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IndyCar – Sonoma, Gara: Power vince tra le polemiche

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Will Power è tornato al successo dopo quasi un anno e mezzo di astinenza imponendosi sul Sonoma Raceway. Il pilota australiano ha approfittato della penalità inflitta a Scott Dixon mentre si trovava in testa, penalità che potrebbe risultare decisiva anche ai fini del campionato. Justin Wilson e il poleman Dario Franchitti hanno completato il podio.

Al via Franchitti parte bene e riesce a difendere la sua leadership dagli attacchi di Dixon e Power, mentre dietro Charlie Kimball, sesto, tocca la vettura di Helio Castroneves. Esce la prima caution e Kimball retrocede alla fine del gruppo. Dopo due giri la gara riparte, con Franchitti davanti a Dixon mentre Power perde il terzo posto a vantaggio di Ryan Hunter-Reay e il quarto con Castroneves. Sebastien Bourdais tocca la parte posteriore della vettura di Marco Andretti al restart ed è stato costretto a rientrare ai box per una sostituire l’ala anteriore. Al 7° giro nuova caution per un contatto tra EJ Viso e Wilson che manda l’inglese in testacoda. Ne approfittano un paio di piloti, tra cui lo stesso Wilson, per effettuare il primo pit stop, mentre Viso viene penalizzato con un drive-through. Dopo tre giri di caution arriva il restart, con Power che recupera la quarta posizione da Castroneves. Al 17° giro altro contatto, tra Bourdais e Simona de Silvestro, e nuova caution. Tutti i primi effettuano il loro primo pit stop, tranne Hunter-Reay che al restart si ritrova primo davanti a Wilson e James Hinchcliffe. Intanto Graham Rahal finisce in testacoda e viene toccato da Takuma Sato. Dixon passa Power per il sesto posto, mentre un contatto tra Tony Kanaan e JR Hildebrand provoca una nuova caution. Hunter-Reay si ferma al pit lasciando così la leadership a Wilson davanti ad Hinchcliffe e Sebastian Saavedra. I due vengono però al contatto, col risultato che Saavedra, così come Kanaan per il contatto precedente, viene penalizzato. Nuova caution al 30° giro per rimuovere la vettura di James Jakes ferma in pista. Al restart Dixon supera Wilson e si porta in testa, dietro seguono Power, Franchitti e Castroneves. Il giro seguente anche Power supera Wilson, prima che il britannico si fermi al box per effettuare il suo secondo pit stop. In un paio di giri Dixon accumula un vantaggio di 1.7 secondi su Power e 4 su Franchitti. Al 44° giro Power effettua il secondo pit, seguito il giro seguente da Dixon e Franchitti. Un paio di giri dopo Power arriva lungo all’ultima curva e viene superato da Wilson, mentre davanti sono prima Kanaan e poi Hinchcliffe a portarsi brevemente in testa essendo su una strategia diversa. Al 64° giro la vettura di Josef Newgarden si ferma in pista ed esce una nuova caution. Tutti ne approfittano per effettuare l’ultima sosta. Al momento di ripartire dal pit, Dixon urta uno dei meccanici di Power, probabilmente posizionato male. Qualche giro dopo il restart arriva il drive-through anche per il neozelandese, che scende così dal primo al diciottesimo posto. Power si ritrova così in testa davanti a Wilson, Franchitti, Simon Pagenaud e Hinchcliffe. A 6 giri nuova caution per un contatto tra Ryan Briscoe e Kimball alla curva 7. Kimball finisce in testacoda e viene tamponato da Sato ed Ed Carpenter. Restart a 5 giri dalla fine, con Wilson che tenta di attaccare Power per la leadership, ma l’australiano riesce a difendersi, mentre Franchitti si porta al terzo posto passando Pagenaud. Un contatto con James Davison spedisce Saavedra contro le barriere, ma non esce la caution. Power va a vincere davanti a Wilson, Franchitti, Andretti e Pagenaud. Con il settimo posto Castroneves allunga in testa su Dixon, solo quindicesimo al traguardo. Il brasiliano ha ora 39 punti di vantaggio sul neozelandese quando mancano 4 gare alla fine della stagione; Hunter-Reay, sesto è a -62 ed Andretti a -70. Hinchcliffe, de Silvestro e Bourdais hanno completato la top 10.

