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IndyCar – Munoz con Andretti, Conway con Carpenter

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La notizia di mercato della settimana è la firma di Carlos Munoz con l’Andretti Autosport per la stagione IndyCar 2014. Il pilota colombiano, che aveva esordito quest’anno alla 500 Miglia di Indianapolis conquistando un sorprendente secondo posto, andrà così ad affiancare Marco Andretti, James Hinchcliffe e Ryan Hunter-Reay. Munoz ha disputato tre gare quest’anno: la 500 Miglia di Indianapolis, la gara di Toronto  con il Panther Racing al posto dell’infortunato Ryan Briscoe, e quella di Fontana al posto dell’infortunato EJ Viso. “Non ho parole per esprimere come mi sento in questo momento“, ha detto Munoz. “Dopo tanti anni di gare e tutti i sacrifici fatti, lasciare la mia famiglia in Colombia e andare in Europa a correre, poi venire qui negli Stati Uniti, alla fine sono un pilota professionista nella massima categoria in America, l’IndyCar . Sono davvero felice che l’Andretti Autosport mi abbia dato questa opportunità. Non molti rookie arrivano a poter esordire con un top team. Far parte di questo team significa che credono molto in me, e per ripagarli voglio portare grandi risultati. Devo lavorare sodo sotto tutti i punti di vista, mentalmente e fisicamente.”

L’altra notizia è la firma per tutte le gare 2014 su stradali e cittadini di Mike Conway con l’Ed Carpenter Racing. Il pilota inglese si dividerà quindi con il titolare del team Ed Carpenter, che invece disputerà le gare su ovale. “Non potremmo essere più felici di accogliere Mike Conway nella nostra famiglia“, ha dichiarato Carpenter. “Siamo molto orgogliosi del gruppo di persone che abbiamo assemblato, e portare Mike nella nostra squadra crea un’opportunità per noi di mostrare ancora più il nostro valore ai nostri partner e di rafforzare la nostra squadra con l’obiettivo di competere per la vittoria ad ogni singolo evento del 2014.”

Marco Strazzulla

IndyCar – Pocono, Gara: Strepitosa tripletta per Ganassi

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Il Chip Ganassi Racing ha ottenuto una tripletta nella Pocono IndyCar 400 disputata domenica sul Pocono Raceway. Scott Dixon ha interrotto una striscia di quasi un anno senza vittorie (Mid-Ohio 2012), Charlie Kimball ha bissato il miglior risultato in carriera e Dario Franchitti ha ottenuto il primo podio stagionale. La classifica finale è stata dominata dai motori Honda, che hanno piazzato sei motori nei primi sette posti: Josef Newgarden, Simon Pagenaud e Justin Wilson hanno occupato le posizioni dal quinto al settimo posto, con Will Power quarto e migliore dei motori Chevrolet.

L’Andretti Autosport aveva dominato le qualifiche, con Marco Andretti davanti a Ryan Hunter-Reay e James Hinchcliffe. La buona prova in qualifica non si è poi ripetuta in gara: il pilota canadese è uscito alla prima curva, mentre il campione 2012  è stato centrato al 61° giro da Takuma Sato rientrando al pit. Per quanto riguarda Andretti invece è rimasto in testa per il maggior numero di giri (88), ma nel finale ha cominciato a lottare con il consumo di carburante ed ha chiuso al 10° posto. Ottavo posto per Helio Castroneves, che grazie ai problemi di Hunter-Reay ha rafforzato la sua leadership in campionato, portandosi a +23 sul pilota americano, mentre Ed Carpenter, nono, ha completato la top 10.

Tony Kanaan aveva la possibilità di aggiudicarsi la Triple Crown dopo la vittoria alla 500 Miglia di Indianapolis. Dopo essere stato in testa in quattro occasioni ha perso l’occasione di guadagnare il premio di un milione di dollari quando ha rotto l’ala anteriore toccando la parte posteriore della macchina di Dixon nel tentativo di sorpasso, venendo costretto ad un pit stop supplementare. Buona la prova delle due ragazze: Simona de Silvestro ha chiuso all’11° posto, mentre Pippa Mann ha chiuso quindicesima.

