F1-“Da 0 a 10” – Le pagelle del gp del Brasile

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Abbiamo visto un Button all’arrembaggio. Grintoso. Deciso. L’abbiamo visto conquistare il titolo mondiale con un cinismo unico, seppur l’inconveniente occorso a Barrichello ha fatto sì che la certezza matematica arrivasse con una gara di anticipo. Abbiamo visto un Mark Webber vincere una gara pressoché inutile, proprio lui che a un certo punto della stagione sembrava essere il rivale principale dell’inglese volante.

Abbiamo poi visto un grande Sebastian Vettel, ed un magnifico Lewis Hamilton talmente abile da risalire dal diciottesimo al terzo posto. Abbiamo visto la macchina di Raikkonen prendere fuoco, come accendersi rendendo ancor più rosso il colore della F60. Abbiamo visto la delusione di Barrichello, in pole al sabato, ottavo al traguardo, ma la signorilità del brasiliano non ha paragoni. Abbiamo visto una gara attiva, cosa ormai nota in circuiti naturali o storici che hanno fatto la storia dell’automobilismo. Abbiamo visto tanto, adesso tocca a noi giudicare. Ovviamente nel classico modo. Ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 16: Brasile.

VOTO 0 ALLE DICHIARAZIONI DI BERNIE ECCLESTONE

Il buon Bernie continua a stupire. Dopo le dichiarazioni pro Hitler, il patron della F1 confessa che “la morte di Senna è stata davvero un bene per la Formula Uno. E’ stato un peccato che abbiamo perso Ayrton, ma è successo. Era molto popolare, ma  attualmente molte più persone sono interessate ad uno sport che prima non conoscevano e molto è dovuto a questo fatto”. Certamente non possiede nemmeno il dono dell’opportunità Ecclestone, visto che in Brasile Senna è praticamente un Dio. Quindi le sue parole san tanto di bestemmia.

PROFANATORE

VOTO 1 AL PIT STOP DI KOVALAINEN

Chissà se Kimi Raikkonen si è “sciolto” dopo la vampata di calore causata dalla benzina, persa dal connazionale Heikki, dopo che questo ha trascinato con sé il tubo del rifornimento. A quanto pare no. Iceman non si è sciolto. Ha corso però un brutto rischio. A tal motivo il team McLaren è stato multato di 50000$ e al pilota son stati inflitti 25” di penalizzazione.  Per il ciclo: “Non scherzare col fuoco”.

FRETTOLOSO

VOTO 2 AL CONTATTO TRULLI-SUTIL

La domenica brasiliana si è rivelata incandescente…e non solo per le fiamme! Al via Sutil scarta bruscamente sulla destra nel rettilineo che porta alla Ferradura, Trulli passa da quelle parti mette due ruote sull’erba. L’italiano perde il controllo della propria Toyota e centra il pilota Force India che a sua volta colpisce Alonso. Ma il nostro Jarno è furente, scende dalla propria vettura convinto che la colpa del crash sia di Sutil. “Mi aspetto provvedimenti dalla federazione” dichiara ai microfoni Rai. E puntualmente i provvedimenti arrivano.  Normale incidente di gara, 10000$ di multa al pilota Toyota per quanto detto e fatto, e un’ammenda ufficiale sul suo comportamento. Peggio di così…

AGGRESSIVO

VOTO 3 A KAZUKI NAKAJIMA

Nella lotta tra giapponesi ne esce sconfitto. Uscendo dalla pit lane il pilota Williams attacca immediatamente il connazionale Kobayashi, ma viene “risucchiato” dalla scia della Toyota centrandola in pieno. Fortunatamente Kazuki rovina soltanto la sua gara finendo contro le barriere alla Recta Opposta. Sarebbe stato un peccato pregiudicare la gara del sostituto di Glock.

SPERICOLATO

VOTO 4 A GIANCARLO FISICHELLA

Ormai anche lui ha capito che guidare questa Ferrari non è poi tanto semplice. Nelle sue parole si legge tanta delusione “guardando la mia esperienza alla Ferrari finora non nascondo di provare una grande amarezza. Non c’è stato un weekend in cui abbia potuto lavorare con regolarità. Ora andiamo ad Abu Dhabi, dove ci aspetta un circuito nuovo per tutti: farò il massimo per aiutare la squadra a riprendersi quel terzo posto perso oggi” . Il sorpasso dell’esordiente Kobayashi nel finale è il riassunto dell’esperienza in rosso di Giancarlo.

