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IndyCar – Baltimore, Gara: Power vince e si rilancia in campionato

Will Power ha vinto l’edizione inaugurale del Baltimore Grand Prix, quindicesima prova della stagione della IZOD IndyCar Series. Il caldo umido e le condizioni dell’asfalto hanno reso la gara particolarmente impegnativa, ma il pilota australiano è riuscito comunque a mantenere il controllo della gara dall’inizio alla fine. Con questa vittoria Power si porta ad appena cinque punti dal leader del campionato, Dario Franchitti, quarto a Baltimore. Oriol Servia, partito 16°, ha chiuso al secondo posto davanti a Tony Kanaan, partito dall’ultimo posizione in griglia dopo essere stato coinvolto in un incidente nel warm-up con Helio Castroneves. Il risultato del pilota brasiliano è arrivato grazie alla giusta combinazione di una buona strategia, un buon ritmo di gara e un po’ di opportunismo quando ha saputo approfittare del tamponamento a catena avvenuto al 37° giro. L’incidente, avvenuto al restart dopo una precedente caution causata da una uscita di pista di Tomas Scheckter, è stata innescato da una toccata tra Ryan Briscoe (poi penalizzato per il contatto) e Ryan Hunter-Reay. Ne è conseguita una serie di tamponamenti da cui sono usciti ko Giorgio Pantano e James Jakes e che ha determinato un rimpasto nelle posizioni. Quarto e quinto hanno chiuso i due piloti del Target Chip Ganassi Racing, con Franchitti davanti a Scott Dixon. I due hanno preceduto Danica Patrick, risalita dal venticinquesimo al sesto posto. Alex Tagliani, Ryan Hunter-Reay, Vitor Meira e Graham Rahal hanno completato la top ten.

Marco Strazzulla

IndyCar – Prima pole stagionale per Briscoe

Sarà Ryan Briscoe a partire dalla pole position nella Road Runner Turbo Indy 300, in programma sabato sul Kansas Speedway. Il pilota australiano ha conquistato la prima position stagionale. Per il Team Penske si tratta della quarta pole position consecutiva stagionale (su cinque gare). Briscoe ha preceduto i due piloti del team Ganassi, Scott Dixon e Dario Franchitti. La griglia di partenza è comunque ancora provvisoria in quanto Dan Wheldon (quarto) e Marco Andretti (undicesimo) potrebbero essere penalizzati e retrocessi in fondo al gruppo in quanto hanno oltrepassato la linea bianca che delimita la pista. Le qualifiche hanno visto comunque diverse sorprese. In terza fila si sono qualificati Hideki Mutoh (Newman Haas, che in questo fine settimana ha formalizzato la separazione da Mike Lanigan) e Alex Tagliani (FAZZT), mentre Vitor Meira (Foyt)è riuscito ad infilarsi in quarta fila, col settimo tempo, precedendo gli altri due piloti del Team Penske, il leader del campionato Will Power ed Helio Castroneves. Completa la top ten Danica Patrick, la migliore tra i piloti dell’Andretti Autosport, visto che Tony Kanaan ha fatto segnare soltanto il diciassettesimo tempo e Ryan Hunter-Reay addirittura il ventiquattresimo. Non ha preso parte alle qualifiche Mario Romancini (Conquest), che ha danneggiato la sua vettura durante le prove libere e partirà così dall’ultimo posto in griglia. Il più veloce tra i rookie è stato Takuma Sato, tredicesimo.