Nella gara della Firestone Indy Lights Carlos Munoz (Andretti Autosport) ha ottenuto una netta vittoria sul rivale Sage Karam e su Gabby Chaves (Schmidt Motorsports). Munoz è ora in testa alla classifica con 4 punti di vantaggio su Karam.

Marco Strazzulla

IndyCar – Iowa, Gara: Hinchcliffe a mani basse

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Con una prova dominante James Hinchcliffe ha ottenuto la terza vittoria stagionale e la prima in carriera su un ovale, imponendosi sull’Iowa Speedway. Il pilota canadese è rimasto in testa per 226 dei 250 giri in programma. Doppietta per l’Andretti Autosport, con Ryan Hunter-Reay che ha chiuso al secondo posto. Completa il podio Tony Kanaan.

Il via della gara è ritardato di alcuni minuti per asciugare la pista dopo la pioggia mattutina. Hinchcliffe prende subito la testa davanti a Will Power e Marco Andretti. Grande protagonista in avvio è Hunter-Reay, che in una ventina di giri sale dal dodicesimo all’ottavo posto. Buon inizio anche per Ed Carpenter, che al 30° giro supera sia Kanaan che Andretti e si porta al terzo posto. Al 38° giro un contatto tra Graham Rahal e Hunter-Reay provoca la prima caution di giornata. Tutti ne approfittano per effettuare il loro primo pit stop. Hunter-Reay è costretto ad una sosta ulteriore per sostituire il musetto e si ritrova in fondo al gruppo. Al restart al 52° giro Hinchcliffe guida su Carpenter, Power, Andretti, Simon Pagenaud, Oriol Servia, Helio Castroneves, Rahal, Kanaan e Alex Tagliani, mentre Hunter-Reay comincia una rimonta furibonda. Grande protagonista è Rahal, che passa Servia al 88° giro, Carpenter al 96°, Pagenaud al 97° e Andretti al 110° e sale al secondo posto. Bella fase di gara attorno al 100° giro, con numerosi sorpassi. Tra questi, pure quello di Hunter-Reay su Power che lo riporta nella top 10. Al 117° giro comincia la seconda fase di pit stop. Rientrano prima Andretti, Kanaan e Pagenaud, poi il leader Hinchcliffe ed infine Justin Wilson, che resta in testa per due giri. Quando la situazione si stabilizza, Hinchcliffe guida su Rahal, Andretti, Pagenaud, Servia, Scott Dixon, Castroneves, Kanaan, Hunter-Reay e EJ Viso. Al 137° giro seconda caution. Tagliani tocca il muro all’uscita della seconda curva e finisce in testacoda. Alcuni piloti ne approfittano per tornare ai box; tra quelli a pieni giri Kanaan, Wilson e Carpenter, che aveva perso numerose posizioni nel pit precedente. Il restart avviene al 149° giro, ma cinque giri dopo esce nuovamente la bandiera gialla per pulire la pista dai detriti. Al nuovo restart Hinchcliffe allunga su Rahal, mentre Hunter-Reay sale al terzo posto. Rallentano invece Power e Takuma Sato, che è costretto al ritiro. Piccola crisi pure per Servia, che in pochi giri perde un paio di posizioni. Al 190° giro Andretti è il primo a fermarsi ai box per l’ultimo pit; Rahal e Hunter-Reay si fermano al 193° giro, Hinchcliffe al 195°. Carpenter si porta in testa dove resta fino al 213° giro, momento del suo ultimo pit. Wilson riesce ad allungare ancora di due giri, poi la situazione si normalizza e Hinchcliffe torna in testa con un cospicuo vantaggio su Hunter-Reay. Gli ultimi giri vedono una lotta accesa tra Rahal e Kanaan per il terzo posto. Il pilota brasiliano passa al 244° giro sfruttando le gomme più fresce. All’ultimo giro pure Carpenter passa Rahal per il quarto posto. Pagenaud chiude al sesto posto davanti a Servia, Castroneves, Andretti e Viso, ultimo pilota a pieni giri. In classifica Castroneves mantiene la leadership con 332 punti, 9 davanti ad Hunter-Reay, 56 su Andretti e 66 su Hinchcliffe.

