper, KimPinCion e il suo ami-nemi-co KimCicCion, il Gianca, il Luca e il Toni del Bar PitStop di Monza, . L’Oracolo, il Cucchiaino.

Nessuno in questo mondo è reale.

Sono tutti impulsi, sensazioni, scariche elettriche, emozioni, vite da indossare , vite da vivere attraverso gli occhi di chi il Mondo lo gira ogni giorno osservando un merlo in giardino alla ricerca di qualcosa da mangiare per il suo piccolo nascosto tra le siepi, di chi il mondo lo ascolta nella voce di una figlia che canta le canzoni ascoltate dal padre.

Sebastian, quello che vedi qui non è reale come non è aria quella che respiri. Ci siamo solo Tu ed Io. E ci sono tutti quelli che domani mattina si sveglieranno con un retrogusto amaro in bocca e la sfuocata sensazione di aver qualcosa da ricordare, con l’ inevitabile certezza di non avere più nulla di interessante da vedere in tv fino alla prossima primavera.

Sebastian, tra poco ti risveglierai. Lo farai da Campione del Mondo, il più giovane di sempre. E tutto sarà reale, tutto sarà tangibile.”

Abu Dhabi,15 Novembre 2010 h 06:35

La sua camera d’albergo a sette stelle stamattina risplende come un campo di battaglia in cui i fumi dell’ alcool e della polvere da sparo sono stati fatti sgombrare dal solito vento proveniente dal solito mare.

La sua tuta da pilota Campione del Mondo gettata sulla sedia più lontana puzza da spumante. L’odore della vittoria. L’ odore che all’ asta di beneficenza di Montecarlo farà crescere di un paio di zeri la quotazione finale.

Passi incerti, sorriso idiota stampato in quella faccia da bambino cresciuto in fretta a wurstel e pistoni, barba incolta. Direzione WC. Un’occhiata all’ appartamento di novanta metri quadri che da queste parti gli emiri chiamano bagno, un’ altra occhiata alla risposta impietosa offerta dallo specchio incastonato tra i marmi di Carrara, mani e acqua in faccia nel tentativo di ritrovarsi, di riconoscersi dopo una nottata del genere.

Ma … chi… che cavolo sono ? Pillola Rossa e Pillola Blu ??? Ma che ca… ????”

Dejavu , fortissimo dejavu. Proprio come in “Matrix”, un vecchio film visto da ragazzino.

Un sorriso. Sorriso da Campione.

Ancora per un paio d’anni Blu… poi Rossa. Di sicuro Rossa.”

Perché tutti i Campioni prima o poi vogliono provare il gusto della Rossa.

http://www.pierpaologelussiphotographer.com/

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