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IndyCar – Fontana, Gara: Dixon sopravvive all’ecatombe e conquista il titolo

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Alla fine di una gara massacrante Scott Dixon è riuscito a conquistare il titolo 2013 della IZOD IndyCar Series. Per il pilota neozelandese si tratta della terza vittoria in campionato, dopo quelle nel 2003 e 2008. Le speranze di Helio Castroneves sono definitivamente tramontate a 25 giri dalla fine, quando è dovuto rientrare al pit per sostituire l’ala anteriore danneggiata. Will Power, partito dalla pole, ha ottenuto la vittoria alla fine di una gara che ha visto al traguardo appena 8 vetture.

Al via della gara Power scatta bene dalla pole e tiene la testa della corsa davanti a Sebastien Bourdais e Marco Andretti, mentre in un paio di giri Castroneves sale dal dodicesimo al quarto posto e Ryan Hunter-Reay dall’undicesimo al quinto. Il primo cambio di leadership avviene al giro 12, quando Bourdais supera Power. Una foratura costringe Simon Pagenaud ad una sosta anticipata che gli fa perdere un giro. Al giro 32 è Hunter-Reay che si porta al comando; Castroneves è alle sue spalle mentre Dixon viaggia attorno alla quattordicesima piazza. Un paio di giri dopo cominciano i primi pit stop, che non cambiano di molto la situazione. Al giro 71 arriva la prima caution della giornata: Pippa Mann finisce a muro nel tentativo di evitare Sebastian Saavedra, a sua volta finito a muro da solo. Al restart Castroneves e Marco Andretti passano Hunter-Reay e si scambiano la leadership per un paio di volte, prima che la testa della corsa venga presa definitivamente da Bourdais. Al giro 101 Carlos Munoz, che era salito al terzo posto, finisce a muro provocando la seconda caution. Quando si riparte, passano 4 giri ed arriva una nuova caution per un incidente che coinvolge 6 vetture tra cui Justin Wilson e Tristan Vautier. Il pilota inglese viene colpito violentemente sul fianco dal francese e, dopo essere stato estratto dalla vettura dai commissari, viene trasportato in un vicino ospedale per valutare una piccola frattura al bacino. Grazie anche ad una migliore sosta ai box Castroneves sale in testa, ma alla ripartenza è scavalcato da Alex Tagliani. Dopo un paio di giri la situazione si stabilizza, con Power che si porta in testa seguito dai due piloti di Ganassi, Tagliani e Dixon, e da Castroneves. Nuova caution arriva al giro 190, quando finisce a muro AJ Allmendinger. La gara si avvicina alla fine ed iniziano ad aumentare i ritiri: finiscono a muro prima Tagliani al giro 210, poi Bourdais al giro 230, mentre si porta in testa Charlie Kimball. Al momento della caution per l’incidente di Tagliani, Roger Penske richiama erroneamente Castroneves ai box quando la pitlane è chiusa, costringendolo a subire un drive-through a 40 giri dalla fine. Il colpo di scena decisivo a 25 giri dalla fine quando il brasiliano, presumibilmente per un contatto con Kimball, è costretto a rientrare al pit per sostituire l’ala anteriore danneggiata, perdendo un giro. Ma nel finale la situazione si complica anche per Dixon, che è costretto a rientrare un paio di volte ai box per controllare la temperatura del suo motore e pulire i radiatori. Le preoccupazioni per i motori Honda aumentano quando a 12 giri dalla fine sia il motore di Kimball che quello di JR Hildebrand, che si trovavano ai primi due posti, si rompono provocando l’ennesima caution. Ma negli ultimi giri fila tutto lisco e Dixon riesce a difendere il quinto posto e portare a casa il titolo. Power ottiene la seconda vittoria in carriera su un ovale, mentre alle sue spalle Ed Carpenter vince una bella battaglia con Tony Kanaan per il secondo posto. James Hinchcliffe, Dixon, Castroneves, Andretti e  Simona de Silvestro sono gli unici altri piloti che riescono a giungere al traguardo.

Il titolo della Firestone Indy Lights va invece a Sage Karam. Il pilota americano ha chiuso la gara al terzo posto, dietro il vincitore Munoz e a Gabby Chaves, riuscendo così a conquistare il campionato al suo primo anno nella serie.