Marco Strazzulla

IndyCar – Iowa, Qualifiche: Castroneves vince, perde la pole ma mantiene i punti

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Helio Castroneves ha vinto gara 3 delle qualifiche di sabato sull’Iowa Speedway. Il pilota brasiliano sarebbe così partito in pole position se non avesse dovuto subire una penalità per la sostituzione del motore. Castroneves partirà così undicesimo, ma almeno mantiene i punti in classifica per aver vinto la gara. Stessa penalità per Scott Dixon, che aveva vinto gara 1 e chiuso al quinto posto gara 3;  Takuma Sato, secondo in gara 1; James Jakes, Ana Beatriz e Josef Newgarden. Castroneves ha iniziato la gara dalla pole e ha dominato l’intera corsa, anche se il compagno di squadra Will Power è riuscito a dargli filo da torcere fino agli ultimi 10 giri, quando il traffico di alcuni piloti doppiati ha permesso a Castroneves di aumentare il suo vantaggio. Power ha chiuso al secondo posto, e partirà così dalla pole, seguito da James Hinchcliffe, Marco Andretti e Ed Carpenter. Solo quarto in gara 1 il principale rivale di Castroneves per la corsa al titolo, Ryan Hunter-Reay, che partirà perciò dal dodicesimo posto. La prime due gare sono state completamente diverse tra loro. Gara 1 è stata una lunga processione che ha visto Dixon prevalere su Sato. Gara 2 è stata invece molto più combattuta, grazie anche alla grande rimonta di Graham Rahal, ed alla sua battaglia nel finale con Ed Carpenter. Un incidente di James Jakes a due giri dalla fine ha chiuso la gara in regime di caution con la vittoria di Rahal.

Nella gara della Firestone Indy Lights importantissima vittoria per Sage Karam (Schmidt Motorsports), che ha preceduto i compagni di squadra Gabby Chaves e Jack Hawksworth. Con questa vittoria Karam balza in testa al campionato, approfittando dei problemi che hanno costretto Carlos Munoz a chiudere soltanto all’ottavo posto. Karam ha ora 241 punti, 9 in più di Munoz.

Marco Strazzulla

IndyCar – Milwaukee, gara: Domina Sato, vince Hunter-Reay

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Per il secondo anno consecutivo è Ryan Hunter-Reay ad imporsi sull’ovale di Milawaukee. Il pilota dell’Andretti Autosport ha preceduto i due piloti del Team Penske Helio Castroneves e Will Power. Con il secondo posto il brasiliano rafforza la sua leadership in campionato, proprio davanti ad Hunter-Reay.

Al momento del via il cielo è parzialmente coperto ma non c’è il rischio di pioggia. Dalla pole Marco Andretti parte bene, mentre Hunter-Reay sale al secondo posto davanti a Power e James Hinchcliffe. Al 20° giro Simona De Silvestro si gira e tocca il muro, provocando la prima caution. I piloti delle retrovie, tra cui Takuma Sato, Castroneves, Josef Newgarden, Dario Franchitti e Justin Wilson, rientrano ai box per il loro primo pit stop. Al momento del restart, al 28° giro, nuova interruzione per un testacoda di Alex Tagliani. 4 giri dopo si riparte, con Andretti che mantiene la testa della corsa davanti al compagno di squadra Hunter-Reay. Dietro comincia a risalire Sato, che entra prima nella top 10, poi in una ventina di giri supera Ed Carpenter, Tony Kanaan, Simon Pagenaud, Hinchcliffe ed EJ Viso e si porta al quarto posto. Al 61° giro cambio in testa alla corsa, con Hunter-Reay che passa Andretti. Pochi giri dopo cominciano i primi pit stop per chi non si è fermato durante la prima caution. Si ferma prima Viso, poi i suoi tre compagni di squadra ed infine Power. Andretti perde numerosi secondi per un problema al bocchettone del rifornimento. Sato si ritrova così in testa davanti a Castroneves, Wilson, Newgarden e Franchitti, mentre il primo tra i piloti su una strategia tradizionale è Viso, sesto. Al 90° giro tornano al pit i leader, con Castroneves, seguito un giro alla volta da Sato, Newgarden e Wilson. Viso si ritrova in testa davanti ad Hunter-Reay, Sato, Castroneves e Power. Colpo di scena al 97° giro, con Andretti che resta fermo in pista per un problema elettrico. Nuova caution, che viene sfruttata da quasi tutti i piloti per effettuare un nuovo pit stop. Restano fuori solo Sato e Castroneves, che al momento del restart si trovano ai primi due posti. Il pilota giapponese allunga, mentre dietro Kanaan, che si trovava al sesto posto, comincia a rallentare ed esce dalla top 10. I due piloti in testa arrivano fino al 155° giro prima di rifornire. Una decina di giri dopo arriva il momento  del pit stop anche del resto per il resto del gruppo. Dopo il pit stop il più in palla è Hunter-Reay, che raggiunge Sato e Castroneves e passa prima il brasiliano al 197° giro e poi il giapponese il giro seguente, portandosi in testa. Sato rallenta per problemi alle gomme ed anticipa l’ultima sosta, mentre Hunter-Reay guadagna rapidamente 4 secondi su Castroneves. Al 212° giro nuova caution per una toccata di Ana Beatriz contro il muro, e tutti ne approfittano per effettuare l’ultimo pit stop. Al momento del restart Hunter-Reay allunga e guadagna rapidamente 3 secondi su Castroneves, che porta a quasi 5 secondi sotto la bandiera a scacchi. Dietro Power cerca di insidiare il compagno di squadra e i due arrivano quasi al contatto, ma il brasiliano riesce a mantenere il secondo posto. Viso, Hinchcliffe, Scott Dixon, Sato e Franchitti sono tutti i piloti a pieni giri, mentre Wilson e Kanaan completano la top 10 staccati di un giro. Castroneves si ritrova così in testa al campionato con 16 punti di vantaggio su Hunter-Reay, 50 su Andretti e 76 su Sato.

