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Cosa c’è in TV – Dove si corre il 26 e 27 febbraio

 

Parte da Phillip Island il mondiale Superbike 2011, con la prima tappa in terra australiana sul circuito a ridosso dell’oceano. A preludio di un altra intensa stagione per le derivate di serie, ESPN Classic (Sky ch. 216) proporrà un intervista realizzata a Max Biaggi da DJ Ringo, con la partecipazione di Michel Fabrizio. Le gare saranno proposte da Eurosport (Sky ch. 211) e su La7. Domenica sera sarà inoltre possibile seguire la diretta del secondo appuntamento del campionato Nascar tramite lo streaming sul web da Phoenix.

Venerdì 25 febbraio

ESPN Classic – ore 21.00 – Dj Ringo intervista Max Biaggi

Sabato 26 febbraio

La7 – ore 11.20 – replica superpole da Phillip Island

Domenica 27 febbraio

Eurosport – ore 2.00 – SBK, diretta gara 1 da Phillip Island

Eurosport – ore 3.15 – Supersport, diretta gara da Phillip Island

La7 – ore 4.55 – SBK, sintesi gara 1 da Phillip Island

Eurosport/La7 – ore 5.30 – SBK, diretta gara 2 da Phillip Island

sul web – ore 20.30 – Nascar Sprint cup, diretta gara da Phoenix

Marco Borgo e Beatrice Moretto

SBK

SBK – Regis Laconi prepara il ritorno alle gare

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A meno di un mese dal rovinoso incidente di Kyalami, Regis Laconi,  ha recuperato quasi il 100% della forma fisica.  La recente visita medica ha escluso il ricovero in ospedale e la lunga riabilitazione verrà fatta dalla sua casa di Aix-en-Provence. Il pilota della DFX si sottopone a lunghe sessioni di cyclette e di nuoto con la speranza di poter cavalcare la sua Ducati entro la fine dell’anno.  Per quanto prodigioso il suo recupero i medici sono cauti nell’assicurare il ritorno in pista, infatti l’assorbimento del vasto ematoma cerebrale non è ancora concluso.

SBK – Regis Laconi finalmente fuori pericolo

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Arrivano buone notizie dal SunningHill Hospital di Johannesburg. Regis Laconi è stato svegliato dal coma farmacologico e risponde positivamente agli impulsi, sia con gli arti inferiori che con quelli superiori. Scongiurato, quindi, il rischio di paralisi e anche il trauma cranico si sta rivelando meno serio di quanto refertato. Domani verrà operato alle vertebre cervicali, dove verranno inserite delle placche metalliche. La degenza prevista in Sudafrica è di circa 2/3 settimane poi verrà trasferito in Francia in una clinica specializzata.

Chiunque volesse mandare un messaggio di sostegno al pilota transalpino può scrivere all’indirizzo del suo team : dfxcorse@dfxcorse.com

Sbk- Michel Fabrizio si conferma il più veloce

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Anche il secondo giorno di test a Kyalami, in Sud Africa, si chiude nel segno di Michel Fabrizio. L’italiano della Ducati chiude con un tempo pazzesco di 1:40.256, davanti a Neukirchner e all’altro ducatista Haga.

Nella mattinata Fabrizio aveva chiuso la sessione con il tempo 1:40.700, si è migliorato, quindi, di mezzo secondo in quella pomeridiana. Molto bene Neukirchner che chiude al secondo posto, togliendo di fatto la possibilità di fare la doppietta in casa Ducati, sorpassando il tempo di Haga nel finale.

Le Honda di Checa e Rea si piazzano al quarto e quinto posto, con un netto miglioramento rispetto a ieri, per lo spagnolo soprattutto, come se nella prima giornata si fosse nascosto e solo oggi è riuscito a tirare fuori il suo reale potenziale.

A parte Fabrizio che ha ottenuto la miglior prestazione con margine, dal secondo Neukirchner al nono Spies, il distacco è solamente di quattro decimi, lo stesso che il romano ha inflitto al tedesco. A dimostrazione che i tempi dei primi della classe sono molto simili e che nel 2009 potremmo seguire un campionato incerto e spettacolare.

Sykes, nonostante sia ancora influenzato, ha effettuato pochi giri chiudendo all’ultimo posto dei piloti Sbk, ma davanti ai piloti Supersport, Sofuoglu e Pitt. L’inglese della Yamaha ha deciso di rimanere nei test, domani si chiude con la terza ed ultima giornata.