NASCAR – Nationwide&Truck: ko Patrick e Papis, bene Piquet

Dopo la pioggia del venerdì, il weekend di Daytona si è compresso in una unica giornata pre-500 Miglia in cui si sono disputate le corse della Nationwide Series e della Truck Series. Nella Nationwide Series tutta l’attenzione era rivolta verso Danica Patrick. La sua gara si è conclusa a causa dei gravi danni riportati dalla sua auto dopo essere stata coinvolta in un incidente insieme ad altri 11 piloti verso metà corsa. La Patrick aveva iniziato la gara dalla 15a posizione in griglia, dopo che le qualifiche erano state annullate e lo schieramento composto in base ai punti della classifica dello scorso anno (conquistati da Brad Keselowski). Al momento dell’incidente la Patrick stava cercando di non farsi doppiare dai primi (dopo essere ritornata nel giro del leader al giro 52, durante una caution, grazie alla regola del ”free pass” per il primo dei piloti doppiati). Dopo l’incidente, la Patrick ha riportato la sua auto ai box, ma i danni erano troppi e si è dovuta ritirare. “Questa è l’aspetto duro delle corse“, ha detto. “Si và così veloce che spesso non c’è lo spazio per reagire. Quello che mi dispiace di più è che ho perso ulteriori 40 giri di esperienza. La macchina era finalmente diventata come volevo, e mi sentivo fiduciosa sul prosieguo della corsa. Posso dire che sarò molto più fiduciosa e preparata il prossimo anno. Questo modo di correre è davvero difficile. Se se sei un po’ fuori forma tutti ti sono addosso. Sono contenta per la seconda parte della mia gara perché avevo maggior fiducia, ma alla fine non è mai divertente quando si va fuori e non è stata colpa tua.” La gara è stata vinta (per il terzo anno consecutivo) da Tony Stewart, che ha preceduto di tre decimi Carl Edwards.

Nella gara della Truck Series era invece impegnato il nostro Max Papis. Il pilota comasco ha corso gran parte della gara con il gruppo di testa, prima di finire ko a 17 giri dalla fine. La gara è stata vinta da Timothy Peters, grazie ad un sorpasso all’ultimo giro su Todd Bodine. La prima gara da proprietario di Kyle Busch è stata rovinata da un incidente già al primo giro, in cui ha perso una ventina di giri. “E’ frustrante“, ha detto Busch. “Questi ragazzi hanno lavorato tutto l’inverno e hanno fatto di tutto per preparare una grande vettura. La cosa che mi interessava di più era andare là fuori e correre più forte che potevo. È tutto quello che volevo. So che è frustrante per loro perché non hanno ottenuto esattamente quello che volevano e non hanno avuto la possibilità di giocarsi la vittoria.” Ottimo risultato invece per Nelson Piquet jr, sesto alla fine alla guida della Toyota Tundra del Red Horse Racing (per cui corre anche il vincitore della gara). “E ‘stata una sensazione incredibile“, ha detto un entusiasta Piquet dopo la corsa. “Sono così felice di essere stato in grado di finire la gara e stare fuori dai guai. E’ stato davvero difficile. E’ difficile da spiegare, tanta pressione e tanto divertimento tutti allo stesso tempo. All’ultimo giro ho spinto a fondo, ero side-by-side  con altri e sono riuscito a guadagnare tre o quattro posizioni. Davvero incredibile. È andata molto meglio che la scorsa settimana nella gara ARCA. Ho imparato molte cose la settimana scorsa che mi hanno aiutato molto per questa gara. Sono molto contento, la squadra ha fatto un lavoro eccellente. Devo ringraziare loro e la Toyota e per avermi aiutato così tanto.” Il brasiliano è stato l’involontario protagonista dell’incidente che ha messo ko Papis, con cui si è andato subito a scusare. “Penso che dipeso dalla mia inesperienza“, ha detto Piquet. “Tutti stavano a spingersi, e anche io era stato spinto uno o due volte. Quando ho spinto io Max, non so se ho spinto sul lato sbagliato o cos’altro sia successo, lui è finito a muro. Mi sono sentito sentivo veramente male. Non sapevo se era il momento giusto per scusarmi alla radio, ma ho sentito la necessità di chiedergli subito scusa. Non so se è sbagliato, perché mi sto ancora abituando a come vanno le cose qui. Non so se è stata colpa mia o colpa sua, ma io ho sentito comunque il dovere di scusarmi con lui.