Nella gara della Firestone Indy Lights Sage Karam (Schmidt Motorsports) ottiene la prima vittoria in carriera davanti ai due piloti dell’Andretti Autosport Carlos Munoz e Zach Veach. Munoz mantiene la leadership del campionato con 207 punti, 18 più di Karam.

Marco Strazzulla

IndyCar – Milwaukee, Qualifiche: Dominio Andretti, Marco in pole

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Dominio Andretti Autosport nelle qualifiche della nona prova stagionale della IZOD IndyCar Series in programma a Milwaukee. Il team padrone di casa (l’organizzazione della gara è infatti opera della scoeità di Michael Andretti) ha piazzato quattro vetture ai primi cinque posti. Pole position per Marco Andretti, che ha girato alla media di 170.515 mph, precedendo il compagno di squadra James Hinchcliffe; quarto e quinto posto per Ryan Hunter-Reay e E.J. Viso. Terzo tempo e migliore dei piloti non di Andretti per Will Power. Sorprendente sesto per Sebastian Saavedra, mentre con il settimo posto Tony Kanaan si completa una top 7 tutta Chevrolet. I motori Honda hanno invece completato il resta della top 10 con Josef Newgarden, Simon Pagenaud e Tristan Vautier, mentre Scott Dixon ha ottenuto l’11° posto. Solo 17°  tempo per Dario Franchitti e 18° per Helio Castroneves. Marco Andretti aveva dominato anche le due sessioni di prove libere, precedendo Hunter-Reay e Newgarden nella prima ed ancora Hunter-Reay e Takuma Sato nella seconda. Unica nota una toccata contro il muro di Hinchcliffe nella prima sessione, ma il pilota canadese ha comunque potuto completare tranquillamente la sessione.

Nelle qualifiche della Firestone Indy Lights, pole position per Sage Karam (Schmidt Motorsports), davanti a Zach Veach (Andretti Autosport) e Peter Dempsey (Belardi Auto Racing).

Marco Strazzulla

IndyCar – Texas, Gara: Castroneves domina ed allunga in campionato

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È stato Helio Castroneves  ad imporsi nella Firestone 550 disputata sabato notte sul Texas Motor Speedway. Il pilota brasiliano, rimasto in testa per 132 giri su 228 in programma, è il settimo vincitore in otto gare stagionali. Con questa vittoria Castroneves inoltre rinforza la sua leadership in campionato. Il podio è stato completato da Ryan Hunter-Reay e Tony Kanaan.

