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IndyCar – Fontana, Gara: Dixon sopravvive all’ecatombe e conquista il titolo

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Alla fine di una gara massacrante Scott Dixon è riuscito a conquistare il titolo 2013 della IZOD IndyCar Series. Per il pilota neozelandese si tratta della terza vittoria in campionato, dopo quelle nel 2003 e 2008. Le speranze di Helio Castroneves sono definitivamente tramontate a 25 giri dalla fine, quando è dovuto rientrare al pit per sostituire l’ala anteriore danneggiata. Will Power, partito dalla pole, ha ottenuto la vittoria alla fine di una gara che ha visto al traguardo appena 8 vetture.

Al via della gara Power scatta bene dalla pole e tiene la testa della corsa davanti a Sebastien Bourdais e Marco Andretti, mentre in un paio di giri Castroneves sale dal dodicesimo al quarto posto e Ryan Hunter-Reay dall’undicesimo al quinto. Il primo cambio di leadership avviene al giro 12, quando Bourdais supera Power. Una foratura costringe Simon Pagenaud ad una sosta anticipata che gli fa perdere un giro. Al giro 32 è Hunter-Reay che si porta al comando; Castroneves è alle sue spalle mentre Dixon viaggia attorno alla quattordicesima piazza. Un paio di giri dopo cominciano i primi pit stop, che non cambiano di molto la situazione. Al giro 71 arriva la prima caution della giornata: Pippa Mann finisce a muro nel tentativo di evitare Sebastian Saavedra, a sua volta finito a muro da solo. Al restart Castroneves e Marco Andretti passano Hunter-Reay e si scambiano la leadership per un paio di volte, prima che la testa della corsa venga presa definitivamente da Bourdais. Al giro 101 Carlos Munoz, che era salito al terzo posto, finisce a muro provocando la seconda caution. Quando si riparte, passano 4 giri ed arriva una nuova caution per un incidente che coinvolge 6 vetture tra cui Justin Wilson e Tristan Vautier. Il pilota inglese viene colpito violentemente sul fianco dal francese e, dopo essere stato estratto dalla vettura dai commissari, viene trasportato in un vicino ospedale per valutare una piccola frattura al bacino. Grazie anche ad una migliore sosta ai box Castroneves sale in testa, ma alla ripartenza è scavalcato da Alex Tagliani. Dopo un paio di giri la situazione si stabilizza, con Power che si porta in testa seguito dai due piloti di Ganassi, Tagliani e Dixon, e da Castroneves. Nuova caution arriva al giro 190, quando finisce a muro AJ Allmendinger. La gara si avvicina alla fine ed iniziano ad aumentare i ritiri: finiscono a muro prima Tagliani al giro 210, poi Bourdais al giro 230, mentre si porta in testa Charlie Kimball. Al momento della caution per l’incidente di Tagliani, Roger Penske richiama erroneamente Castroneves ai box quando la pitlane è chiusa, costringendolo a subire un drive-through a 40 giri dalla fine. Il colpo di scena decisivo a 25 giri dalla fine quando il brasiliano, presumibilmente per un contatto con Kimball, è costretto a rientrare al pit per sostituire l’ala anteriore danneggiata, perdendo un giro. Ma nel finale la situazione si complica anche per Dixon, che è costretto a rientrare un paio di volte ai box per controllare la temperatura del suo motore e pulire i radiatori. Le preoccupazioni per i motori Honda aumentano quando a 12 giri dalla fine sia il motore di Kimball che quello di JR Hildebrand, che si trovavano ai primi due posti, si rompono provocando l’ennesima caution. Ma negli ultimi giri fila tutto lisco e Dixon riesce a difendere il quinto posto e portare a casa il titolo. Power ottiene la seconda vittoria in carriera su un ovale, mentre alle sue spalle Ed Carpenter vince una bella battaglia con Tony Kanaan per il secondo posto. James Hinchcliffe, Dixon, Castroneves, Andretti e  Simona de Silvestro sono gli unici altri piloti che riescono a giungere al traguardo.