Indycar – Briscoe trionfa al Chicagoland Speedway

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Ryan Briscoe ha vinto sabato notte la PEAK Antifreeze & Motor Oil Indy 300 disputata sul Chicagoland Speedway. Briscoe ha preceduto Scott Dixon di 7.7 millesimi di secondo, il quarto arrivo più ravvicinato della storia della Indycar Series. Con questa vittoria l’australiano allunga in classifica, quando mancano due gare alla fine del campionato, portando il suo vantaggio su Dario Franchitti (quarto sabato) a 25 punti e sullo stesso Dixon a 33. Dobbiamo rimanere concentrati“, ha detto Briscoe. “Franchitti e Dixon saranno sicuramente molto competitivi a Motegi e Homestead, quindi dobbiamo rimanere concentrati. Abbiamo avuto una buona auto su tutti gli ovali di questo tipo quest’anno. Dobbiamo solo restare uniti. Abbiamo commesso un paio di errori stasera, ma siamo stati in grado di tornare dove eravamoo. Dobbiamo semplicemente cercare di evitare tali situazioni. E’ stata davvero una grande corsa, molto ravvicinata. Questa è una grande vittoria. E’ stata una buona serata. Sicuramente non è andata liscia come avrei voluto, ma abbiamo avuto una macchina molto buona. E’ stata veloce e consistente. Non pensavo che ne avessi abbastanza per battere Scott, ma non appena sono stato in grado di affiancarlo, ho avuto la possibilità di sopravanzarlo.” Per Dixon è stato il quarto secondo posto consecutivo, il quinto in sette gare disputate al Chicagoland Speedway. “Ho visto questo film diverse volte“, ha detto Dixon. “Purtroppo a Chicago riusciamo ad ottenere solo il secondo posto. Penso che abbiamo fatto un’ottima gara. I ragazzi del team hanno fatto un lavoro fantastico. I pit stop sono stati impeccabili. Semplicemente non eravamo abbastanza veloci.” Per dare un’idea di quanto la gara sia stata combattuta, alla fine i primi dodici sono arrivati separati da meno di 6 decimi. Terzo posto finale e miglior risultato in carriera invece per Mario Moraes. “E’ incredibile“, ha detto Moraes. “Il team ha fatto un grande lavoro ai box. I nostri meccanici hanno fatto un grande lavoro e abbiamo avuto dei pit stop veramente perfetti. Il team ha lavorato duramente per questa stagione e sono davvero contento di questo terzo posto.”

Al via Briscoe è riuscito a mantenere la leadership della corsa davanti al compagno di squadra Castroneves e ai due piloti di Ganassi, che presto si sbarazzano di Tony Kanaan, partito quarto ma che presto scivola in fondo al gruppo. La prima fase della corsa procede liscia e senza interruzioni, coi piloti dell’Andretti-Green Racing in difficoltà e con il duo del team Newman-Haas formato da Rahal e Oriol Servia che si porta alle spalle dei primi quattro insieme ad Ed Carpenter. Dixon riesce a guadagnare la leadership dopo il primo pit stop, quando i quattro di tsta si sganciano dal resto del gruppo. La leadership del neozelandese dura fino al giro 75, quando sopraggiungendo su un gruppetto di doppiati è costretto a lasciare il comando a Castroneves, più pronto a sopravanzare le vetture più lente. La prima bandiera gialla arriva al giro 92, quando Hideki Mutoh finisce a muro alla curva 3. Quando tutti i principali protagonisti rientrano ai box, Briscoe arriva troppo lungo alla sua piazzola, perdendo secondi preziosi e scivolando in dodicesima posizione. Dopo 10 giri dal restart una nuova bandiera gialla esce per la toccata di Marco Andretti contro il muretto all’uscita della curva 2, che comunque non provoca danni irreparabili visto che il pilota americano può continuare la sua corsa.