La chiave della gara è stata la gestione dei pneumatici, con ogni stint che è risultato compreso tra i 50 e i 60 giri. La prima fase della corsa è stata dominata dai piloti dell’Andretti Autosport. Marco Andretti riesce a prendere la testa della corsa al primo giro, sopravanzando il poleman Will Power. Il pilota americano rimane in testa per i primi 53 giri, prima di lasciare la leadership all’australiano al momento del primo pit stop. Al quinto giro arriva la prima caution per rimuovere la vettura di Pippa Mann, ferma in pista per la rottura del motore. La seconda arriva invece al 54° giro, quando a rimanere fermo sul tracciato è Scott Dixon col cambio ko. Al 60° giro Ed Carpenter è costretto a rientrare nuovamente ai box per rimuovere il guanto di uno dei meccanici rimasto bloccato nel montaggio dell’ala anteriore nel precedente pit stop. Al restart in testa è Hunter-Reay, che resta in testa per 35 giri prima di essere passato dal compagno di squadra Andretti. Qualche giro dopo è il momento di Castroneves di prendere la testa della corsa. Da quel momento il pilota di Penske risulta essere il solo ad essere in grado di mantenere le prestazioni delle sue gomme ragionevolmente costanti, mentre Andretti comincia ad arretrare, rallentato da un pit stop più lento, una strategia diversa e un più elevato consumo di gomme. Al momento della terza ed ultima interruzione con le bandiere gialle, provocata da un testacoda di Oriol Servia al giro 113, Castroneves aveva costruito un vantaggio di 14 secondi sul secondo, Justin Wilson, grazie ad uno stint di 61 giri senza una sosta prima di rientrare la pit durante la caution. Nell’ultima parte di gara il pilota brasiliano continua ad essere il migliore a gestire le gomme, mentre alle sue spalle Hunter-Reay risale al secondo posto. Dietro il protagonista è Kanaan, che è costretto ad una sosta nella parte finale della corsa, dopo che tutti gli altri avevano effettuato la loro, ma riesce a sfruttare le sue gomme fresche per recuperare fino al terzo posto. Quarto posto finale per Carpenter, mentre Andretti chiude al quinto posto dopo aver avuto anche un battibecco a distanza con Sebastien Bourdais, reo di avergli impedito un sorpasso. Sesto posto e migliore dei motori Honda per Dario Franchitti, davanti a Power, mai in lotta per la vittoria, e Josef Newgarden, al quarto arrivo nella top 10. I due piloti dell’Andretti Autosport  James Hinchcliffe e EJ Viso hanno occupato gli ultimi due posti tra i primi 10. Dopo delle qualifiche deludenti, Wilson è riuscito a risalire tra i primi 5 prima di restare fuori troppo a lungo con le gomme usurate e perdere due giri a causa di un pit stop fuori sequenza, chiudendo al 15° posto. Con questo risultato Castroneves allunga in testa al campionato, 22 punti davanti ad Andretti  e 27 davanti ad Hunter-Reay.

Marco Strazzulla

IndyCar – Detroit, Gara 2: Prima vittoria per Pagenaud

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Simon Pagenaud ha ottenuto la prima vittoria in carriera vincendo gara 2 a Detroit. Il pilota francese si è imposto alla fine di una gara movimentata, che ha visto salire sul podio pure James Jakes e Mike Conway.