Il titolo della Firestone Indy Lights va invece a Sage Karam. Il pilota americano ha chiuso la gara al terzo posto, dietro il vincitore Munoz e a Gabby Chaves, riuscendo così a conquistare il campionato al suo primo anno nella serie.

Marco Strazzulla

IndyCar – Bourdais firma con Vasser per due anni

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Alla vigilia dell’ultima prova stagionale del campionato IndyCar, il KV Racing Technology ha annunciato che sarà Sebastien Bourdais a sostituire nella prossima stagione Tony Kanaan, dopo il passaggio del brasiliano al Chip Ganassi Racing. Il francese ha firmato per due stagioni. “Sono estremamente lieto di annunciare che Sebastien Bourdais guiderà per la nostra squadra per i prossimi due anni“, ha detto Kevin Kalkhoven. “Sebastien è un campione collaudato e non vediamo l’ora di lavorare con lui per vincere ancora più campionati.” “Voglio ringraziare Kevin Kalkhoven e Jimmy Vasser per questa opportunità“, ha detto Bourdais. “Il fatto di avere trovato un accordo così presto, e che ho firmato un contratto di due anni, dimostra l’impegno del team per il futuro della IndyCar Series. Non vedo l’ora di incontrare la squadra e iniziare con i test il più presto possibile. Voglio anche ringraziare Dragon Racing per il loro supporto nel corso delle ultime due stagioni. Auguro loro buona fortuna per il futuro.” Nel suo palmares Bourdais ha i quattro titoli conquistati consecutivamente in ChampCar dal 2004 al 2007 prima di passare in Formula 1 con la Toro Rosso per due stagioni (2008 – 2009) e poi tornare in IndyCar. Oltre alla firma di Bourdais, il KV Racing Technology ha annunciato l’ingresso come proprietario di James Sullivan e la nuova denominazione del team, che ora si chiama KVSH Racing.

Marco Strazzulla

IndyCar – Baltimore, Gara: Pagenaud emerge nel caos, ancora polemiche Dixon-Power

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Seconda vittoria stagionale per Simon Pagenaud, che si impone a Baltimore in una gara caotica che rinnova, una settimana dopo Sonoma, le polemiche tra Scott Dixon e Will Power. Questa volta la polemica è innescata da una ripartenza dell’australiano, che chiude la porta al neozelandese e lo spedisce a muro, rovinando così la sua corsa al titolo. Completano il podio Josef Newgarden e Sebastien Bourdais. Helio Castroneves, nono alla fine di una gara movimentata, ha adesso 49 punti di vantaggio su Dixon in campionato.