Marco Strazzulla

IndyCar – Fontana, Qualifiche: Power strappa la pole a Castroneves

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Tripletta Penske nelle qualifiche della MAVTV 500, gara decisiva per l’assegnazione del titolo della IZOD IndyCar Series. Will Power ha ottenuto la pole position precedendo i compagni di squadra Helio Castroneves e AJ Allmendinger. Per il pilota australiano si tratta della pole numero 32 in carriera. Per Castroneves, che si è visto soffiare il punto aggiuntivo per la pole dal compagno disquadra, scatterà comunque la penalità di 10 posizioni in griglia per cambio del motore, stessa penalità in cui incorrerà il suo rivale per la corsa al titolo Scott Dixon, che aveva ottenuto il settimo tempo. Ottima qualifica per Sebastien Bourdais, che ha ottenuto il quarto tempo davanti al primo dei motori Honda, quello di Charlie Kimball. Da segnalare gli incidenti nelle prove libere del mattino di Pippa Mann e Takuma Sato, entrambi alla curva 4 e praticamente con la stessa modalità. 13° tempo per Alex Tagliani, che sostituisce l’infortunato Dario Franchitti, e 14° per Carlos Munoz, che ha preso il posto dell’influenzato EJ Viso. Oltre a Castroneves e Dixon, incapperanno nella penalità di 10 posizioni pure Josef Newgarden (che era 10°), Graham Rahal (18°) e Takuma Sato (25°).

Zach Veach ha invece ottenuto la pole position per la gara della Firestone Indy Lights davanti al compagno di squadra all’Andretti Autosport Munoz. Solo settimo il leader della classifica Sage Karam.

Marco Strazzulla

IndyCar – Houston, Gara 1 e 2: Trionfo per Dixon, paura per Franchitti

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Il weekend di Houston ribalta completamente la situazione in classifica, quando manca una sola gara alla fine della stagione della IZOD IndyCar Series. Grazie al primo posto di sabato ed al secondo di domenica, Scott Dixon ha conquistato la testa del campionato, e si presenterà all’ultima gara stagionale con un vantaggio di 25 punti su Helio Castroneves, rallentato in entrambe le gare da problemi tecniche.

Ma il weekend è stato sconvolto anche dal terribile incidente occorso a Dario Franchitti in gara 2. Il pilota scozzese è stato trasportato al Memorial Hermann Texas Medical Center dove gli sono stati riscontrati un trauma cranico, una frattura vertebrale che non richiede un intervento chirurgico, e una frattura alla caviglia destra. Nell’incidente sono rimasti feriti anche 14 spettatori e un commissario, tutti per fortuna in maniera lieve.

Gara 1

Takuma Sato parte bene dalla pole e mantiene la leadership su Will Power e Dixon. Dietro, James Hinchcliffe, sesto in griglia, resta fermo e viene centrato da Ed Carpenter. Sui detriti Sato fora ed è costretto a rientrare ai box per sostituire gli pneumatici. Al momento del restart Power mantiene la leadership su Dixon e Simon Pagenaud. Dopo 13 giri Castroneves, partito nelle retrovie, rientra ai box per la prima sosta, ma pochi giri dopo è costretto a rientrare nuovamente per un problema al cambio. Intanto Tony Kanaan perde terreno per un testacoda provocato da problemi ai freni. Power e Dixon continuano a procedere divisi da circa mezzo secondo, mentre alla loro spalle Simona de Silvestro supera Pagenaud e sale al terzo posto. Al 37° giro Power rientra al pit, ma la sua sosta non è brillantissima e Dixon, che si era fermato il giro precedente, riesce a passare in testa. Il giro seguente nuova caution per un testacoda di Franchitti. Al momento del restart Dixon è primo davanti a Power, mentre Luca Filippi supera Pagenaud e si porta al terzo posto. Il francese accusa qualche difficoltà, perché viene passato anche da Sebastien Bourdais e dalla de Silvestro. Dixon è il più veloce in pista ed accumula rapidamente un vantaggio di 3 secondi su Power. Al 65° giro nuova caution per la vettura di Oriol Servia ferma in pista. Dixon decide di effettuare il suo pit, mentre Power e Filippi restano fuori e si portano ai primi due posti. Si riparte, ma dopo quattro giri esce una nuova caution perché Sato finisce a muro nel tentativo di resistere a James Jakes. Power e Filippi rientrano al pit, così davanti torna Dixon davanti alla de Silvestro e Justin Wilson. Intanto Castroneves si ferma definitivamente lungo la pista. Il restart arriva ad 11 giri dalla fine. Dixon allunga subito, mentre de Silvestro e Wilson cominciano a battagliare per la seconda posizione. A due giri dalla fine Mike Conway finisce contro le gomme mentre lotta con Marco Andretti, e la gara finisce così in regime di caution. Dixon vince davanti alla de Silvestro e Wilson, mentre Pagenaud e Josef Newgarden completano la top 5. Buon 10° posto per Filippi.