Marco Strazzulla

IndyCar – Toronto, Gara 2: Doppietta di Dixon, ancora bene Bourdais

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E’ ancora Scott Dixon il protagonista del weekend di Toronto. Il neozelandese domina anche gara 2 del weekend canadese e ottiene la terza vittoria consecutiva. Il pilota del team di Chip Ganassi rilancia così le sue ambizioni al titolo, anche se il secondo posto permette ad Helio Castroneves di mantenere un buon vantaggio in classifica (+29). Terzo posto per Sebastien Bourdais, al secondo podio in due giorni.

Dopo essere stata costretta ad abortirla sabato, la IndyCar decide di adottare la partenza da fermo domenica. La gara di James Hinchcliffe termina praticamente prima di iniziare, a causa di un problema all’acceleratore che lo costringe a restare un paio di giri ai box. Il via avviene regolarmente, con Dixon che mantiene la leadership su Castroneves e Will Power. Dario Franchitti  è costretto a rientrare al pit per sostituire il musetto danneggiato da un contatto con Power, ma riesce a tornare in pista senza perdere un giro. Il vantaggio di Dixon su Castroneves sale a 3 secondi in una decina di giri, mentre dietro si accende una bella battaglia per il terzo posto tra Power e Ryan Hunter-Reay. Tutte i primi hanno montato le gomme ‘red’, che presto iniziano a scendere come performance di 2/3 secondi al giro. Al 23° giro Dixon effettua il suo primo pit stop, seguito a due giri di distanza da Castroneves e dopo altri due giri da Power. Quando la situazione si stabilizza, Dixon è in testa con 7.7 secondi di vantaggi su Castroneves. Franchitti, su una diversa strategia, è terzo davanti al gruppetto formato da Power, Hunter-Reay e Bourdais. Al 35° giro termina la gara di Tony Kanaan, che tocca il muro all’ultima curva e rompe la sospensione posteriore destra. La gara continua tranquilla fino alla seconda sosta, che stavolta vede Dixon capace di andare più lungo di Castroneves di un giro. Al 65° giro James Jakes finisce a muro provocando la prima caution della giornata. La caution si rivela  fondamentale per Franchitti, che stava rientrando ai box per fare la sua ultima sosta proprio quando è uscita la bandiera gialla. Lo scozzese riesce così a restare nella top 10. Al momento del restart Dixon resta in testa davanti ad un paio di doppiati. Castroneves è secondo davanti a Bourdais, Hunter-Reay, Power e Franchitti. Passano una decina di giri e nuova caution provocata da un incidente di Ed Carpenter. Il restart avviene al penultimo giro. Dixon si difende su Castroneves, mentre dientro Power perde il controllo della vettura è finisce contro Hunter-Reay spedendolo a muro, coinvolgendo pure Takuma Sato, che a sua volta aveva tamponato Justin Wilson. Power, Hunter-Reay e Sato finiscono ko, e la gara termina in regime di caution. Dixon vince su Castroneves, Bourdais e Franchitti, mentre EJ Viso completa la top 5. Charlie Kimball è sesto davanti a Mike Conway, che in due giorni ha recuperato 29 posizioni rispetto alla griglia di partenza. Wilson è ottavo davanti a Marco Andretti e Alex Tagliani.

Marco Strazzulla

IndyCar – Toronto, Gara 1: Successo di Dixon, Bourdais torna sul podio

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Scott Dixon ottiene la vittoria nella prima gara del weekend a Toronto e diviene il primo pilota a vincere due gare consecutive nel 2013. Il pilota neozelandese, che un paio di ore prima aveva ottenuto la pole position per gara 2, ha preceduto un sorprendente Sebastien Bourdais e Dario Franchitti.