Dario Franchitti è costretto a partire dall’ultima posizione per un problema al motore. Al momento del via Power prende la testa davanti a Dixon e Pagenaud. Un contatto con Newgarden costringe Castroneves a rientrare al pit per sostituire l’ala anteriore, mentre Ryan Hunter-Reay scivola fino al ventesimo posto. All’ottavo giro Newgarden supera Justin Wilson per il quarto posto, mentre Takuma Sato e Franchitti sono rapidamente costretti al ko, entrambi per problemi meccanici. Al 12° giro arriva la prima caution per un contatto di Ed Carpenter, mentre Wilson era scivolato in tredicesima posizione. Si ritira anche  Luca Filippi per un problema al motore. Diversi piloti ne approfittano per effettuare il loro primo pit stop, tra cui Tristan Vautier, Bourdais e Justin Wilson. Rientra al pit pure Castroneves. Al 20° giro arriva il restart, con Pagenaud che supera Dixon e si porta al secondo posto. Power guida quindi su Pagenaud, Dixon, Newgarden, Graham Rahal, Charlie Kimball, Tony Kanaan, Oriol Servia, Simona de Silvestro e Tristan Vautier, primo dei piloti che hanno già effettuato un pit, mentre Castroneves è diciottesimo dietro EJ Viso. Al 22° giro Newgarden, in lotta con Kimball, sfiora il muro e perde un paio di posizioni venendo superato sia dal pilota di Ganassi che da Rahal, Kanaan e Servia.  Al 25° giro Newgarden si ferma al pit, mentre Power ha accumulato oltre 4.5 secondi di vantaggio su Pagenaud, Dixon, Kimball e Rahal in gruppo; seguono poi Kanaan, Servia, De Silvestro,Hunter-Reay e Wilson . Al 28° giro si fermano al pit Pagenaud, Kanaan, Servia, De Silvestro e Hunter-Reay; il giro dopo Kimball, Rahal e Hinchcliffe; un altro giro ed è il momento di Dixon e infine di Power al 31° giro. Il pilota australiano manca la sua piazzola e perde una decina di secondi. Davanti si porta così Bourdais, davanti a Vautier, Saavedra, Castroneves, Marco Andretti, Viso, tutti su una sequenza diversa, quindi Power, Dixon, Rahal e Kimball a completare la top 10 e tutti in fila indiana insieme anche a Pagenaud e Kimball. Inizia una bella lotta in questo gruppo specialmente tra Power e Dixon, che arrivano vicino al contatto. Al gruppo si aggancia dopo un paio di giri pure Servia. Al 36° giro sia Kimball che Servia superano Pagenaud. Il gruppo aggancia Andretti e Viso: il primo a superarli è Power, seguito da Dixon, mentre gli altri restano un po’ bloccati. Davanti Bourdais è il più veloce in pista ed ha accumulato quasi 11 secondi di vantaggio sul connazionale Vautier. Andretti viene lentamente saltato da Rahal, Servia, Hinchcliffe e Pagenaud, mentre Viso resiste. Al 39° giro si ferma al pit Bourdais, mentre al giro seguente esce la caution per un toccata contro il muro di Stefan Wilson. I primi ne approfittano per entrare al pit, e Castroneves perde secondi preziosi per un problema nel cambio della gomma anteriore destra. Sosta pure per Hunter-Reay, Kimball e Andretti. Bourdais è così in testa davanti a Power, Dixon, Saavedra, Viso, Rahal, Servia, Hinchcliffe, Pagenaud e Vautier. Al 44° giro un problema meccanico blocca Hunter-Reay. Viso approfitta dell’ulteriore allungamento della caution per effettuare il pit, e Castroneves rientra così nella top 10. Restart al 48° giro: Dixon parte bene e salta Power, ma viene toccato da dietro da Rahal e finisce in testacoda. Si forma così un maxi tamponamento che coinvolge tra gli altri pure Castroneves. Nuova caution, mentre Castroneves deve sostituire nuovamente l’ala anteriore. Pagenaud, Wilson, Newgarden, Hinchcliffe rientrano al pit. Bourdais è quindi primo davanti a Rahal, Power, Servia, Dixon, Kimball, Viso, Saavedra, Andretti e Vautier.  Al 53° giro arriva il nuovo restart e nuovo contatto per Dixon, questa volta travolto da Power, mentre Rahal prende la leadership della corsa. Sia Dixon che Power finiscono ko. Nuova ripartenza al 57° giro, e nuova caution:  Bourdais viene stretto da Rahal e Servia lo tocca, creando un nuovo maxi tamponamento. Rahal, De Silvestro e Saavedra rientrano al pit, ed in testa si porta Andretti, davanti a Kanaan, Paganaud, Wilson, Bourdais, con Castroneves sesto. Si riparte al 61° giro, e questa volta va tutto liscio, con Saavedra doppiato che si mette in mezzo tra Andretti e Kanaan. Castroneves sconta una penalità per una precedente infrazione in pit lane e scivola in fondo al gruppo, in undicesima posizione. Al 62° giro Pagenaud supera Kanaan e si porta al secondo posto. Il giro seguente, nuova caution per un contatto che coinvolge Wilson, Hinchcliffe e Rahal. Nuova ripartenza al 66° giro, con Andretti che deve difendersi dagli attacchi di Pagenaud. Il sorpasso del francese avviene al 68° giro, seguito da Bourdais. I due francesi iniziano una lotta accesa e arrivano al contatto, con Bourdais che perde anche la seconda posizione da Newgarden. Pagenaud riesce ad amministrare negli ultimi giri e vince davanti a Newgarden, Bourdais, Wilson, De Silvestro, Kimball, Hinchcliffe, Saavedra, Castroneves e Andretti.