La gara inizia come era iniziata quella del giorno precedente. Il via è regolare, ma dopo un paio di curve AJ Allmendinger perde il controllo della sua vettura e finisce a muro. Al restart Conway mantiene la leadership su Will Power, Pagenaud, Ryan Hunter-Reay e Jakes. Al decimo giro Simona de Silvestro  finisce a muro, provocando la seconda caution della giornata. La prima fase è una sequenza di caution: al giro 14 è provocata da un tamponamento di Ed Carpenter su Alex Tagliani, al giro 20 per ripulire la pista e al giro 24 per un contatto tra Takuma Sato e Tristan Vautier. Nel mentre anche Ryan Hunter-Reay è finito contro il muro, danneggiando la sua vettura e perdendo molti giri. Ma è al giro 28 che arriva l’incidente più grosso: al restart, alla prima curva, Sebastien Bourdais tampona Power creando un incidente a catena che coinvolge una dozzina di vetture. L’unico a ritirarsi è Justin Wilson, ma numerosi piloti perdono comunque diversi giri per le riparazioni, tra cui EJ Viso, James Hinchcliffe, Power e Ryan Briscoe, e solo 12 piloti restano a pieni giri. Al momento del restart è Tony Kanaan a trovarsi in testa davanti a Vautier per il gioco delel strategie. Da dietro risale bene Conway, che guadagna la leadership al 40° giro. Al 47° giro il pilota inglese rientra ai box per la sua seconda sosta, mentre Pagenaud cerca di ritardare la sua ultima sosta il più possibile. Il pilota francese realizza una serie di giri veloci e, quando rientra al pit al 54° giro, ha accumulato un vantaggio sufficiente per uscire davanti a Conway. Per un paio di giri si porta in testa Jakes, che effettua la sua sosta al 57° giro e riesce a sua volta ad uscire davanti a Conway. Nei giri finali i due piloti inglesi si danno battaglia per il secondo posto, ma le posizioni non cambiano. La top 5 è completata da due piloti di Ganassi, Scott Dixon e Dario Franchitti. Col sesto posto Marco Andretti affianca Helio Castroneves, ottavo, in testa alla classifica del campionato, mentre Charlie Kimball, settimo, Graham Rahal, nono, e Sebastian Saavedra, decimo, completano la top 10.

Marco Strazzulla

IndyCar – 500 Miglia di Indianapolis: Delirio Kanaan

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Al dodicesimo tentativo, Tony Kanaan è riuscito a spezzare la maledizione è vincere la 500 Miglia di Indianapolis. In una gara che ha battuto tutti i record (68 cambi di leadership tra 14 piloti differenti), il brasiliano ha effettuato il sorpasso decisivo al giro 197, giusto in tempo prima che uscisse la bandiera gialla per l’incidente di Dario Franchitti. Kanaan ha preceduto nell’ordine tre piloti dell’Andretti Autosport, il sorprendente rookie Carlos Munoz, Ryan Hunter-Reay e Marco Andretti.

Al momento del via il poleman Ed Carpenter mantiene la testa su Munoz e Andretti. La gara è subito un festival di sorpassi, con Kanaan che risale subito dalla dodicesima alla sesta posizione. La prima caution arriva dopo 4 giri, quando JR Hildebrand perde il controllo della propria vettura e finisce a muro alla curva 2. La prima fase della gara è un susseguirsi di scambi di leadership tra Kanaan, Carpenter e Andretti, prima che al giro 35 arriva la seconda caution per un contatto di Sebastian Saavedra alla curva 4. I primi decidono di rifornire, così in testa si porta James Jakes, che era rientrato al pit nella precedente caution. Al restart ricomincia il festival dei sorpassi, a cui si unisce anche Hunter-Reay. La terza caution arriva al giro 57, per un testacoda di Takuma Sato, che però riesce a continuare. Da quel momento la gara vedrà una lunga fase di gara senza interruzioni, con Kanaan, Andretti, Hunter-Reay che restano per il maggior numero di giri in testa, ma con inserimenti anche di Munoz, Will Power e AJ Allmendinger, che è l’unico che rientra al pit puntualmente sfasato di una decina di giri rispetto agli altri. Nel finale qualcuno comincia a cercare di risparmiare il carburante. L’ultimo pit stop comincia attorno al giro 180; Munoz prima, e poi James Hinchcliffe e Dario Franchitti cercano di allungare fino all’ultimo la loro sosta nel tentativo di recuperare qualche posizione. Dopo che tutti hanno effettuato il pit stop, al giro 194 Graham Rahal finisce a muro e provoca la quarta caution. Al momento del restart in testa è Hunter-Reay, ma al momento del restart Kanaan riesce ad infilarlo seguito da Munoz. Pochi istanti dopo Franchitti finisce a muro ed esce l’ultima caution. Con due giri da compiere la corsa finisce in regime di bandiere gialle e Kanaan riesce a vincere la sua prima 500 Miglia di Indianapolis. Prima vittoria in assoluto in IndyCar per il suo team, il KV Racing Technology. Ottimo quinto posto per Justin Wilson che ha preceduto i due piloti di Penske, Helio Castroneves, sempre nella top 10 ma mai realmente in lotta per il successo, ed Allmendinger. Simon Pagenaud, Charlie Kimball e Carpenter hanno completato la top 10. Tra gli altri record, la gara è stata la più veloce della storia, alla media di 187.433mph. Risultati deludenti per diversi per diversi attesi protagonisti: Ryan Briscoe ha chiuso al dodicesimo posto, Sato tredicesimo, Dixon quattordicesimo, Power diciannovesimo ed Hinchcliffe ventunesimo.