La maggior parte dei piloti sceglie di tornare ai box ancora una volta tranne Tomas Scheckter e Kanaan che scelgono di rimanere fuori portandosi così in testa. Castroneves invece perde terreno ai box e scende così in mezzo al gruppo, rimanendo invischiato con Briscoe nella lotta di metà classifica, mentre il duo Ganassi Franchitti e Dixon allunga seguito da Moraes. Briscoe riesce però a venire fuori e riagganciarsi al terzetto di testa in corrispondenza dell’ultimo pit stop, che vede invece Franchitti perdere secondi preziosi (visto che il pit stop viene effettuato in regime di corsa libera) quando la pistola del cambio gomme gli resta impigliata sotto la vettura. Risalito al terzo posto, Castroneves sembra poter lottare per la vittoria quando un problema al posteriore della sua vettura lo spedisce a muro a 16 giri dalla fine, provocando l’uscita delle bandiere gialle e raggruppando tutto il gruppo per un finale spettacolare. Briscoe attacca Dixon per tutti i restanti nove giri di gara, riuscendosi a mettere sulla parte esterna della pista. Mentre i due leader sono ruota a ruota, dietro altri piloti cercano di inserirsi nella lotta. Graham Rahal sembra potercela fare e si installa al terzo posto a due giri dalla fine. Briscoe riesce a mettere il naso della sua vettura davanti a quella di Dixon al giro 199, battendolo poi in volta per pochi centimetri. Moraes termina terzo, Franchitti quarto e Rahal quinto. L’ultimo restart ha quindi ricompattato il gruppo, producendo un volatone finale con uan dozzina di piloti che si sono sorpassati in continuazione. Moraes, terzo al traguardo, si trovava appena sesto al giro 198, mentre il rookie del Luczo Dragon Racing Raphael Matos, quarto sempre al giro 198, è sceso al nono posto. Alal fine la vettura al dodicesimo posto (quella di Danica Patrick) è giunta al traguardo separata da 0,5840 di secondo dal vincitore.

Classifica finale:

Pos  Driver             Team                      Time/Gap

 1.  Ryan Briscoe       Penske               1h42m34.3051s

 2.  Scott Dixon        Ganassi                  + 0.0077s

 3.  Mario Moraes       KV                       + 0.0699s

 4.  Dario Franchitti   Ganassi                  + 0.0997s

 5.  Graham Rahal       Newman/Haas/Lanigan      + 0.1295s

 6.  Ed Carpenter       Vision                   + 0.1668s

 7.  Oriol Servia       Newman/Haas/Lanigan      + 0.2612s

 8.  Tomas Scheckter    Dreyer & Reinbold        + 0.2683s

 9.  Raphael Matos      Luczo Dragon             + 0.3356s

10.  Justin Wilson      Coyne                    + 0.4344s

11.  Marco Andretti     Andretti Green           + 0.5224s

12.  Danica Patrick     Andretti Green           + 0.5840s

13.  Tony Kanaan        Andretti Green           + 0.8269s

14.  Sarah Fisher       Fisher                   +   1 lap

15.  Ryan Hunter-Reay   Foyt                     +   1 lap

16.  Mike Conway        Dreyer & Reinbold        +   1 lap

17.  EJ Viso            HVM                      +  2 laps

18.  Robert Doornbos    HVM                      +  3 laps

19.  Jaques Lazier      3G                       +  5 laps

 

Ritiri:

 

     Helio Castroneves  Penske               184 laps

     Milka Duno         Dreyer & Reinbold    155 laps

     Dan Wheldon        Panther              95 laps

     Hideki Mutoh       Andretti Green       90 laps

 

Indycar – Patrick sceglie la Indycar Series e continua con Andretti Green

patrick

Nel fine settimana di gara di Sonoma è arrivata la conferma, dopo tanti mesi di speculazioni. Danica Patrick non emigrerà nè in Nascar, nè nel team Target Chip Ganassi in Indycar, bensi’ resterà nella scuderia  di proprietà (ormai esclusiva) di Michael Andretti. Danica ha affermato che, fondamentale, ai fini della decisione ultima – prolungamento del contratto per i prossimi tre anni  ndr-  è stato l’evolversi della situazione interna all’organizzazione della AGR, con Michael Andretti al timone per quanto riguarda il lato agonistico, dopo la separazione professionale con Kim Green e Kevin Savoree.