Nella gara della Firestone Indy Lights dominio per il Sam Schmidt Motorsport, che ottiene la tripletta. Jack Hawksworth ha condotto in testa dall’inizio alla fine, ottenendo così la sua terza vittoria stagionale. Podio per Sage Karam davanti a Gabby Chaves. Grazie al ritiro per incidente di Carlos Munoz, Karam torna così in testa alla classifica.

Marco Strazzulla

IndyCar – Toronto, Gara 2: Doppietta di Dixon, ancora bene Bourdais

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E’ ancora Scott Dixon il protagonista del weekend di Toronto. Il neozelandese domina anche gara 2 del weekend canadese e ottiene la terza vittoria consecutiva. Il pilota del team di Chip Ganassi rilancia così le sue ambizioni al titolo, anche se il secondo posto permette ad Helio Castroneves di mantenere un buon vantaggio in classifica (+29). Terzo posto per Sebastien Bourdais, al secondo podio in due giorni.

Dopo essere stata costretta ad abortirla sabato, la IndyCar decide di adottare la partenza da fermo domenica. La gara di James Hinchcliffe termina praticamente prima di iniziare, a causa di un problema all’acceleratore che lo costringe a restare un paio di giri ai box. Il via avviene regolarmente, con Dixon che mantiene la leadership su Castroneves e Will Power. Dario Franchitti  è costretto a rientrare al pit per sostituire il musetto danneggiato da un contatto con Power, ma riesce a tornare in pista senza perdere un giro. Il vantaggio di Dixon su Castroneves sale a 3 secondi in una decina di giri, mentre dietro si accende una bella battaglia per il terzo posto tra Power e Ryan Hunter-Reay. Tutte i primi hanno montato le gomme ‘red’, che presto iniziano a scendere come performance di 2/3 secondi al giro. Al 23° giro Dixon effettua il suo primo pit stop, seguito a due giri di distanza da Castroneves e dopo altri due giri da Power. Quando la situazione si stabilizza, Dixon è in testa con 7.7 secondi di vantaggi su Castroneves. Franchitti, su una diversa strategia, è terzo davanti al gruppetto formato da Power, Hunter-Reay e Bourdais. Al 35° giro termina la gara di Tony Kanaan, che tocca il muro all’ultima curva e rompe la sospensione posteriore destra. La gara continua tranquilla fino alla seconda sosta, che stavolta vede Dixon capace di andare più lungo di Castroneves di un giro. Al 65° giro James Jakes finisce a muro provocando la prima caution della giornata. La caution si rivela  fondamentale per Franchitti, che stava rientrando ai box per fare la sua ultima sosta proprio quando è uscita la bandiera gialla. Lo scozzese riesce così a restare nella top 10. Al momento del restart Dixon resta in testa davanti ad un paio di doppiati. Castroneves è secondo davanti a Bourdais, Hunter-Reay, Power e Franchitti. Passano una decina di giri e nuova caution provocata da un incidente di Ed Carpenter. Il restart avviene al penultimo giro. Dixon si difende su Castroneves, mentre dientro Power perde il controllo della vettura è finisce contro Hunter-Reay spedendolo a muro, coinvolgendo pure Takuma Sato, che a sua volta aveva tamponato Justin Wilson. Power, Hunter-Reay e Sato finiscono ko, e la gara termina in regime di caution. Dixon vince su Castroneves, Bourdais e Franchitti, mentre EJ Viso completa la top 5. Charlie Kimball è sesto davanti a Mike Conway, che in due giorni ha recuperato 29 posizioni rispetto alla griglia di partenza. Wilson è ottavo davanti a Marco Andretti e Alex Tagliani.