L’attesa per il via era molto alta, visto che era la prima volta con una partenza da fermo, ma il primo via viene annullato poiché Josef Newgarden fa spegnere il motore e così si torna alla partenza lanciata. Il secondo via è buono e tutti escono indenni dalla prima curva. Franchitti prende la leadership e sfrutta la gomme ‘red’ per accumulare un piccolo vantaggio su Bourdais, Will Power e Dixon. Le gomme dello scozzese vanno però in crisi e viene superato al 20° giro da Bourdais, Power e Dixon prima di rientrare al pit. La prima tornata di soste ai box costa diversi secondi a Ryan Hunter-Reay, che fa spegnere il motore, e a Tony Kanaan, per un problema al bocchettone del carburante. Dopo i loro pit stop, Bourdais è sempre in testa ma il vantaggio di 2.7 secondi che aveva prima della sosta su Power si è completamente dissolto, ed infatti al 32° giro il pilota australiano effettua il sorpasso. Power accumula subito 2.4 secondi di vantaggio, ma un contatto tra Tristan Vautier e Graham Rahal provoca la prima caution. Al momento del restart Dixon passa Bourdais e si porta al secondo posto. Power e Dixon rimangono a stretto contatto fino alla seconda fase di pit stop, che vede ancora una volta Hunter-Reay far spegnere il motore. Dixon effettua il suo pit stop un giro dopo Power e riesce ad uscirgli davanti, così come Bourdais. Al 65° giro arriva una nuova caution per un contatto tra Justin Wilson, Charlie Kimball e Ryan Briscoe. L’australiano si infortuna ad un dito e sarà costretto a saltare gara 2 domenica. Al 69° giro avviene il restart. Bourdais passa Dixon per la leadership e Franchitti passa Power per il terzo posto. Foratura per James Hinchcliffe, mentre un contatto con il compagno di squadra EJ Viso costringe Hunter-Reay ad una sosta aggiuntiva per sostituire il musetto. Dixon comincia a pressare Bourdais che va in crisi di gomme, fino a quando a 7 giri dalla fine il neozelandese riesce a passare. Quatto giri dopo un testacoda di Alex Tagliani provoca una nuova caution. Il restart avviene all’ultimo giro, e Dixon riesce a controllare la situazione ed andare a vincere davanti a Bourdais. Dietro arrivano quasi al contatto Franchitti e Power. L’australiano finisce per toccare il muro e scivola al 15° posto, mentre Franchitti viene inizialmente penalizzato e poi reintegrato sul podio. Quarto posto per Marco Andretti , e quinto per Kanaan. Sesto posto per Helio Castroneves, che approfitta dei problemi di Hunter-Reay per rafforzare la sua leadership in campionato. Adesso il pilota brasiliano ha 39 punti di vantaggio sul campione 2012, mentre Dixon è a -42.

Nella mattinata si erano svolte le qualifiche per gara 2. Doppietta per il team di Chip Ganassi, che ha piazzato Dixon in pole e Franchitti alle sue spalle. Seconda fila per i due contendenti al campionato, Castroneves ed Hunter-Reay. La IndyCar ha deciso di utilizzare la partenza da fermo in gara 2 dopo che è stata abortita per il problema di Newgarden in gara 1. Nella gara della Firestone Indy Lights vittoria per Jack Hawksworth (Schmidt Motorsports), rimasto in testa dal primo all’ultimo giro. Bella battaglia per il secondo posto vinta da Peter Dempsey (Belardi Auto Racing) su Gabby Chaves (Schmidt Motorsports). Col quarto posto Carlos Munoz ha invece rafforzato la sua leadership in campionato.