Vincenzo Carlesimo

1.  Fabrizio 1:40.256
2.  Neukirchner 1:40.688
3.  Haga 1:40.709
4.  Checa 1:40.725
5.  Rea 1:40.842
6.  Kagayama 1:40.959
7.  Nakano 1:40.968
8.  Biaggi 1:41.041
9.  Spies 1:41.049
10. Kiyonari 1:41.412
11. Corser 1:41.986
12. Xaus 1:42.438
13. Sykes 1:42.933
14. Sofuoglu 1:43.755
15. Pitt 1:44.101

Sbk- Fabrizio inizia dominando anche il secondo giorno di test

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Nella sessione mattutina della seconda giornata di test, Fabrizio si conferma il più veloce a Kyalami. L’italiano si è imposto ottenendo il tempo di 1:40.700, dimostrando un feeling con la moto e con il circuito ottimo.

Molto bene le Suzuki, che ottengono il secondo ed il terzo posto, rispettivamente con Kagayama e Neukirchner, dimostrandosi gli avversari più in forma al momento insieme a Spies, che si conferma molto veloce anche oggi finendo al quarto posto.

Noriyuki Haga sembra in difficoltà con la Ducati e chiude in decima posizione, con un ritardo di quasi 2 secondi dal leader; Biaggi rispetto a ieri si migliora sia di qualche decimo sul giro, sia di una posizione. Nella prima giornata il romano dell’Aprilia aveva chiuso al settimo posto ed è attualmente sesto.

Shinya Nakano e l’influenzato Sykes non hanno effettuato giri nella mattinata; se l’inglese non riuscisse a guarire da questo virus, potrebbe tornarsene a casa perdendo sia la sessione pomeridiana di test, sia il terzo ed ultimo giorno di test domani.

Per domani sono previste piogge, questa possibilità indurrà diversi team ad accelerare le prove di questo pomeriggio, testando nuove soluzioni e continuando il lavoro per trovare l’assetto ideale.

Vincenzo Carlesimo

Fabrizio 1:40.700
Kagayama 1:41.023
Neukirchner 1:41.111
Spies 1:41.620
Checa 1:41.776
Biaggi 1:42.005
Corser 1:42.289
Rea 1:42.304
Kiyonari 1:42.407
Haga 1:42.661
Xaus 1:43.153
Pitt 1:44.101
Sofuoglu 1:44.809

Sbk- Michel Fabrizio il più veloce a Kyalami

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Nella prima giornata di test Pirelli, in preparazione del mondiale 2009 Sbk, Michel Fabrizio è stato il più veloce.

L’italiano della Ducati 1098F09 ha ottenuto il miglior tempo con 1:41.204, battendo di 1 decimo il record ufficioso di Colin Edwards, fatto segnare nel 2002 con l’ Honda nell’ultima edizione del Gp d’Africa. “Sono felice perché è la prima volta che giro in questo circuito” dichiara Fabrizio, “Posso fare di meglio, ci proverò nelle due giornate di test che restano”

Sorprendente il secondo posto di Spies, che si piazza secondo a poco meno di 4 decimi da Fabrizio. “La R1 va molto forte ed è stato facile girare con questo ritmo, mi piace l’erogazione del motore molto dolce”, dichiara il texano al suo debutto in Sbk.

Noriyuki Haga è stato autore di 3 cadute, due per errori di guida ed una per un contatto con Jonathan Rea, si è piazzato, comunque, al quarto posto. Per il giapponese è il debutto con la Ducati, dopo anni in Yamaha.

Una disavventura ha condizionato il test di Max Biaggi, infatti, è salito sulla sua Aprilia solo alle 13, perdendo quattro ore di prove, per dei problemi avuti con il trasporto aereo; nonostante ciò, il romano è riuscito ad ottenere il settimo tempo, a poco più di un secondo di distacco dal leader. “La RSV4 mi piace molto” afferma il romano, “oggi è stato solo un riscaldamento, vediamo dove possiamo arrivare nella sessioni che restano.”

Vincenzo Carlesimo

Fabrizio 1:41.204
Spies 1:41.599
Neukirchner 1:41.713
Haga 1:41.730
Kagayama 1:41.755
Nakano 1:41.846
Biaggi 1:42.446
Kiyonari 1:42.744
Corser 1:42.975
Xaus 1:43.274
Checa 1:43.418
Rea 1:44.496
Sykes 1:46.780