Marco Strazzulla

IndyCar – Toronto, Gara 1: Successo di Dixon, Bourdais torna sul podio

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Scott Dixon ottiene la vittoria nella prima gara del weekend a Toronto e diviene il primo pilota a vincere due gare consecutive nel 2013. Il pilota neozelandese, che un paio di ore prima aveva ottenuto la pole position per gara 2, ha preceduto un sorprendente Sebastien Bourdais e Dario Franchitti.

L’attesa per il via era molto alta, visto che era la prima volta con una partenza da fermo, ma il primo via viene annullato poiché Josef Newgarden fa spegnere il motore e così si torna alla partenza lanciata. Il secondo via è buono e tutti escono indenni dalla prima curva. Franchitti prende la leadership e sfrutta la gomme ‘red’ per accumulare un piccolo vantaggio su Bourdais, Will Power e Dixon. Le gomme dello scozzese vanno però in crisi e viene superato al 20° giro da Bourdais, Power e Dixon prima di rientrare al pit. La prima tornata di soste ai box costa diversi secondi a Ryan Hunter-Reay, che fa spegnere il motore, e a Tony Kanaan, per un problema al bocchettone del carburante. Dopo i loro pit stop, Bourdais è sempre in testa ma il vantaggio di 2.7 secondi che aveva prima della sosta su Power si è completamente dissolto, ed infatti al 32° giro il pilota australiano effettua il sorpasso. Power accumula subito 2.4 secondi di vantaggio, ma un contatto tra Tristan Vautier e Graham Rahal provoca la prima caution. Al momento del restart Dixon passa Bourdais e si porta al secondo posto. Power e Dixon rimangono a stretto contatto fino alla seconda fase di pit stop, che vede ancora una volta Hunter-Reay far spegnere il motore. Dixon effettua il suo pit stop un giro dopo Power e riesce ad uscirgli davanti, così come Bourdais. Al 65° giro arriva una nuova caution per un contatto tra Justin Wilson, Charlie Kimball e Ryan Briscoe. L’australiano si infortuna ad un dito e sarà costretto a saltare gara 2 domenica. Al 69° giro avviene il restart. Bourdais passa Dixon per la leadership e Franchitti passa Power per il terzo posto. Foratura per James Hinchcliffe, mentre un contatto con il compagno di squadra EJ Viso costringe Hunter-Reay ad una sosta aggiuntiva per sostituire il musetto. Dixon comincia a pressare Bourdais che va in crisi di gomme, fino a quando a 7 giri dalla fine il neozelandese riesce a passare. Quatto giri dopo un testacoda di Alex Tagliani provoca una nuova caution. Il restart avviene all’ultimo giro, e Dixon riesce a controllare la situazione ed andare a vincere davanti a Bourdais. Dietro arrivano quasi al contatto Franchitti e Power. L’australiano finisce per toccare il muro e scivola al 15° posto, mentre Franchitti viene inizialmente penalizzato e poi reintegrato sul podio. Quarto posto per Marco Andretti , e quinto per Kanaan. Sesto posto per Helio Castroneves, che approfitta dei problemi di Hunter-Reay per rafforzare la sua leadership in campionato. Adesso il pilota brasiliano ha 39 punti di vantaggio sul campione 2012, mentre Dixon è a -42.