Marco Strazzulla

IndyCar – Toronto, Qualifiche: Franchitti in pole, Bourdais sorprende

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Sarà Dario Franchitti a partire dalla pole position nella prima delle due gare in programma nel weekend di Toronto. Il pilota scozzese, alla quinta pole sul circuito canadese, ha ottenuto il tempo di 59.5756, battendo per meno di un decimo il sorprendente Sebastien Bourdais, alla miglior qualifica da quando è tornato nella IZOD IndyCar Series. Seconda fila per Will Power e Tony Kanaan, mentre arriva un’altra buona qualifica per James Jakes, quinto davanti a Scott Dixon. Il pilota inglese subirà però una penalizzazione di dieci posizioni per cambio di motore non autorizzato. Quarta fila invece per i due contendenti al campionato, Ryan Hunter-Reay ed Helio Castroneves, mentre a completare la top 10 sono stati Justin Wilson e Ryan Briscoe. Da segnalare l’incidente che ha coinvolto Takuma Sato durante la seconda fase delle qualifiche. Il pilota giapponese è finito contro il muro alla prima curva, e partirà così 12°, al fianco di Marco Andretti. Gara 1 vedrà per la prima volta i piloti partire da fermo, mentre gara 2 avrà una normale partenza lanciata. Le prove libere sono quindi servite anche come pratica per le partenze. Hunter-Reay aveva ottenuto il miglior tempo della sessione davanti a Josef Newgarden e Briscoe, mentre sia Power che Franchitti erano stati protagonisti di piccoli incidenti.

Marco Strazzulla

IndyCar – Pocono, Gara: Strepitosa tripletta per Ganassi

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Il Chip Ganassi Racing ha ottenuto una tripletta nella Pocono IndyCar 400 disputata domenica sul Pocono Raceway. Scott Dixon ha interrotto una striscia di quasi un anno senza vittorie (Mid-Ohio 2012), Charlie Kimball ha bissato il miglior risultato in carriera e Dario Franchitti ha ottenuto il primo podio stagionale. La classifica finale è stata dominata dai motori Honda, che hanno piazzato sei motori nei primi sette posti: Josef Newgarden, Simon Pagenaud e Justin Wilson hanno occupato le posizioni dal quinto al settimo posto, con Will Power quarto e migliore dei motori Chevrolet.

L’Andretti Autosport aveva dominato le qualifiche, con Marco Andretti davanti a Ryan Hunter-Reay e James Hinchcliffe. La buona prova in qualifica non si è poi ripetuta in gara: il pilota canadese è uscito alla prima curva, mentre il campione 2012  è stato centrato al 61° giro da Takuma Sato rientrando al pit. Per quanto riguarda Andretti invece è rimasto in testa per il maggior numero di giri (88), ma nel finale ha cominciato a lottare con il consumo di carburante ed ha chiuso al 10° posto. Ottavo posto per Helio Castroneves, che grazie ai problemi di Hunter-Reay ha rafforzato la sua leadership in campionato, portandosi a +23 sul pilota americano, mentre Ed Carpenter, nono, ha completato la top 10.

Tony Kanaan aveva la possibilità di aggiudicarsi la Triple Crown dopo la vittoria alla 500 Miglia di Indianapolis. Dopo essere stato in testa in quattro occasioni ha perso l’occasione di guadagnare il premio di un milione di dollari quando ha rotto l’ala anteriore toccando la parte posteriore della macchina di Dixon nel tentativo di sorpasso, venendo costretto ad un pit stop supplementare. Buona la prova delle due ragazze: Simona de Silvestro ha chiuso all’11° posto, mentre Pippa Mann ha chiuso quindicesima.

Nella gara della Firestone Indy Lights Carlos Munoz (Andretti Autosport) ha ottenuto una netta vittoria sul rivale Sage Karam e su Gabby Chaves (Schmidt Motorsports). Munoz è ora in testa alla classifica con 4 punti di vantaggio su Karam.

Marco Strazzulla

IndyCar – Iowa, Gara: Hinchcliffe a mani basse

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Con una prova dominante James Hinchcliffe ha ottenuto la terza vittoria stagionale e la prima in carriera su un ovale, imponendosi sull’Iowa Speedway. Il pilota canadese è rimasto in testa per 226 dei 250 giri in programma. Doppietta per l’Andretti Autosport, con Ryan Hunter-Reay che ha chiuso al secondo posto. Completa il podio Tony Kanaan.