“Alla fine ciò che conosci è sempre meglio di ciò che può risultare un’ incognita” – ha affermato l’ex-pilota di Rahal-Letterman dopo le qualifiche di Sonoma. “Ogni scuderia ha i suoi punti deboli ed i suoi momenti no, magari anche prolungati, per non contare poi la presenza di persone con cui sei costretta a collaborare,  con cui  non vai d’accordo su tutta la linea. Sono contenta dei cambiamenti che saranno compiuti, mi infondono maggior tranquilittà per il futuro prossimo”.

Dunque si appone la parola “fine” alle tanti voci che si erano susseguite insistentemente da alcuni mesi. “Addio”, dunque, alle possibilità paventate di un approdo in Formula Uno con USGPE (scenario, a dire la verità, mai decollato veramente), ed anche alle consistenti , e fino a pochi giorni fa, anche reali, voci di un cambio di casacca. Quest’ultimo radicale addirittura, se si fosse presa sul serio l’ipotesi di approdare in un’altra serie con cui confrontarsi e da cui ricominciare ad imparare daccapo il mestiere .

Tuttavia, ancora nessun accordo  totalmente certo al 100%, con quella che ormai è la ex- “Andretti Green Racing”, la nomenclatura nuova la sapremo soltanto nel 2010. Lo sponsor primario però, “Motorola”, ed il marchio  “Boost Mobile” ad essa collegato, continueranno sicuramente ad essere coinvolte ancora

“Siamo molto più vicini di quanto non lo fossimo stati alcuni giorni fa. Però nero su bianco non c’è ancora. Siamo in diritttura d’arrivo comunque, i miei agenti stanno mettendo i puntini sulle ‘i’ “.

Patrick ci svela anche che avrebbe voluto guidare per Penske, qualora non fossero andate a buon fine sia la pista “AGR” che quella “Ganassi”. “Peccato , hanno già due piloti a tempo pieno ed uno part-time. Altre scuderie, invece, non le avrei considerate se avessi abbandonato Andretti Green senza trovar posto negli altri due top-teams”.

E la notizia di Patrick precede di poco un’altra molto importante. A dimostrazione di come il futuro di entrambi i piloti fossero strettamente collegati.

MN

Indycar – Andretti Green Racing: Tra Michael Andretti e Kim Green sodalizio al capolinea?

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Una notizia rimbalza quasi inaspettata dagli States in Europa. La scuderia “Andretti-Green Racing” potrebbe scomparire e dare vita a due squadre distinte e differente, almeno nella migliore delle ipotesi, qualora si verifichi il “divorzio” professionale fra Michael Andretti e Kim Green. Robin Miller non da scampo e prospetta un futuro cinereo per la squadra che ha in questo decennio dominato assieme a “Penske” e “Ganassi”  il campionato IRL. A causa di dissapori malcelati accorsi negli ultimi tempi e di scelte di direzione ed organizzazione alquanto antitetiche, Michael Andretti e Gary Peterson, fondatore quest’ultimo del programma Indy Lights della AGR, potrebbero prendere le distanze da Kim Green e Kevin Savoree. Il figlio di Mario Andretti avrebbe però un opzione contrattuale, e probabilmente non in concomitanza anche il supporto della 7-Eleven, nei confronti di Tony Kanaan che, dunque, potrebbe continuare ad essere il compagno di scuderia di Marco. Sembra difficile ipotizzare infatti una cessazione degli effetti dell’accordo quinquiennale sottoscritto dal pilota brasiliano appena un anno fa : ne resterebbero dunque quattro di stagioni valide sulla base del contratto firmato.   A meno della presenza di clausole che  prospetterebbero una eventualità contraria. In tal caso potrebbe, forse, Tony Kanaan prendere quel posto in Target Ganassi che gli era stato prospettato lo scorso anno, ma non al posto di Dario Franchitti, bensi’ di Scott Dixon, destinato  a comporre assieme ad un altro non identificato pilota lo schieramento del team “De Ferran Motorsport”. Quanto a Danica Patrick, la sua avventura all’AGR sembra essere giunta al capolinea, e si parla insistentemente di due opzioni : Nascar e Target Ganassi. Mutoh potrebbe essere dirottato altrove.