Gara 2

La griglia di partenza di gara 2 è stabilita secondo la classifica del campionato in quanto le qualifiche sono state cancellate per un violento acquazzone. Castroneves è così in pole davanti a Dixon. Il brasiliano prende il comando al via, ma la gara va subito in caution al giro 3 per un contatto tra la de Silvestro, Graham Rahal e Tristan Vautier. La gara riparte dopo un paio di giri, ma al giro 12 arriva il colpo di scena: la vettura di Castroneves si ferma in pista, provocando una nuova caution. Al momento del restart Dixon allunga su Power e Pagenaud, mentre dietro il grande protagonisti è Filippi, che è risalito dal 23° al 12° posto. La gara del pilota italiano si chiude però al 29° giro, quando finisce contro le barriere provocando una nuova caution. Tutti ne approfittano per il primo pit, che non cambia la situazione al vertice. Tre giri dopo la ripartenza, nuova caution per un toccata contro il muro di Kanaan. Al momento, la top 5 è Dixon, Power, Saavedra, Jakes e Hinchcliffe. Saavedra e Jakes si devono ancora fermare ai box. Al nuovo restart, Power supera Dixon e si porta in testa. I due restano a contatto anche dopo il secondo pit e fino alla nuova caution, provocata dalla vettura di Carpenter  ferma in pista. 5 giri dopo il restart, e nuova caution per un contatto tra Newgarden e Andretti. La gara riparte e Power controlla in tranquillità gli ultimi 14 giri. All’ultimo giro Franchitti e Sato entrano in contatto. La vettura dello scozzese decolla e finisce contro le barriere, mentre nell’incidente viene coinvolto pure Viso. Franchitti viene estratto dalla vettura cosciente e portato in ospedale. In regime di caution, Power taglia il traguardo davanti a Dixon e Hinchcliffe, con Wilson e Bourdais a completare la top 5.

Nella gara della Firestone Indy Lights importantissima vittoria per Sage Karam. Il pilota del Sam Schmidt Motorsport approfitta del ritiro per problemi tecnici di Carlos Munoz (Andretti Autosport) e dei problemi del compagno di squadra Jack Hawksworth per allungare in classifica. Quando manca una gara alla fine del campionato, Karam ha 16 punti di vantaggio sull’altro compagno di squadra Gabby Chaves, secondo ad Houston, 35 su Hawksworth e 36 su Munoz.

Marco Strazzulla

IndyCar – Baltimore, Gara: Pagenaud emerge nel caos, ancora polemiche Dixon-Power

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Seconda vittoria stagionale per Simon Pagenaud, che si impone a Baltimore in una gara caotica che rinnova, una settimana dopo Sonoma, le polemiche tra Scott Dixon e Will Power. Questa volta la polemica è innescata da una ripartenza dell’australiano, che chiude la porta al neozelandese e lo spedisce a muro, rovinando così la sua corsa al titolo. Completano il podio Josef Newgarden e Sebastien Bourdais. Helio Castroneves, nono alla fine di una gara movimentata, ha adesso 49 punti di vantaggio su Dixon in campionato.