Il via della gara è ritardato di alcuni minuti per asciugare la pista dopo la pioggia mattutina. Hinchcliffe prende subito la testa davanti a Will Power e Marco Andretti. Grande protagonista in avvio è Hunter-Reay, che in una ventina di giri sale dal dodicesimo all’ottavo posto. Buon inizio anche per Ed Carpenter, che al 30° giro supera sia Kanaan che Andretti e si porta al terzo posto. Al 38° giro un contatto tra Graham Rahal e Hunter-Reay provoca la prima caution di giornata. Tutti ne approfittano per effettuare il loro primo pit stop. Hunter-Reay è costretto ad una sosta ulteriore per sostituire il musetto e si ritrova in fondo al gruppo. Al restart al 52° giro Hinchcliffe guida su Carpenter, Power, Andretti, Simon Pagenaud, Oriol Servia, Helio Castroneves, Rahal, Kanaan e Alex Tagliani, mentre Hunter-Reay comincia una rimonta furibonda. Grande protagonista è Rahal, che passa Servia al 88° giro, Carpenter al 96°, Pagenaud al 97° e Andretti al 110° e sale al secondo posto. Bella fase di gara attorno al 100° giro, con numerosi sorpassi. Tra questi, pure quello di Hunter-Reay su Power che lo riporta nella top 10. Al 117° giro comincia la seconda fase di pit stop. Rientrano prima Andretti, Kanaan e Pagenaud, poi il leader Hinchcliffe ed infine Justin Wilson, che resta in testa per due giri. Quando la situazione si stabilizza, Hinchcliffe guida su Rahal, Andretti, Pagenaud, Servia, Scott Dixon, Castroneves, Kanaan, Hunter-Reay e EJ Viso. Al 137° giro seconda caution. Tagliani tocca il muro all’uscita della seconda curva e finisce in testacoda. Alcuni piloti ne approfittano per tornare ai box; tra quelli a pieni giri Kanaan, Wilson e Carpenter, che aveva perso numerose posizioni nel pit precedente. Il restart avviene al 149° giro, ma cinque giri dopo esce nuovamente la bandiera gialla per pulire la pista dai detriti. Al nuovo restart Hinchcliffe allunga su Rahal, mentre Hunter-Reay sale al terzo posto. Rallentano invece Power e Takuma Sato, che è costretto al ritiro. Piccola crisi pure per Servia, che in pochi giri perde un paio di posizioni. Al 190° giro Andretti è il primo a fermarsi ai box per l’ultimo pit; Rahal e Hunter-Reay si fermano al 193° giro, Hinchcliffe al 195°. Carpenter si porta in testa dove resta fino al 213° giro, momento del suo ultimo pit. Wilson riesce ad allungare ancora di due giri, poi la situazione si normalizza e Hinchcliffe torna in testa con un cospicuo vantaggio su Hunter-Reay. Gli ultimi giri vedono una lotta accesa tra Rahal e Kanaan per il terzo posto. Il pilota brasiliano passa al 244° giro sfruttando le gomme più fresce. All’ultimo giro pure Carpenter passa Rahal per il quarto posto. Pagenaud chiude al sesto posto davanti a Servia, Castroneves, Andretti e Viso, ultimo pilota a pieni giri. In classifica Castroneves mantiene la leadership con 332 punti, 9 davanti ad Hunter-Reay, 56 su Andretti e 66 su Hinchcliffe.

Marco Strazzulla

IndyCar – Milwaukee, gara: Domina Sato, vince Hunter-Reay

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Per il secondo anno consecutivo è Ryan Hunter-Reay ad imporsi sull’ovale di Milawaukee. Il pilota dell’Andretti Autosport ha preceduto i due piloti del Team Penske Helio Castroneves e Will Power. Con il secondo posto il brasiliano rafforza la sua leadership in campionato, proprio davanti ad Hunter-Reay.

