IndyCar – Indianapolis 500, Day 2: La scia porta Saavedra al top

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Continuano le sorprese nelle prove per la 500 Miglia di Indianapolis. Il più veloce nella seconda giornata di prove è stato infatti il colombiano Sebastian Saavedra con il tempo di 40.6272 seconds (356.435 kmh), ottenuto grazie alla scia del compagno di squadra Ryan Hunter-Reay. Il buon momento manifestato nel primo giorno di prove dal Sarah Fisher Hartman Racing è stato confermato anche in questa giornata, con i due rookie Bryan Clauson e Josef Newgarden piazzatisi rispettivamente al secondo e terzo posto. Il primo dei big è stato Scott Dixon, quarto davanti a Justin Wilson. “E’ stata una grande giornata“, ha detto Saavedra. “Un ottimo inizio per il mese di maggio. E’ così bello lavorare con i miei compagni di squadra Marco, Hinch, Hunter-Reay e Ana. Devo invitare loro per una cena, specialmente Hunter-Reay e Hinchcliffe che erano davanti a me quando ho realizzato il mio tempo. C’è ancora molta strada da fare, ma speriamo di poter continuare così per tutto il mese. Credo che oggi siamo un po’ più vicini alla comprensione della vettura. C’è ancora una lunga lista di cose da fare con la nuova vettura, ma penso che gli ultimi due giorni sono stati molto produttivi. Penso che se possiamo continuare in questo modo, entro la fine del mese saremo molto vicini a capirla totalmente.” Dopo due giorni di prove molti piloti sono rimasti impressionati dalla scia, che sembra dare un grande vantaggio, ancora maggiore rispetto a quello che dava con la vecchia vettura. “L’effetto della scia è sicuramente maggiore di quanto non fosse con la macchina dello scorso anno“, ha detto Hunter-Reay . “Speriamo che sia una buona cosa per i piloti per darci maggiori opportunità per i sorpassi. Ma, con il vuoto d’aria che si crea, viene diminuita l’aderenza nelle curve. Questo è ciò su cui stiamo lavorando ora con le nostre vetture, minimizzare la perdita di aderenza negli angoli. Abbiamo fatto alcuni cambiamenti abbastanza buoni, e abbiamo avuto una buona reazione nell’aria sporca. Sono ottimista. Per questo spero che possiamo disputare una buona Indy 500.” “10 auto di lunghezza oggi si sentono come due auto un anno fa“, ha dichiarato Oriol  Servia, che ha ottenuto il diciannovesimo tempo. “Se si arriva vicino a un’altra macchina, anche molto lontano, vieni spinto avanti con una grande, grande spinta. Il problema è che l’anno scorso si doveva lottare per cavarsela perché il buco d’aria non era così grande. Sembra fantastico avere una scia così grande dietro a queste vetture, ma si perde così tanto carico aerodinamico sulla parte anteriore della vettura, più di prima. E’ qualcosa di cui dovremo stare attenti in gara.” Ancora niente da fare per Jean Alesi. Il pilota francese ha girato attorno alle 205 mph, e non ha ancora superato la terza fase del Rookie Orientation Program. Alesi è stato inoltre “bacchettato” dal sito Speed.com per la sua scarsa disponibilità con i media e i fans. 1138 giri sono stati completati ieri, con Wade Cunningham che ha completato il maggior numero di giri (58), e Tony Kanaan e Marco Andretti che hanno girato, oltre che con le loro vetture, anche con quelle di Rubens Barrichello e Ana Betriz rispettivamente.

Marco Strazzulla

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