Dario Franchitti è costretto a partire dall’ultima posizione per un problema al motore. Al momento del via Power prende la testa davanti a Dixon e Pagenaud. Un contatto con Newgarden costringe Castroneves a rientrare al pit per sostituire l’ala anteriore, mentre Ryan Hunter-Reay scivola fino al ventesimo posto. All’ottavo giro Newgarden supera Justin Wilson per il quarto posto, mentre Takuma Sato e Franchitti sono rapidamente costretti al ko, entrambi per problemi meccanici. Al 12° giro arriva la prima caution per un contatto di Ed Carpenter, mentre Wilson era scivolato in tredicesima posizione. Si ritira anche  Luca Filippi per un problema al motore. Diversi piloti ne approfittano per effettuare il loro primo pit stop, tra cui Tristan Vautier, Bourdais e Justin Wilson. Rientra al pit pure Castroneves. Al 20° giro arriva il restart, con Pagenaud che supera Dixon e si porta al secondo posto. Power guida quindi su Pagenaud, Dixon, Newgarden, Graham Rahal, Charlie Kimball, Tony Kanaan, Oriol Servia, Simona de Silvestro e Tristan Vautier, primo dei piloti che hanno già effettuato un pit, mentre Castroneves è diciottesimo dietro EJ Viso. Al 22° giro Newgarden, in lotta con Kimball, sfiora il muro e perde un paio di posizioni venendo superato sia dal pilota di Ganassi che da Rahal, Kanaan e Servia.  Al 25° giro Newgarden si ferma al pit, mentre Power ha accumulato oltre 4.5 secondi di vantaggio su Pagenaud, Dixon, Kimball e Rahal in gruppo; seguono poi Kanaan, Servia, De Silvestro,Hunter-Reay e Wilson . Al 28° giro si fermano al pit Pagenaud, Kanaan, Servia, De Silvestro e Hunter-Reay; il giro dopo Kimball, Rahal e Hinchcliffe; un altro giro ed è il momento di Dixon e infine di Power al 31° giro. Il pilota australiano manca la sua piazzola e perde una decina di secondi. Davanti si porta così Bourdais, davanti a Vautier, Saavedra, Castroneves, Marco Andretti, Viso, tutti su una sequenza diversa, quindi Power, Dixon, Rahal e Kimball a completare la top 10 e tutti in fila indiana insieme anche a Pagenaud e Kimball. Inizia una bella lotta in questo gruppo specialmente tra Power e Dixon, che arrivano vicino al contatto. Al gruppo si aggancia dopo un paio di giri pure Servia. Al 36° giro sia Kimball che Servia superano Pagenaud. Il gruppo aggancia Andretti e Viso: il primo a superarli è Power, seguito da Dixon, mentre gli altri restano un po’ bloccati. Davanti Bourdais è il più veloce in pista ed ha accumulato quasi 11 secondi di vantaggio sul connazionale Vautier. Andretti viene lentamente saltato da Rahal, Servia, Hinchcliffe e Pagenaud, mentre Viso resiste. Al 39° giro si ferma al pit Bourdais, mentre al giro seguente esce la caution per un toccata contro il muro di Stefan Wilson. I primi ne approfittano per entrare al pit, e Castroneves perde secondi preziosi per un problema nel cambio della gomma anteriore destra. Sosta pure per Hunter-Reay, Kimball e Andretti. Bourdais è così in testa davanti a Power, Dixon, Saavedra, Viso, Rahal, Servia, Hinchcliffe, Pagenaud e Vautier. Al 44° giro un problema meccanico blocca Hunter-Reay. Viso approfitta dell’ulteriore allungamento della caution per effettuare il pit, e Castroneves rientra così nella top 10. Restart al 48° giro: Dixon parte bene e salta Power, ma viene toccato da dietro da Rahal e finisce in testacoda. Si forma così un maxi tamponamento che coinvolge tra gli altri pure Castroneves. Nuova caution, mentre Castroneves deve sostituire nuovamente l’ala anteriore. Pagenaud, Wilson, Newgarden, Hinchcliffe rientrano al pit. Bourdais è quindi primo davanti a Rahal, Power, Servia, Dixon, Kimball, Viso, Saavedra, Andretti e Vautier.  Al 53° giro arriva il nuovo restart e nuovo contatto per Dixon, questa volta travolto da Power, mentre Rahal prende la leadership della corsa. Sia Dixon che Power finiscono ko. Nuova ripartenza al 57° giro, e nuova caution:  Bourdais viene stretto da Rahal e Servia lo tocca, creando un nuovo maxi tamponamento. Rahal, De Silvestro e Saavedra rientrano al pit, ed in testa si porta Andretti, davanti a Kanaan, Paganaud, Wilson, Bourdais, con Castroneves sesto. Si riparte al 61° giro, e questa volta va tutto liscio, con Saavedra doppiato che si mette in mezzo tra Andretti e Kanaan. Castroneves sconta una penalità per una precedente infrazione in pit lane e scivola in fondo al gruppo, in undicesima posizione. Al 62° giro Pagenaud supera Kanaan e si porta al secondo posto. Il giro seguente, nuova caution per un contatto che coinvolge Wilson, Hinchcliffe e Rahal. Nuova ripartenza al 66° giro, con Andretti che deve difendersi dagli attacchi di Pagenaud. Il sorpasso del francese avviene al 68° giro, seguito da Bourdais. I due francesi iniziano una lotta accesa e arrivano al contatto, con Bourdais che perde anche la seconda posizione da Newgarden. Pagenaud riesce ad amministrare negli ultimi giri e vince davanti a Newgarden, Bourdais, Wilson, De Silvestro, Kimball, Hinchcliffe, Saavedra, Castroneves e Andretti.

Nella gara della Firestone Indy Lights dominio per il Sam Schmidt Motorsport, che ottiene la tripletta. Jack Hawksworth ha condotto in testa dall’inizio alla fine, ottenendo così la sua terza vittoria stagionale. Podio per Sage Karam davanti a Gabby Chaves. Grazie al ritiro per incidente di Carlos Munoz, Karam torna così in testa alla classifica.

Marco Strazzulla

IndyCar – Sonoma, Gara: Power vince tra le polemiche

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Will Power è tornato al successo dopo quasi un anno e mezzo di astinenza imponendosi sul Sonoma Raceway. Il pilota australiano ha approfittato della penalità inflitta a Scott Dixon mentre si trovava in testa, penalità che potrebbe risultare decisiva anche ai fini del campionato. Justin Wilson e il poleman Dario Franchitti hanno completato il podio.