Al momento del via il cielo è parzialmente coperto ma non c’è il rischio di pioggia. Dalla pole Marco Andretti parte bene, mentre Hunter-Reay sale al secondo posto davanti a Power e James Hinchcliffe. Al 20° giro Simona De Silvestro si gira e tocca il muro, provocando la prima caution. I piloti delle retrovie, tra cui Takuma Sato, Castroneves, Josef Newgarden, Dario Franchitti e Justin Wilson, rientrano ai box per il loro primo pit stop. Al momento del restart, al 28° giro, nuova interruzione per un testacoda di Alex Tagliani. 4 giri dopo si riparte, con Andretti che mantiene la testa della corsa davanti al compagno di squadra Hunter-Reay. Dietro comincia a risalire Sato, che entra prima nella top 10, poi in una ventina di giri supera Ed Carpenter, Tony Kanaan, Simon Pagenaud, Hinchcliffe ed EJ Viso e si porta al quarto posto. Al 61° giro cambio in testa alla corsa, con Hunter-Reay che passa Andretti. Pochi giri dopo cominciano i primi pit stop per chi non si è fermato durante la prima caution. Si ferma prima Viso, poi i suoi tre compagni di squadra ed infine Power. Andretti perde numerosi secondi per un problema al bocchettone del rifornimento. Sato si ritrova così in testa davanti a Castroneves, Wilson, Newgarden e Franchitti, mentre il primo tra i piloti su una strategia tradizionale è Viso, sesto. Al 90° giro tornano al pit i leader, con Castroneves, seguito un giro alla volta da Sato, Newgarden e Wilson. Viso si ritrova in testa davanti ad Hunter-Reay, Sato, Castroneves e Power. Colpo di scena al 97° giro, con Andretti che resta fermo in pista per un problema elettrico. Nuova caution, che viene sfruttata da quasi tutti i piloti per effettuare un nuovo pit stop. Restano fuori solo Sato e Castroneves, che al momento del restart si trovano ai primi due posti. Il pilota giapponese allunga, mentre dietro Kanaan, che si trovava al sesto posto, comincia a rallentare ed esce dalla top 10. I due piloti in testa arrivano fino al 155° giro prima di rifornire. Una decina di giri dopo arriva il momento  del pit stop anche del resto per il resto del gruppo. Dopo il pit stop il più in palla è Hunter-Reay, che raggiunge Sato e Castroneves e passa prima il brasiliano al 197° giro e poi il giapponese il giro seguente, portandosi in testa. Sato rallenta per problemi alle gomme ed anticipa l’ultima sosta, mentre Hunter-Reay guadagna rapidamente 4 secondi su Castroneves. Al 212° giro nuova caution per una toccata di Ana Beatriz contro il muro, e tutti ne approfittano per effettuare l’ultimo pit stop. Al momento del restart Hunter-Reay allunga e guadagna rapidamente 3 secondi su Castroneves, che porta a quasi 5 secondi sotto la bandiera a scacchi. Dietro Power cerca di insidiare il compagno di squadra e i due arrivano quasi al contatto, ma il brasiliano riesce a mantenere il secondo posto. Viso, Hinchcliffe, Scott Dixon, Sato e Franchitti sono tutti i piloti a pieni giri, mentre Wilson e Kanaan completano la top 10 staccati di un giro. Castroneves si ritrova così in testa al campionato con 16 punti di vantaggio su Hunter-Reay, 50 su Andretti e 76 su Sato.

Nella gara della Firestone Indy Lights Sage Karam (Schmidt Motorsports) ottiene la prima vittoria in carriera davanti ai due piloti dell’Andretti Autosport Carlos Munoz e Zach Veach. Munoz mantiene la leadership del campionato con 207 punti, 18 più di Karam.