Piedone d’Albione

giovanardi-plato

Non deve essere stato un fine settimana di tutto riposo quello di Brands Hatch per Fabrizio Giovanardi, pilota sassuolese classe 1966 da due anni trapiantato nel Regno Unito, capace di conquistare nel settembre 2008, proprio sulla famosa pista inglese, il suo secondo titolo consecutivo nel BTCC. Per chi non lo sapesse l’acronimo sta per British Touring Car Championship, anche se in Italia viene il più delle volte semplicemente indicato come Campionato Britannico Turismo. Va detto che prima di diventare un habitué delle vetture a ruote coperte con le quali gareggia regolarmente da ormai tre lustri, Piedone, così lo chiamano i suoi numerosi fans, è stato anche un valido formulista. Conclusa una positiva esperienza nel karting intorno alla metà degli anni Ottanta, nel 1987 debutta infatti nella Formula Tre italiana. All’esordio assoluto in monoposto Fabrizio deve necessariamente ambientarsi ma i risultati si vedono già nel 1988 quando termina terzo in classifica generale a soli due punti dal futuro pilota di Formula Uno Emanuele Naspetti. I progressi compiuti nell’arco di una sola stagione lo inducono, nel 1989, a tentare la carta della Formula Tremila Internazionale. Giovanardi vince a sorpresa al primo tentativo nella serie cadetta sul circuito amico di Vallelunga, poi però problemi con la squadra non gli permettono di ripetersi sugli stessi livelli. Nel 1990 e 1991 corre ancora in Formula Tremila ma si accorge ben presto che anche il piazzamento sul podio diventa una inutile chimera. Già nel 1991, forse ansioso di forgiarsi dell’appellativo di Piedone che ora nessuno osa più contestargli, Fabrizio assaggia il Campionato Italiano Turismo ottenendo fin da subito buoni riscontri. A partire dalla stagione successiva, risultati alla mano, decide di dare una svolta alla sua carriera concentrandosi unicamente sul CIT abbandonando così le monoposto che avrebbero potuto ugualmente regalargli delle soddisfazioni, se solo avesse potuto contare sugli appoggi giusti. Meglio così, il pilota italiano dà rapidamente a vedere di essere nato per correre con vetture di serie, tant’è che la strada verso il professionismo comincia per lui a farsi sempre più percorribile.

Nel 1992 conquista il suo primo titolo nel CIT tra gli indipendenti al volante di una Peugeot, nel 1993 il colpaccio non si ripete ma Piedone, ancora nell’abitacolo di una vettura costruita dalla Casa del Leone, è comunque ottimo secondo in classifica generale. Nel 1995 inizia la love story tutta italiana tra Fabrizio Giovanardi e l’Alfa Romeo. Il driver emiliano corre infatti da semi-ufficiale su una Alfa 155 preparata dalla Nordauto. Nel 1997 è vice campione CIT su Alfa 155 grazie a un bottino complessivo di cinque vittorie e cinque pole position. Nello stesso anno si impone comunque con la stessa vettura nel Campionato Spagnolo Turismo. Giovanardi scopre così, una decina d’anni fa, la sua vocazione per il Turismo estero, da intendere non come una propensione a viaggiare per il mondo quanto piuttosto come una vera e propria inclinazione a gareggiare, con successo, anche nelle categorie per vetture a ruote coperte fuori dai confini nazionali. Ciononostante non dimentica l’Italia, dove nel biennio 1998-1999 fa il bello e il cattivo tempo dominando per due anni di fila le classifiche del CIT, complice la nuova Alfa Romeo 156 ancora una volta made in Nordauto. Dieci trionfi nel ’98, sette primi posti nel ’99. Niente male per uno che dopo un promettente avvio in monoposto, scontratosi poi con la realtà dei fatti di dover disporre di munifici sponsor che non possedeva, sembrava destinato ad un avvenire da pilota gentleman più che da professionista del volante. Il tempo e i numeri finiscono infatti per dargli finalmente ragione. Nel 2000, 2001 e 2002 Giovanardi, ormai stabilmente promosso al ruolo di pilota ufficiale Alfa Romeo, vive un periodo d’oro nell’ETCC (European Touring Car Championship), il Campionato Europeo riservato alle vetture Turismo. Tre titoli conquistati in tre anni, agli avversari più quotati le briciole, agli altri nemmeno quelle. Nel 2003, appena conquistato il terzo titolo consecutivo nell’ETCC, Fabrizio lascia l’Alfa Romeo per cercare nuovi stimoli agonistici al volante della Bmw 320. Le cose non vanno come dovrebbero, a tratti Giovanardi sembra aver perso lo smalto degli anni precedenti. Più semplicemente, si saprà poi, Piedone fatica oltremodo ad adattarsi alla guida della Bmw, probabilmente grazie anche ad una intesa non perfetta con la nuova squadra. Nel 2004 rientra in Alfa Romeo ma l’epoca non è più quella dei successi a ripetizione, la vettura è discreta ma non gli consente di andare oltre qualche sporadica vittoria non sufficiente a porlo seriamente in lizza per il titolo ETCC. Nel 2005 l’Alfa Romeo appronta per il neonato WTCC (World Touring Car Championship), che va a rimpiazzare il vecchio ETCC, un programma in tono minore, Giovanardi però sfrutta ogni occasione riuscendo a restare in lotta per l’alloro finale sino all’ultima gara. La sua è una grande prova di coraggio e determinazione, contro vetture decisamente più performanti della sua quali le Bmw di Andy Priaulx e Jorg Muller.