Nella mattinata si erano svolte le qualifiche per gara 2. Doppietta per il team di Chip Ganassi, che ha piazzato Dixon in pole e Franchitti alle sue spalle. Seconda fila per i due contendenti al campionato, Castroneves ed Hunter-Reay. La IndyCar ha deciso di utilizzare la partenza da fermo in gara 2 dopo che è stata abortita per il problema di Newgarden in gara 1. Nella gara della Firestone Indy Lights vittoria per Jack Hawksworth (Schmidt Motorsports), rimasto in testa dal primo all’ultimo giro. Bella battaglia per il secondo posto vinta da Peter Dempsey (Belardi Auto Racing) su Gabby Chaves (Schmidt Motorsports). Col quarto posto Carlos Munoz ha invece rafforzato la sua leadership in campionato.

Marco Strazzulla

IndyCar – Toronto, Qualifiche: Franchitti in pole, Bourdais sorprende

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Sarà Dario Franchitti a partire dalla pole position nella prima delle due gare in programma nel weekend di Toronto. Il pilota scozzese, alla quinta pole sul circuito canadese, ha ottenuto il tempo di 59.5756, battendo per meno di un decimo il sorprendente Sebastien Bourdais, alla miglior qualifica da quando è tornato nella IZOD IndyCar Series. Seconda fila per Will Power e Tony Kanaan, mentre arriva un’altra buona qualifica per James Jakes, quinto davanti a Scott Dixon. Il pilota inglese subirà però una penalizzazione di dieci posizioni per cambio di motore non autorizzato. Quarta fila invece per i due contendenti al campionato, Ryan Hunter-Reay ed Helio Castroneves, mentre a completare la top 10 sono stati Justin Wilson e Ryan Briscoe. Da segnalare l’incidente che ha coinvolto Takuma Sato durante la seconda fase delle qualifiche. Il pilota giapponese è finito contro il muro alla prima curva, e partirà così 12°, al fianco di Marco Andretti. Gara 1 vedrà per la prima volta i piloti partire da fermo, mentre gara 2 avrà una normale partenza lanciata. Le prove libere sono quindi servite anche come pratica per le partenze. Hunter-Reay aveva ottenuto il miglior tempo della sessione davanti a Josef Newgarden e Briscoe, mentre sia Power che Franchitti erano stati protagonisti di piccoli incidenti.

Marco Strazzulla

IndyCar – Detroit, Gara 2: Prima vittoria per Pagenaud

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Simon Pagenaud ha ottenuto la prima vittoria in carriera vincendo gara 2 a Detroit. Il pilota francese si è imposto alla fine di una gara movimentata, che ha visto salire sul podio pure James Jakes e Mike Conway.

La gara inizia come era iniziata quella del giorno precedente. Il via è regolare, ma dopo un paio di curve AJ Allmendinger perde il controllo della sua vettura e finisce a muro. Al restart Conway mantiene la leadership su Will Power, Pagenaud, Ryan Hunter-Reay e Jakes. Al decimo giro Simona de Silvestro  finisce a muro, provocando la seconda caution della giornata. La prima fase è una sequenza di caution: al giro 14 è provocata da un tamponamento di Ed Carpenter su Alex Tagliani, al giro 20 per ripulire la pista e al giro 24 per un contatto tra Takuma Sato e Tristan Vautier. Nel mentre anche Ryan Hunter-Reay è finito contro il muro, danneggiando la sua vettura e perdendo molti giri. Ma è al giro 28 che arriva l’incidente più grosso: al restart, alla prima curva, Sebastien Bourdais tampona Power creando un incidente a catena che coinvolge una dozzina di vetture. L’unico a ritirarsi è Justin Wilson, ma numerosi piloti perdono comunque diversi giri per le riparazioni, tra cui EJ Viso, James Hinchcliffe, Power e Ryan Briscoe, e solo 12 piloti restano a pieni giri. Al momento del restart è Tony Kanaan a trovarsi in testa davanti a Vautier per il gioco delel strategie. Da dietro risale bene Conway, che guadagna la leadership al 40° giro. Al 47° giro il pilota inglese rientra ai box per la sua seconda sosta, mentre Pagenaud cerca di ritardare la sua ultima sosta il più possibile. Il pilota francese realizza una serie di giri veloci e, quando rientra al pit al 54° giro, ha accumulato un vantaggio sufficiente per uscire davanti a Conway. Per un paio di giri si porta in testa Jakes, che effettua la sua sosta al 57° giro e riesce a sua volta ad uscire davanti a Conway. Nei giri finali i due piloti inglesi si danno battaglia per il secondo posto, ma le posizioni non cambiano. La top 5 è completata da due piloti di Ganassi, Scott Dixon e Dario Franchitti. Col sesto posto Marco Andretti affianca Helio Castroneves, ottavo, in testa alla classifica del campionato, mentre Charlie Kimball, settimo, Graham Rahal, nono, e Sebastian Saavedra, decimo, completano la top 10.