Marco Strazzulla

IndyCar – Milwaukee, Qualifiche: Dominio Andretti, Marco in pole

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Dominio Andretti Autosport nelle qualifiche della nona prova stagionale della IZOD IndyCar Series in programma a Milwaukee. Il team padrone di casa (l’organizzazione della gara è infatti opera della scoeità di Michael Andretti) ha piazzato quattro vetture ai primi cinque posti. Pole position per Marco Andretti, che ha girato alla media di 170.515 mph, precedendo il compagno di squadra James Hinchcliffe; quarto e quinto posto per Ryan Hunter-Reay e E.J. Viso. Terzo tempo e migliore dei piloti non di Andretti per Will Power. Sorprendente sesto per Sebastian Saavedra, mentre con il settimo posto Tony Kanaan si completa una top 7 tutta Chevrolet. I motori Honda hanno invece completato il resta della top 10 con Josef Newgarden, Simon Pagenaud e Tristan Vautier, mentre Scott Dixon ha ottenuto l’11° posto. Solo 17°  tempo per Dario Franchitti e 18° per Helio Castroneves. Marco Andretti aveva dominato anche le due sessioni di prove libere, precedendo Hunter-Reay e Newgarden nella prima ed ancora Hunter-Reay e Takuma Sato nella seconda. Unica nota una toccata contro il muro di Hinchcliffe nella prima sessione, ma il pilota canadese ha comunque potuto completare tranquillamente la sessione.

Nelle qualifiche della Firestone Indy Lights, pole position per Sage Karam (Schmidt Motorsports), davanti a Zach Veach (Andretti Autosport) e Peter Dempsey (Belardi Auto Racing).

Marco Strazzulla

IndyCar – Texas, Gara: Castroneves domina ed allunga in campionato

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È stato Helio Castroneves  ad imporsi nella Firestone 550 disputata sabato notte sul Texas Motor Speedway. Il pilota brasiliano, rimasto in testa per 132 giri su 228 in programma, è il settimo vincitore in otto gare stagionali. Con questa vittoria Castroneves inoltre rinforza la sua leadership in campionato. Il podio è stato completato da Ryan Hunter-Reay e Tony Kanaan.

La chiave della gara è stata la gestione dei pneumatici, con ogni stint che è risultato compreso tra i 50 e i 60 giri. La prima fase della corsa è stata dominata dai piloti dell’Andretti Autosport. Marco Andretti riesce a prendere la testa della corsa al primo giro, sopravanzando il poleman Will Power. Il pilota americano rimane in testa per i primi 53 giri, prima di lasciare la leadership all’australiano al momento del primo pit stop. Al quinto giro arriva la prima caution per rimuovere la vettura di Pippa Mann, ferma in pista per la rottura del motore. La seconda arriva invece al 54° giro, quando a rimanere fermo sul tracciato è Scott Dixon col cambio ko. Al 60° giro Ed Carpenter è costretto a rientrare nuovamente ai box per rimuovere il guanto di uno dei meccanici rimasto bloccato nel montaggio dell’ala anteriore nel precedente pit stop. Al restart in testa è Hunter-Reay, che resta in testa per 35 giri prima di essere passato dal compagno di squadra Andretti. Qualche giro dopo è il momento di Castroneves di prendere la testa della corsa. Da quel momento il pilota di Penske risulta essere il solo ad essere in grado di mantenere le prestazioni delle sue gomme ragionevolmente costanti, mentre Andretti comincia ad arretrare, rallentato da un pit stop più lento, una strategia diversa e un più elevato consumo di gomme. Al momento della terza ed ultima interruzione con le bandiere gialle, provocata da un testacoda di Oriol Servia al giro 113, Castroneves aveva costruito un vantaggio di 14 secondi sul secondo, Justin Wilson, grazie ad uno stint di 61 giri senza una sosta prima di rientrare la pit durante la caution. Nell’ultima parte di gara il pilota brasiliano continua ad essere il migliore a gestire le gomme, mentre alle sue spalle Hunter-Reay risale al secondo posto. Dietro il protagonista è Kanaan, che è costretto ad una sosta nella parte finale della corsa, dopo che tutti gli altri avevano effettuato la loro, ma riesce a sfruttare le sue gomme fresche per recuperare fino al terzo posto. Quarto posto finale per Carpenter, mentre Andretti chiude al quinto posto dopo aver avuto anche un battibecco a distanza con Sebastien Bourdais, reo di avergli impedito un sorpasso. Sesto posto e migliore dei motori Honda per Dario Franchitti, davanti a Power, mai in lotta per la vittoria, e Josef Newgarden, al quarto arrivo nella top 10. I due piloti dell’Andretti Autosport  James Hinchcliffe e EJ Viso hanno occupato gli ultimi due posti tra i primi 10. Dopo delle qualifiche deludenti, Wilson è riuscito a risalire tra i primi 5 prima di restare fuori troppo a lungo con le gomme usurate e perdere due giri a causa di un pit stop fuori sequenza, chiudendo al 15° posto. Con questo risultato Castroneves allunga in testa al campionato, 22 punti davanti ad Andretti  e 27 davanti ad Hunter-Reay.