DEPRESSO

VOTO 5  A RUBENS BARRICHELLO

Più alla sfortuna che a lui. Mantiene la pole, ma la vettura di sicurezza ferma la possibile fuga del brasiliano. Non guadagna abbastanza su Webber, né su Kubica e al rientro in pista dalla prima sosta rimane imbottigliato nel traffico. Si gioca il podio con Hamilton, ma pur correndo in casa la fortuna non tifa per lui. Fora nel finale per la gioia di Button. Da segnalare la sportività a fine gara verso il compagno di squadra, ma il verdetto è ancora una volta impietoso. Zeru tituli.

SFIGATO

VOTO 6 A KIMI RAIKKONEN

Peccato per l’occasione persa. Il finnico della Ferrari, dopo una super partenza, rinuncia ad ogni sogno di gloria al primo giro, quando, forse per la troppa foga, danneggia l’ala anteriore con Webber ed è costretto ad una gara in rimonta. Lotta nelle retrovie vivendo di tattica e lo fa alla grande. Chiude sesto. Il podio sarebbe stato a portata di mano.

MASTINO

VOTO 7 A JENSON BUTTON

Ha tirato fuori gli attributi proprio quando servivano. Grosjean, Nakajima e Kobayashi  ne sanno qualcosa. Gestisce alla grande la situazione senza perdersi d’animo. Complice la foratura di Barrichello chiude quinto. Quel tanto che gli basta per esser proclamato campione con una gara d’anticipo.

DECISO

VOTO 8  KAMUI KOBAYASHI

Che gara! Il debuttante ha lasciato tutti a bocca aperta. Resiste alla grande su Button, poi, nelle fasi finali, liquida Giancarlo Fisichella come se nulla fosse. Guida alla grande, come se su quel sedile fosse seduto da tempo e chiude ai margini della zona punti. Come prima volta non c’è male, chissà se questa gara gli garantirà un futuro stabile per la prossima stagione.

SPAVENTOSO

VOTO 9 A ROBERT KUBICA

Porta in alto il nome della Bmw proprio nel finale della stagione. Il secondo posto sembrava un miraggio, ma visto il passo della vettura tedesca riesce nell’intento. Un ottimo spot per rilanciare la propria immagine dopo una stagione opaca e piena di ombre. In Renault lo aspettano a braccia aperte. Sostituire Alonso non sarà facile.

RAGIONIERE

VOTO 10 A MARK WEBBER

Vince la gara più inutile dell’anno, visto che è fuori dai giochi da un po’. Prende il comando dopo la prima sosta di Barrichello, per non lasciarlo fino alla fine. La sua RedBull va che è una bellezza e lui la guida a dovere. Fa segnare anche il giro veloce. Non fosse stato per Barrichello avrebbe fatto l’hat trick.

IMPRENDIBILE

VOTO 10 E LODE A LEWIS HAMILTON

Da diciottesimo al podio, guidando alla grande. La Safety Car gli permette di non perdere contatto col gruppo nelle fasi iniziali, poi comincia una lunga marcia verso il podio. Duella con Barrichello, sfruttando le difficoltà del brasiliano. In McLaren però non sembrano averne capito molto, visto il quantitativo di carburante modesto dichiarato nel post qualifiche. Poi il contatto, la sosta, la rimonta. Gli sfilano la corona, ma nello spirito si dimostra ancora campione.

SPAZIALE

VOTO 10 ED EXTRA LODE A ROSS BRAWN

Conquista l’ennesimo mondiale con un team dato per spacciato fino a poche settimane dall’inizio del mondiale. Ipoteca l’iride nelle prime gare, poi, complice un budget poco ricco, subisce la rimonta degli avversari. Lui non perde la testa, amministra a dovere e conquista entrambi i titoli con anticipo. In RedBull sanno cosa vuol dire pagare l’inesperienza, in Brawn no. Ross si conferma il migliore.

VOLPONE

Valerio Lo Muzzo

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