Al via Franchitti parte bene e riesce a difendere la sua leadership dagli attacchi di Dixon e Power, mentre dietro Charlie Kimball, sesto, tocca la vettura di Helio Castroneves. Esce la prima caution e Kimball retrocede alla fine del gruppo. Dopo due giri la gara riparte, con Franchitti davanti a Dixon mentre Power perde il terzo posto a vantaggio di Ryan Hunter-Reay e il quarto con Castroneves. Sebastien Bourdais tocca la parte posteriore della vettura di Marco Andretti al restart ed è stato costretto a rientrare ai box per una sostituire l’ala anteriore. Al 7° giro nuova caution per un contatto tra EJ Viso e Wilson che manda l’inglese in testacoda. Ne approfittano un paio di piloti, tra cui lo stesso Wilson, per effettuare il primo pit stop, mentre Viso viene penalizzato con un drive-through. Dopo tre giri di caution arriva il restart, con Power che recupera la quarta posizione da Castroneves. Al 17° giro altro contatto, tra Bourdais e Simona de Silvestro, e nuova caution. Tutti i primi effettuano il loro primo pit stop, tranne Hunter-Reay che al restart si ritrova primo davanti a Wilson e James Hinchcliffe. Intanto Graham Rahal finisce in testacoda e viene toccato da Takuma Sato. Dixon passa Power per il sesto posto, mentre un contatto tra Tony Kanaan e JR Hildebrand provoca una nuova caution. Hunter-Reay si ferma al pit lasciando così la leadership a Wilson davanti ad Hinchcliffe e Sebastian Saavedra. I due vengono però al contatto, col risultato che Saavedra, così come Kanaan per il contatto precedente, viene penalizzato. Nuova caution al 30° giro per rimuovere la vettura di James Jakes ferma in pista. Al restart Dixon supera Wilson e si porta in testa, dietro seguono Power, Franchitti e Castroneves. Il giro seguente anche Power supera Wilson, prima che il britannico si fermi al box per effettuare il suo secondo pit stop. In un paio di giri Dixon accumula un vantaggio di 1.7 secondi su Power e 4 su Franchitti. Al 44° giro Power effettua il secondo pit, seguito il giro seguente da Dixon e Franchitti. Un paio di giri dopo Power arriva lungo all’ultima curva e viene superato da Wilson, mentre davanti sono prima Kanaan e poi Hinchcliffe a portarsi brevemente in testa essendo su una strategia diversa. Al 64° giro la vettura di Josef Newgarden si ferma in pista ed esce una nuova caution. Tutti ne approfittano per effettuare l’ultima sosta. Al momento di ripartire dal pit, Dixon urta uno dei meccanici di Power, probabilmente posizionato male. Qualche giro dopo il restart arriva il drive-through anche per il neozelandese, che scende così dal primo al diciottesimo posto. Power si ritrova così in testa davanti a Wilson, Franchitti, Simon Pagenaud e Hinchcliffe. A 6 giri nuova caution per un contatto tra Ryan Briscoe e Kimball alla curva 7. Kimball finisce in testacoda e viene tamponato da Sato ed Ed Carpenter. Restart a 5 giri dalla fine, con Wilson che tenta di attaccare Power per la leadership, ma l’australiano riesce a difendersi, mentre Franchitti si porta al terzo posto passando Pagenaud. Un contatto con James Davison spedisce Saavedra contro le barriere, ma non esce la caution. Power va a vincere davanti a Wilson, Franchitti, Andretti e Pagenaud. Con il settimo posto Castroneves allunga in testa su Dixon, solo quindicesimo al traguardo. Il brasiliano ha ora 39 punti di vantaggio sul neozelandese quando mancano 4 gare alla fine della stagione; Hunter-Reay, sesto è a -62 ed Andretti a -70. Hinchcliffe, de Silvestro e Bourdais hanno completato la top 10.

Marco Strazzulla

IndyCar – Mid Ohio, Gara: Charlie Kimball festeggia il primo successo

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Per la quarta volta quest’anno la IZOD IndyCar Series festeggia la prima vittoria in carriera di un pilota. A Mid Ohio a riuscire nell’impresa è Charlie Kimball, che vince una gara che per il secondo anno consecutivo non ha visto alcuna caution. Secondo posto per Simon Pagenaud, mentre il podio è completato da Dario Franchitti.