Classifica finale:

1 – Tony Kanaan – 200 Giri

2 – Carlos Munoz – 200 Giri

3 – Ryan Hunter-Reay – 200 Giri

4 – Marco Andretti – 200 Giri

5 – Justin Wilson – 200 Giri

6 – Helio Castroneves – 200 Giri

7 – AJ Allmendinger – 200 Giri

8 – Simon Pagenaud – 200 Giri

9 – Charlie Kimball – 200 Giri

10 – Ed Carpenter – 200 Giri

11 – Oriol Servia – 200 Giri

12 – Ryan Briscoe – 200 Giri

13 – Takuma Sato – 200 Giri

14 – Scott Dixon – 200 Giri

15 – Ana Beatriz – 200 Giri

16 – Tristan Vautier – 200 Giri

17 – Simona De Silvestro – 200 Giri

18 – EJ Viso – 200 Giri

19 – Will Power – 200 Giri

20 – James Jakes – 199 Giri

21 – James Hinchcliffe – 199 Giri

22 – Conor Daly – 198 Giri

23 – Dario Franchitti – Ritirato

24 – Alex Tagliani – 196 Giri

25 – Graham Rahal – Ritirato

26 – Katherine Legge – 193 Giri

27 – Townsend Bell – 192 Giri

28 – Josef Newgarden – 191 Giri

29 – Sebastien Bourdais – Ritirato

30 – Pippa Mann – Ritirata

31 – Buddy Lazier – Ritirato

32 – Sebastian Saavedra – Ritirato

33 – JR Hildebrand – Ritirato

Marco Strazzulla

IndyCar – Indianapolis, Pole Day: Dominio Chevrolet, Carpenter in pole

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Sarà Ed Carpenter a partire dalla Pole Position nella 97a edizione della 500 Miglia di Indianapolis. Il pilota di casa ha ottenuto la miglior velocità alla fine di una giornata travagliata a causa della pioggia, che ha ritardato l’inizio delle qualifiche di un paio di ore ed ha poi portato ad un allungamento ed una modifica delle procedure di qualifica. Il classico Fast Nine Shootout è stato infatti ridotto da tre ad un unico tentativo. Il Pole Day si è quindi concluso alle 7:20 di sera, con Carpenter in pole alla media di 228.762 mph. “Amo la corsa molto più che la qualifica, quindi ci tengo a ricordare a tutti perché siamo davvero qui“, ha detto il poleman 2013. “Questo risultato è una cosa enorme per la nostra squadra. Io non voglio sminuirlo, ma la pole non dirà molto se non saremo efficaci il giorno della gara. Mi piace qui, mi piace correre qui, mi piace andare veloce qui. Nella mia carriera sono stato in grado di qualificarmi nella top 10, ma questo è il mio primo anno in cui abbiamo avuto la possibilità di fare la pole. Ci ho creduto davvero e siamo stati aggressivi per tutta la giornata. Ho detto ai ragazzi prima del primo segmento di qualifiche che mi sarei arrabbiato se fossimo rimasti conservatori e non ci fossimo giocati le nostre chance. Sono davvero orgoglioso di loro.” La prima fila sarà completata, come nel 2012, da due piloti dell’Andretti Autosport, con il rookie Carlos Munoz che ha confermato il suo grande stato di forma ottenendo la media di 228.342 mph che lo ha collocato in seconda posizione, e Marco Andretti terzo (228.261 mph). “Non riesco a descrivere quanto sono felice“, ha detto Munoz. “Sono solo un rookie, ed essere in prima fila è un sogno. Ero felice con la vettura dopo la prima fase di qualifiche, ma abbiamo fatto comunque un paio di modifiche ed hanno funzionato. Sapevamo fin dall’inizio che avevamo una buona macchina, una macchina molto veloce. Sono davvero felice. Ho solo 21 anni, sono solo un ragazzino e partire in prima fila come ha fatto Montoya in passato è incredibile. Lui vinse nel 2000 partendo