Marco Strazzulla

IndyCar – Indianapolis, Carb Day: Risalgono gli Honda

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Dopo la delusione delle qualifiche, la Honda rilancia le sue ambizioni nel Carb Day, ultima giornata di prove libere prima della 500 Miglia di Indianapolis, piazzando 6 vetture nei primi 10 posti. Simon Pagenaud ha ottenuto il migliore tempo alla media di 225.827 mph, battendo nei minuti finali i due piloti dell’Andretti Autosport E.J. Viso e Ryan Hunter-Reay. “La macchina è veramente buona in assetto da gara“, ha detto Pagenaud, che partirà dal 21° posto nella sua seconda 500 Miglia di Indianapolis. “Honda ha fatto un sacco di lavoro prima e dopo le qualifiche e la mentalità da corsa della Honda è di essere al meglio in gara e questo è esattamente quello che stanno facendo. Ci hanno fornito un motore che è chiaramente molto migliore, quindi è un buon segno per la gara. Sono molto contento per i miei ragazzi. Per loro è bello andare alla gara con una nota positiva. L’obiettivo era ovviamente quello di controllare che tutto era a posto.” Risale il Team Ganassi, che piazza Scott Dixon quarto e Dario Franchitti sesto; in mezzo si piazza Sebastien Bourdais. Sorprendono pure James Jakes e Kathrine Legge, settimo ed ottava. 17° posto per il poleman Ed Carpenter. “Avevamo intenzione di effettuare 20/25 giri oggi, ma la macchina andava così bene che abbiamo fatto un paio di pit stop e ci siamo fermati dopo 18 giri“, ha dichiarato Carpenter. “Sarebbe stato divertente andare fuori e girare più a lungo, ma non era necessario. La cosa più intelligente da fare era solo mettere via la macchina e prepararci per Domenica. ” Problemi invece per un paio di piloti: Ana Beatriz ha tamponato Carlos Munoz al momento di rientrare in pit lane, mentre sia Ryan Briscoe che Pippa Mann sono stati rallentati da problemi tecnici. Helio Castroneves ha invece vinto la tradizionale gara di pit stop, battendo in finale Franchitti.

Marco Strazzulla

IndyCar – Barber, Prove libere: Castroneves da record

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Miglior tempo per Helio Castroneves alla fine della prima giornata di prove libere sul Barber Motorsports Park, sede della seconda prova stagionale della IZOD IndyCar Series. Nella sessione del pomeriggio, dove quasi tutti i piloti hanno migliorato i loro tempi grazie alla pista più gommata, Castroneves ha fatto segnare il nuovo record della pista in 1:08.5540. Alle sue spalle, staccato di meno di un decimo, il canadese Alex Tagliani, che ha preceduto la coppia francese del team Schmidt Motorsports Tristan Vautier e Simon Pagenaud. Vautier era stato il più veloce nella sessione mattutina. Buona la prima uscita ufficiale di AJ Allmendinger con il Team Penske. Il pilota americano ha fatto segnare l’ottavo tempo, a tre decimi da Castroneves ed uno da Will Power, che ha chiuso la giornata al quinto posto. Sesto tempo per Scott Dixon, che era stato secondo nella sessione mattutina, mentre con il settimo tempo E.J. Viso è risultato il migliore dei piloti dell’Andretti Autosport. Hanno completato al top 10 James Jakes, nono, e Takuma Sato, decimo. Più indietro altri protagonisti: Ryan Hunter-Reay 12°, Dario Franchitti 14°, James Hinchcliffe ha 15°, Tony Kanaan e Simona de Silvestro rispettivamente 16° e 17°, e Sebastien Bourdais 20°. Non è stato registrato alcun incidente durante le due sessioni.