Ryan Hunter-Reay parte bene dalla pole e allunga su Will Power e Scott Dixon. Marco Andretti, partito quarto, è l’unico pilota tra i primi a montare gomme dure e comincia lentamente a perdere terreno, venendo superato in sequenza da Kimball, Franchitti, Justin Wilson e Simona de Silvestro. Al 10° giro il primo a fermarsi al pit è James Hinchcliffe. Nel gruppo dei primi invece si fermano Andretti ed Helio Castroneves al 15° giro, seguiti da Kimball al 19°, la de Silvestro al 25°, Pagenaud al 26° e Wilson al 27°. Il gruppo dei primi decide invece di rallentare per conservare carburante; si forma così un gruppetto composto da Hunter-Reay, Power, Dixon e Franchitti. Lo scozzese è il primo a fermarsi al 30° giro, seguito dagli altri tre nel giro seguente. Kimball si ritrova così in testa davanti a Hinchcliffe, Pagenaud, Hunter-Reay, Power, Dixon, Franchitti, Wilson, Andretti e Castroneves. Il brasiliano passa Andretti al 37° giro, mentre Hinchcliffe si ferma per la sua seconda sosta. Kimball e Pagenaud sono i più veloci in pista ed allungano decisamente sul resto del gruppo. Al 41° giro si ferma al pit Andretti, il giro dopo Kimball, Wilson e Castroneves, mentre al 45° giro Franchitti decide di passare dalla strategia a due soste a quella a tre e ed effettua la sua sosta. Dopo tre giri in testa si ferma pure Pagenaud. Al 49° giro anche Dixon decide di cambiare strategia e torna al pit. Kimball è quindi primo davanti a Pagenaud, mentre Hunter-Reay e Power restano gli unici due sulle due soste e sono terzo e quarto. Hinchcliffe è salito quinto davanti a Andretti, Castroneves, Wilson e Franchitti, mentre Dixon è sceso al decimo posto. Al 61° giro si fermano al pit Hunter-Reay e Power. Il pilota americano perde un paio di secondi perché non si posiziona esattamente nella sua piazzola e viene superato dall’australiano. Quattro giri dopo è la volta di Kimball rientrare al pit. Pagenaud resta fuori e cerca di accumulare più vantaggio possibile. Si fermano Castroneves, Wilson e Dixon (al 66° giro) e Franchitti (al 69°). Al 72° giro è la volta di Pagenaud, che rientra appena davanti a Kimball, che lo attacca e lo supera. Franchitti è terzo davanti a Power e Hunter-Reay. Negli ultimi giri si accende una bella battaglia in un gruppetto formato da Castroneves, Andretti, Dixon, Hinchcliffe e Wilson. Al 75° giro Wilson passa Hinchcliffe, all’84° lui e Dixon superano Andretti. Dixon negli ultimi giri tenta il sorpasso su Castroneves, ma il brasiliano mantiene il sesto posto che gli consente di allungare in campionato, mentre Kimball regala a Chip Ganassi la quarta vittoria consecutiva. Pagenaud e Franchitti completano il podio, Power e Hunter-Reay la top 5. Castroneves, Dixon, Wilson, Andretti e Hinchcliffe chiudono la top 10. Buon 16° posto per Luca Filippi, protagonista di una gara positiva. Castroneves guida ora il campionato con 31 punti di vantaggio su Dixon e 65 su Hunter-Reay.

Marco Stazzulla

IndyCar – Toronto, Gara 2: Doppietta di Dixon, ancora bene Bourdais

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E’ ancora Scott Dixon il protagonista del weekend di Toronto. Il neozelandese domina anche gara 2 del weekend canadese e ottiene la terza vittoria consecutiva. Il pilota del team di Chip Ganassi rilancia così le sue ambizioni al titolo, anche se il secondo posto permette ad Helio Castroneves di mantenere un buon vantaggio in classifica (+29). Terzo posto per Sebastien Bourdais, al secondo podio in due giorni.

Dopo essere stata costretta ad abortirla sabato, la IndyCar decide di adottare la partenza da fermo domenica. La gara di James Hinchcliffe termina praticamente prima di iniziare, a causa di un problema all’acceleratore che lo costringe a restare un paio di giri ai box. Il via avviene regolarmente, con Dixon che mantiene la leadership su Castroneves e Will Power. Dario Franchitti  è costretto a rientrare al pit per sostituire il musetto danneggiato da un contatto con Power, ma riesce a tornare in pista senza perdere un giro. Il vantaggio di Dixon su Castroneves sale a 3 secondi in una decina di giri, mentre dietro si accende una bella battaglia per il terzo posto tra Power e Ryan Hunter-Reay. Tutte i primi hanno montato le gomme ‘red’, che presto iniziano a scendere come performance di 2/3 secondi al giro. Al 23° giro Dixon effettua il suo primo pit stop, seguito a due giri di distanza da Castroneves e dopo altri due giri da Power. Quando la situazione si stabilizza, Dixon è in testa con 7.7 secondi di vantaggi su Castroneves. Franchitti, su una diversa strategia, è terzo davanti al gruppetto formato da Power, Hunter-Reay e Bourdais. Al 35° giro termina la gara di Tony Kanaan, che tocca il muro all’ultima curva e rompe la sospensione posteriore destra. La gara continua tranquilla fino alla seconda sosta, che stavolta vede Dixon capace di andare più lungo di Castroneves di un giro. Al 65° giro James Jakes finisce a muro provocando la prima caution della giornata. La caution si rivela  fondamentale per Franchitti, che stava rientrando ai box per fare la sua ultima sosta proprio quando è uscita la bandiera gialla. Lo scozzese riesce così a restare nella top 10. Al momento del restart Dixon resta in testa davanti ad un paio di doppiati. Castroneves è secondo davanti a Bourdais, Hunter-Reay, Power e Franchitti. Passano una decina di giri e nuova caution provocata da un incidente di Ed Carpenter. Il restart avviene al penultimo giro. Dixon si difende su Castroneves, mentre dientro Power perde il controllo della vettura è finisce contro Hunter-Reay spedendolo a muro, coinvolgendo pure Takuma Sato, che a sua volta aveva tamponato Justin Wilson. Power, Hunter-Reay e Sato finiscono ko, e la gara termina in regime di caution. Dixon vince su Castroneves, Bourdais e Franchitti, mentre EJ Viso completa la top 5. Charlie Kimball è sesto davanti a Mike Conway, che in due giorni ha recuperato 29 posizioni rispetto alla griglia di partenza. Wilson è ottavo davanti a Marco Andretti e Alex Tagliani.