dalla stessa posizione, quindi perché non provare a farlo di nuovo, per la mia squadra e per la Colombia? Ora devo concentrarmi sulla gara e devo finire questo mese nello stesso modo in cui l’ho iniziato.” Seconda fila per un altro dei piloti dell’Andretti Autosport E.J. Viso (228.150 mph), e i primi due piloti del Team Penske, il rookie AJ Allmendinger (228.099 mph) e Will Power (228.087 mph). Il pilota australiano era stato il più veloce nella prima fase delle qualifiche, girando alla media di 228.844 mph, con un miglior giro a 229.422 mph, ma non è poi riuscito a ripetersi quando c’era da giocarsi la pole. Terza fila ancora tutta Chevrolet, con Ryan Hunter-Reay, Helio Castroneves e James Hinchcliffe. Come nel 2012, anche quest’anno i motori Honda e in particolar modo il team di Chip Ganassi sono stati protagonisti di una qualifica deludente. I primi due motori Honda sono stati quelli di Alex Tagliani, undicesimo, e Justin Wilson, quattordicesimo, mentre Scott Dixon e Dario Franchitti partiranno rispettivamente dal sedicesimo e diciassettesimo posto. “E’ stata la prima volta che mi sia capitato di essere il primo ad uscire“, ha detto Dixon. “Ero un po’ nervoso. Le condizioni ambientali erano cambiate molto rispetto al mattino, c’era un po’ meno grip in pista. La vettura scivolava un po’, ma la situazione non era troppo cattiva per guidare. E’ solo che abbiamo perso un sacco di velocità. I primi due giri erano abbastanza decenti, poi siamo andati in sicurezza.” Curiosa la situazione di Townsend Bell e Simona de Silvestro, che hanno entrambi eliminato i loro tempi nel tentativo di migliorare la loro posizione e l’hanno invece peggiorata. La pilota svizzera è attualmente 24 a e ultima in griglia. “Penso che ci siamo dati la zappa sui piedi da soli decidendo di eliminare il nostro primo tentativo“, ha detto la de Silvestro. “Eravamo abbastanza sicuri che avremmo avuto la velocità giusta per essere un po’ più veloci, ma poi abbiamo scelto una regolazione di marce sbagliata e siamo stati più lenti, il che ha reso tutto un po’ più eccitante.” 10 piloti si giocheranno oggi nel Bump Day gli ultimi 9 posti disponibili in griglia: Katherine Legge, i due piloti del Rahal Letterman Lanigan Racing Graham Rahal e Michel Jourdain Jr, i rookie Tristan Vautier e Conor Daly, Ana Beatriz, Buddy Lazier, Pippa Mann, Josef Newgarden e Sebastian Saavedra.

Questa la griglia di partenza al momento:

1 – Ed Carpenter – 228.762 mph

2 – Carlos Munoz – 228.342 mph

3 – Marco Andretti – 228.261 mph

4 – EJ Viso – 228.150 mph

5 – AJ Allmendinger – 228.099 mph

6 – Will Power – 228.087 mph

7 – Ryan Hunter-Reay – 228.904 mph

8 – Helio Castroneves – 227.762 mph

9 – James Hinchcliffe – 227.070 mph

10 – JR Hildebrand – 227.441 mph

11 – Alex Tagliani -227.386 mph

12 – Tony Kanaan – 226.949 mph

13 – Oriol Servia – 226.814 mph

14 – Justin Wilson – 226.370 mph

15 – Sebastien Bourdais – 226.196 mph

16 – Scott Dixon – 226.158 mph

17 – Dario Franchitti – 226.069 mph

18 – Takuma Sato – 225.892 mph

19 – Charlie Kimball – 225.880 mph

20 – James Jakes – 225.809 mph

21 – Simon Pagenaud – 225.674 mph

22 – Townsend Bell – 225.643 mph

23 – Ryan Briscoe – 225.265 mph

24 – Simona De Silvestro – 225.226 mph

Marco Strazzulla