Marco Strazzulla

IndyCar – Test Sonoma: Vautier continua ad impressionare

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Tristan Vautier continua ad impressionare nei test prestagionali della IZOD IndyCar Series. Il rookie francese dello Schmidt Peterson Motorsports è stato il più veloce nei test svoltisi sul circuito californiano di Sonoma. Vautier ha fatto segnare il tempo di 1:18.56, formando una soprendente tripletta francese con Sebastien Bourdais, secondo a sette centesimi, e il compagno di squadra Simon Pagenaud, terzo. “I tempi sul giro sono stati buoni, ma devo fare ancora molto per adattarmi“, ha sottolineato Vautier. “Soprattutto nelle curve ad alta velocità. Io davvero non credo che i tempi significhino molto in questo momento. Non si sa bene chi sta facendo cosa in questa fase di test. Devo ancora imparare a gestire le gomme ‘red’, così in un giorno di prova non è che abbia pensato ai tempi sul giro. Abbiamo ancora molto tempo davanti a noi.” “Abbiamo provato un sacco di cose oggi“, ha detto invece Bourdais. “Abbiamo lavorato sull’areodinamica, provando diverse configurazioni. Abbiamo lavorato sul grip meccanico. La squadra sta facendo un ottimo lavoro, ed è stato bello avere più tempo a disposizione per lavorare sulla macchina e con il mio ingegnere (Neil Fife) per essere pronto per la prossima stagione. Non è possibile leggere molto nei tempi sul giro, perché c’è molto più grip qui durante il weekend di gara, ma abbiamo ottenuto alcune buone indicazioni e sono contento.” A sorpresa è sceso in pista pure il campione in carica Ryan Hunter-Reay, che ha lavorato sulla vettura di Ed Carpenter. “E’ sempre bello essere a Sonoma, con i ragazzi della Chevy avevamo qualcosa che abbiamo iniziato a sviluppare a Sebring e abbiamo continuato lo sviluppo  qui a Sonoma“, ha detto Hunter-Reay. “Allo stesso tempo, ci dà una prospettiva diversa su come possiamo lavorare per la stagione, e lo stesso vale per l’Ed Carpenter Racing. Questa è stata un’opportunità interessante, e diversa dal solito. Ed e io siamo buoni amici. Siamo stati compagni di squadra nel 2009 al Vision Racing e sono rimasti amici anche fuori dalla pista. Penso che sia noi che loro potremo trarre benefici da questa opportunità.” I prossimi test IndyCar saranno adesso in programma il 12-13 Marzo, in occasione dei test collettivi sul Barber Motorsports Park. Il giorno prima scenderanno in pista i piloti della Firestone Indy Lights.

Questi i tempi alla fine dei test:

1. Tristan Vautier 1:18.56

2. Sebastien Bourdais 1:18.63

3. Simon Pagenaud 1:18.90

4. Tony Kanaan 1:19.00

5. Oriol Servia 1:19.10

6. Ryan Hunter-Reay 1:19.50

7. Sebastian Saavedra 1:19.60

8. Ed Carpenter 1:19.70

9. JR Hildebrand 1:19.90

10. Simona de Silvestro 1:19.93

Marco Strazzulla