Kim Green, probabilmente assieme al fratello Barry, e a Kevin Savoree potrebbero dar vita ad un’altra scuderia nata dalla scissione. Sempre ricordando che in tal caso si tratterebbe di un revival e non di una nuova scuderia “ex nihilo”, almeno in relazione all’eventuale nomenclatura scelta. Il team “Andretti Green Racing” è tuttora il più corposo dal punto di vista del numero dei piloti a disposizione, ben quattro. Tony Kanaan, Dan Wheldon e Dario Franchitti hanno conquistato tre titoli piloti con questa scuderia.

MN

Indycar – Dominio Penske a Edmonton

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Dopo aver dominato l’intero weekend, il Team Penske domina anche la gara ad Edmonton. Will Power conquista la prima vittoria della sua carriera in Indycar, precedendo il compagno di squadra Helio Castroneves. La tripletta, che sarebbe stata la prima dal 1994, è sfumata grazie a Scott Dixon, che si inserito in terza posizione e ha preceduto il terzo pilota di Penske, Ryan Briscoe. Questo è vicino ad essere un week-end perfetto, una pole position e una vittoria. Sono davvero molto felice per i ragazzi“, ha detto Power. “Sono davvero contento di essere una parte del Penske Racing. Non soffro la pressione. Sto solo prendendo una gara alla volta e facendo del mio meglio. Devo ringraziare Roger (Penske) per l’opportunità che mi sta dando. Oggi è stato un grande giorno.” Per Castroneves si è trattato invece del miglior risultato del 2009 su un circuito stradale. “Quando è entrato nella nostra squadra, non abbiamo mai avuto dubbi che lui fosse un ottimo pilota e che avrebbe potuto darci una mano nel campionato“, ha detto Castroneves. “E’ stata una vittoria meritata. La squadra ha fatto un lavoro incredibile“. La terza posizione finale consente invece a Dixon di tornare in testa alla classifica.

Tony Kanaan ha invece subito ustioni sulle mani e sul viso a causa delle fiamme sprigionatisi durante un pit stop. Il problema si è verificato al giro 34, quando il tubo del rifornimento è rimasto aperto dopo la sosta, inondando tutta la vettura e l’abitacolo. Dopo pochi metri si sono così sprigionate le fiamme, ma il pronto intervento dei membri del Team Penske e del Panther Racing hanno permesso di spegnere le fiamme e aiutare Kanaan ad uscire indenne dalla macchina. “Sono lieto di stare bene, ma sono stati momenti di paura“, ha detto il brasiliano. “Devo ringraziare tutte i ragazzi delle altre squadre, Penske e Panther in particolar modo, e tutti coloro che mi hanno aiutato. Ci diamo battaglia durante tutto il fine settimana, ma alla fine siamo una grande famiglia e quando qualcuno ha bisogno di aiuto c’è subito qualcuno pronto a dargli una mano. Sono lieto di stare bene, ma avrei voluto finire la corsa. E’ un peccato perché stavamo facendo una buona corsa, in crescendo.” Kanaan sarà valutato dai medici della Indycar in vista della prossima gara, in Kentucky.