Marco Strazzulla

IndyCar – Toronto, Gara 1: Successo di Dixon, Bourdais torna sul podio

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Scott Dixon ottiene la vittoria nella prima gara del weekend a Toronto e diviene il primo pilota a vincere due gare consecutive nel 2013. Il pilota neozelandese, che un paio di ore prima aveva ottenuto la pole position per gara 2, ha preceduto un sorprendente Sebastien Bourdais e Dario Franchitti.

L’attesa per il via era molto alta, visto che era la prima volta con una partenza da fermo, ma il primo via viene annullato poiché Josef Newgarden fa spegnere il motore e così si torna alla partenza lanciata. Il secondo via è buono e tutti escono indenni dalla prima curva. Franchitti prende la leadership e sfrutta la gomme ‘red’ per accumulare un piccolo vantaggio su Bourdais, Will Power e Dixon. Le gomme dello scozzese vanno però in crisi e viene superato al 20° giro da Bourdais, Power e Dixon prima di rientrare al pit. La prima tornata di soste ai box costa diversi secondi a Ryan Hunter-Reay, che fa spegnere il motore, e a Tony Kanaan, per un problema al bocchettone del carburante. Dopo i loro pit stop, Bourdais è sempre in testa ma il vantaggio di 2.7 secondi che aveva prima della sosta su Power si è completamente dissolto, ed infatti al 32° giro il pilota australiano effettua il sorpasso. Power accumula subito 2.4 secondi di vantaggio, ma un contatto tra Tristan Vautier e Graham Rahal provoca la prima caution. Al momento del restart Dixon passa Bourdais e si porta al secondo posto. Power e Dixon rimangono a stretto contatto fino alla seconda fase di pit stop, che vede ancora una volta Hunter-Reay far spegnere il motore. Dixon effettua il suo pit stop un giro dopo Power e riesce ad uscirgli davanti, così come Bourdais. Al 65° giro arriva una nuova caution per un contatto tra Justin Wilson, Charlie Kimball e Ryan Briscoe. L’australiano si infortuna ad un dito e sarà costretto a saltare gara 2 domenica. Al 69° giro avviene il restart. Bourdais passa Dixon per la leadership e Franchitti passa Power per il terzo posto. Foratura per James Hinchcliffe, mentre un contatto con il compagno di squadra EJ Viso costringe Hunter-Reay ad una sosta aggiuntiva per sostituire il musetto. Dixon comincia a pressare Bourdais che va in crisi di gomme, fino a quando a 7 giri dalla fine il neozelandese riesce a passare. Quatto giri dopo un testacoda di Alex Tagliani provoca una nuova caution. Il restart avviene all’ultimo giro, e Dixon riesce a controllare la situazione ed andare a vincere davanti a Bourdais. Dietro arrivano quasi al contatto Franchitti e Power. L’australiano finisce per toccare il muro e scivola al 15° posto, mentre Franchitti viene inizialmente penalizzato e poi reintegrato sul podio. Quarto posto per Marco Andretti , e quinto per Kanaan. Sesto posto per Helio Castroneves, che approfitta dei problemi di Hunter-Reay per rafforzare la sua leadership in campionato. Adesso il pilota brasiliano ha 39 punti di vantaggio sul campione 2012, mentre Dixon è a -42.

Nella mattinata si erano svolte le qualifiche per gara 2. Doppietta per il team di Chip Ganassi, che ha piazzato Dixon in pole e Franchitti alle sue spalle. Seconda fila per i due contendenti al campionato, Castroneves ed Hunter-Reay. La IndyCar ha deciso di utilizzare la partenza da fermo in gara 2 dopo che è stata abortita per il problema di Newgarden in gara 1. Nella gara della Firestone Indy Lights vittoria per Jack Hawksworth (Schmidt Motorsports), rimasto in testa dal primo all’ultimo giro. Bella battaglia per il secondo posto vinta da Peter Dempsey (Belardi Auto Racing) su Gabby Chaves (Schmidt Motorsports). Col quarto posto Carlos Munoz ha invece rafforzato la sua leadership in campionato.