Marco Strazzulla

IndyCar – Detroit, Gara 1: Gran colpo di Conway

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Con una prestazione dominante Mike Conway ha conquistato la sua seconda vittoria in carriera imponendosi in gara 1 a Detroit. Per il Dale Coyne Racing si è trattato di una giornata trionfale, visto anche il terzo posto di Justin Wilson. Ha completato il podio Ryan Hunter-Reay.

La mossa decisiva è risultata essere quella di scegliere la giusta sequenza di gomme. Le Reds hanno mostrato un forte calo delle prestazioni dopo pochi giri, con le Blacks che permettevano di girare 1,5 secondi al giro più veloce. La scelta di montare nel secondo e nel terzo stint le gomme Blacks ha permesso a Conway di prendersi un largo vantaggio su Hunter-Reay, che girava su gomme Reds, che poi è riuscito a mantenere fino al traguardo. La gara è stata subito interrotta da una caution al primo giro, quando AJ Allmendinger ha tamponato Scott Dixon finendo a muro. Il pilota neozelandese è stato costretto a rientrare al pit per sostituire l’ala posteriore ma è riuscito a proseguire la gara. Al restart Conway allunga su Hunter-Reay, Alex Tagliani, Will Power e Dario Franchitti, mentre EJ Viso, che partiva dalla prima posizioni, arretra per problemi al turbo. Attorno al giro 25 cominciano i primi pit stop. Il primo a rientrare è Conway, ma il giro seguente Tagliani finisce fuori pista e Takuma Sato resta fermo in pista senza benzina. Esce la seconda caution, che permette ad Hunter-Reay di passare in testa davanti a Conway, Franchitti, Power ed Helio Castroneves. Al momento del restart è Dixon che comincia a risalire, passando prima Simon Pagenaud e poi Tony Kanaan portandosi al settimo posto alle spalle di Wilson. Al giro 34 nuova caution per un contatto tra Marco Andretti e Sebastian Saavedra che spedisce il colombiano a muro. Dopo che la gara è ripartita, al giro 44 Conway riesce a superare Hunter-Reay e comincia subito ad allungare, mentre terzo sale Wilson davanti a Power e Dixon. Attorno al 50° giro comincia la seconda fase di pit stop. Questa volta entra prima Hunter-Reay di Conway, ma la situazione cambia poco, col pilota inglese che deve solo amministrare un ampio margine. Dietro si apre una bella lotta per il terzo posto tra Wilson, Dixon, Castroneves e Franchitti, ma il pilota inglese riesce a resistere e portare a casa il podio. Sotto la bandiera a scacchi Josef Newgarden,  Power, Graham Rahal e James Jakes completano la top ten, mentre un incidente a tre giri dalla fine conclude la gara di Ryan Briscoe, decimo al momento. Col quinto posto Castroneves si porta in testa al campionato con 182 punti, 3 di vantaggio su Hunter-Reay, 4 su Andretti, 14 su Sato e 21 su Wilson.

Conway partirà inoltre dalla pole position in gara 2, dopo aver ottenuto il miglior tempo assoluto nelle qualifiche. Jakes partirà al suo fianco, mentre la seconda fila sarà composta da Power ed Hunter-Reay e la terza da Viso e Pagenaud. Ancora dietro alcuni protagonisti attesi come Andretti quattordicesimo, Franchitti sedicesimo, Kanaan diciannovesimo e Sato ventunesimo.

Marco Strazzulla