Nel 2006, senza reali possibilità di restare nel WTCC, Fabrizio si accorda con il team VX Racing per correre nel BTCC, il Campionato Britannico Turismo, al volante di una Vauxhall Astra Sport Hatch. Piedone sfiora la vittoria a Donington Park, uno dei circuiti storici inglesi, deve però attendere la tappa di Knockhill per festeggiare sul gradino più alto del podio quello che per la Vauxhall è il centesimo successo nel BTCC. L’italiano coglie un’altra vittoria in quel di Brands Hatch con un finale di stagione in crescendo che gli permette di issarsi al quinto posto in Campionato guadagnandosi anche i complimenti in diretta televisiva dell’ex campione e commentatore John Cleland. Quanto la sua prima stagione nel BTCC si sarà rivelata proficua lo si potrà agevolmente scoprire nel 2007, anno in cui Giovanardi si laurea campione della serie all’ultima gara dopo aver ingaggiato un duello rusticano con il rivale della Seat Jason Plato. Nel 2008, da campione in carica, Piedone difende il suo titolo accontentandosi, saggiamente, di numerosi piazzamenti in zona punti, senza però esimersi dal deliziare i suoi sostenitori fornendo prestazioni sempre all’altezza delle aspettative, sue e del team. La resa dei conti, e qui torniamo da dove ero partito, va in scena sul circuito di Brands Hatch. Il pilota nativo di Sassuolo, diciassette chilometri a sudovest di Modena, uno dei maggiori centri industriali dell’Emilia, conquista per la seconda volta consecutiva la corona di campione in modo decisamente rocambolesco, ovvero senza raccogliere punti nella prima delle tre manche che caratterizzano ogni week-end di gara del BTCC. Una stagione, la sua, comunque indimenticabile, costellata dalla solita lotta con l’idolo locale Jason Plato. Lui era il pilota più in vista ed è ritenuto un tipo molto duro in pista ed agonisticamente è odiato da molti. Adottai un metodo differente. C’era un precedente: a Silverstone, nella gara del Wtcc del 2005 fui spedito fuori pista dopo due curve da una sua toccata. L’anno dopo, a Spa, gli resi la pariglia credendo che bastasse. Invece a Brands Hatch, al mio debutto, nel 2006, in gara-1 successe che al primo giro, all’ultima curva, lui era dietro e… bum, mi diede una botta. Al passaggio seguente, bum ancora. Terza tornata e la musica non cambia. Alla quarta mi rompo le scatole, lo faccio passare, arriviamo in quel punto, lui frena e io metto giù il gas. Risultato: ha fatto un testacoda e s’è piantato nel muro. Poi ai box gli ho detto: se lo rifai, la prossima volta nel muro ti ci spedisco ancora più forte, intesi? Nei tre anni seguenti non c’è più stato il minimo problema (fonte “Autosprint”, n. 40, 30 settembre-6 ottobre 2008).

Recentemente Fabrizio ha anche partecipato a un paio di eventi della V8 Supercar Series, in buona sostanza il Campionato Australiano Turismo che si corre con vetture fisicamente e tecnicamente più impegnative rispetto a quelle del BTCC. Nel 2009 Piedone affronterà la sua quarta stagione nella categoria Turismo top d’Inghilterra restando fedele alla Vauxhall, senza quindi la possibilità di rivederlo, almeno per il momento, solcare nuovamente le piste del Mondiale Turismo che lo vide al via, da protagonista, soltanto nel 2005, prima del trasferimento Oltremanica. In questo momento sono felice qui, anche se sono aperto ad ogni opportunità. Mi piacciono le cose nuove e vincere un Mondiale è l’unico obiettivo che non ho mai raggiunto. Detto questo, ci tengo a sottolineare che quando ho vinto l’europeo c’erano sostanzialmente gli stessi piloti che ci sono oggi e sono riuscito a conquistare il titolo. Comunque sarebbe una sfida affascinante, ma che non affronterò sicuramente l’anno prossimo (estratto da un’intervista pubblicata nel sito www.stopandgo.tv). Per pensare al dopo BTCC c’è ancora tempo, considerando soprattutto che Gabriele Tarquini e Nicola Larini, tra i top drivers del Mondiale Turismo, anch’essi ex formulisti di successo, assommano novant’anni in due… l’anagrafe non sembra quindi rappresentare un limite per i piloti di vetture a ruote coperte e nessuno può quindi vietare a Giovanardi, contender grintoso e istintivo ma assolutamente razionale nel suo approccio alla pista, di meditare, se e quando lo riterrà opportuno, un ritorno nel WTCC che l’ha visto per troppe poche gare protagonista.

Ermanno Frassoni
www.frassoni.com/angolo.htm