Marco Strazzulla

IndyCar – Pocono, Gara: Strepitosa tripletta per Ganassi

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Il Chip Ganassi Racing ha ottenuto una tripletta nella Pocono IndyCar 400 disputata domenica sul Pocono Raceway. Scott Dixon ha interrotto una striscia di quasi un anno senza vittorie (Mid-Ohio 2012), Charlie Kimball ha bissato il miglior risultato in carriera e Dario Franchitti ha ottenuto il primo podio stagionale. La classifica finale è stata dominata dai motori Honda, che hanno piazzato sei motori nei primi sette posti: Josef Newgarden, Simon Pagenaud e Justin Wilson hanno occupato le posizioni dal quinto al settimo posto, con Will Power quarto e migliore dei motori Chevrolet.

L’Andretti Autosport aveva dominato le qualifiche, con Marco Andretti davanti a Ryan Hunter-Reay e James Hinchcliffe. La buona prova in qualifica non si è poi ripetuta in gara: il pilota canadese è uscito alla prima curva, mentre il campione 2012  è stato centrato al 61° giro da Takuma Sato rientrando al pit. Per quanto riguarda Andretti invece è rimasto in testa per il maggior numero di giri (88), ma nel finale ha cominciato a lottare con il consumo di carburante ed ha chiuso al 10° posto. Ottavo posto per Helio Castroneves, che grazie ai problemi di Hunter-Reay ha rafforzato la sua leadership in campionato, portandosi a +23 sul pilota americano, mentre Ed Carpenter, nono, ha completato la top 10.

Tony Kanaan aveva la possibilità di aggiudicarsi la Triple Crown dopo la vittoria alla 500 Miglia di Indianapolis. Dopo essere stato in testa in quattro occasioni ha perso l’occasione di guadagnare il premio di un milione di dollari quando ha rotto l’ala anteriore toccando la parte posteriore della macchina di Dixon nel tentativo di sorpasso, venendo costretto ad un pit stop supplementare. Buona la prova delle due ragazze: Simona de Silvestro ha chiuso all’11° posto, mentre Pippa Mann ha chiuso quindicesima.

Nella gara della Firestone Indy Lights Carlos Munoz (Andretti Autosport) ha ottenuto una netta vittoria sul rivale Sage Karam e su Gabby Chaves (Schmidt Motorsports). Munoz è ora in testa alla classifica con 4 punti di vantaggio su Karam.

Marco Strazzulla

IndyCar – Iowa, Qualifiche: Castroneves vince, perde la pole ma mantiene i punti

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Helio Castroneves ha vinto gara 3 delle qualifiche di sabato sull’Iowa Speedway. Il pilota brasiliano sarebbe così partito in pole position se non avesse dovuto subire una penalità per la sostituzione del motore. Castroneves partirà così undicesimo, ma almeno mantiene i punti in classifica per aver vinto la gara. Stessa penalità per Scott Dixon, che aveva vinto gara 1 e chiuso al quinto posto gara 3;  Takuma Sato, secondo in gara 1; James Jakes, Ana Beatriz e Josef Newgarden. Castroneves ha iniziato la gara dalla pole e ha dominato l’intera corsa, anche se il compagno di squadra Will Power è riuscito a dargli filo da torcere fino agli ultimi 10 giri, quando il traffico di alcuni piloti doppiati ha permesso a Castroneves di aumentare il suo vantaggio. Power ha chiuso al secondo posto, e partirà così dalla pole, seguito da James Hinchcliffe, Marco Andretti e Ed Carpenter. Solo quarto in gara 1 il principale rivale di Castroneves per la corsa al titolo, Ryan Hunter-Reay, che partirà perciò dal dodicesimo posto. La prime due gare sono state completamente diverse tra loro. Gara 1 è stata una lunga processione che ha visto Dixon prevalere su Sato. Gara 2 è stata invece molto più combattuta, grazie anche alla grande rimonta di Graham Rahal, ed alla sua battaglia nel finale con Ed Carpenter. Un incidente di James Jakes a due giri dalla fine ha chiuso la gara in regime di caution con la vittoria di Rahal.

Nella gara della Firestone Indy Lights importantissima vittoria per Sage Karam (Schmidt Motorsports), che ha preceduto i compagni di squadra Gabby Chaves e Jack Hawksworth. Con questa vittoria Karam balza in testa al campionato, approfittando dei problemi che hanno costretto Carlos Munoz a chiudere soltanto all’ottavo posto. Karam ha ora 241 punti, 9 in più di Munoz.

Marco Strazzulla