Al via Power prende la leadership sui due compagni di squadra. Dietro, una toccata tra Mike Conway e Raphael Matos rovina la gara di entrambi i rookie, che continueranno la gara ma molto attardati. Dietro, un toccata con il compagno di squadra Tracy mette ko Mario Moraes. Power mantiene il controllo della gara fin dall’inizio, allungando costantemente su Briscoe e Castroneves nei primi giri, col duo di duo Ganassi nella loro scia, come bene. Al primo pit stop Castroneves riesce a superare Briscoe mentre la corsa di Power continua senza problemi fino a metà gara. A quel punto l’australiano perde molto tempo nel doppiare il duo dell’Andretti Green Racing Danica Patrick e Marco Andretti, rallentamento che permette a Castroneves, Briscoe e Dixon di riavvicinarsi e formare un trenino di quattro vetture. Una volta sbarazzatosi dei doppiati però Power riesce ad allungare di nuovo. Si infiamma invece la lotta per il secondo posto. Dixon, grazie ad un grande pit stop, riesce a salire in seconda posizione, ma Briscoe lo super immediatamente approfittando della gomme fredde del neozelandese. L’australiano poco dopo tocca però un muretto, danneggiando lievemente la vettura e scendendo al quarto posto. Tocca così a Castroneves attaccare Dixon, attacco che va a buon fine a pochi giri dalla fine, approfittando del doppiaggio di Carpenter e Hunter-Reay, grazie ad uno spettacolare sorpasso. L’unica bandiera gialla della corsa arriva al penultimo giro, quando Tomas Scheckter finisce a muro. Sotto la bandiera a scacchi, il primo non Penske e Ganassi è così Paul Tracy, sesto alla fine. Migliore dei rookie Robert Doornbos, nono, che torna in testa alla classifica degli esordienti.

Classifica finale:

Pos Driver Team Time/Gap

1. Will Power Penske 1h42m42.3773s

2. Helio Castroneves Penske + 1.0936s

3. Scott Dixon Ganassi + 1.3213s

4. Ryan Briscoe Penske + 1.8266s

5. Dario Franchitti Ganassi + 4.4652s

6. Paul Tracy KV + 6.3941s

7. Graham Rahal Newman/Haas/Lanigan + 26.5700s

8. Justin Wilson Coyne + 26.9169s

9. Robert Doornbos Newman/Haas/Lanigan + 1 lap

10. Marco Andretti Andretti Green + 1 lap

11. Danica Patrick Andretti Green + 1 lap

12. EJ Viso HVM + 1 lap

13. Alex Tagliani Conquest + 1 lap

14. Hideki Mutoh Andretti Green + 1 lap

15. Dan Wheldon Panther + 1 lap

16. Ed Carpenter Vision + 2 laps

17. Ryan Hunter-Reay Foyt + 8 laps

18. Raphael Matos Luczo Dragon + 10 laps

19. Tomas Scheckter Dreyer & Reinbold + 22 laps

20. Mike Conway Dreyer & Reinbold + 32 laps

Ritiri:

Tony Kanaan Andretti Green 34 laps

Richard Antinucci 3G 20 laps

Mario Moraes KV 0 laps

Indycar – Target Ganassi ammette l’interesse verso Danica Patrick

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Target Chip Ganassi, dopo mesi di speculazioni, ammette l’interesse verso Danica Patrick. La possibilità che Chip Ganassi si augura è che Danica intenda correre ancora a lungo in Indycar Series, ed in tal caso sembra proprio che a farne le spese possa essere proprio Scott Dixon, per molti in procinto di accettare l’offerta dell’ancora etereo team “De Ferran Motorsports”. Altrimenti si potrebbe operare una collaborazione, similmente a quanto accaduto lo scorso anno per Dario Franchitti, valida per il campionato Nascar, la categoria “Nationwide Series” per la precisione. Anche se lo stesso Ganassi non sembra del tutto convinto sull’eventualità di quest’ultima ipotesi, come tende a precisare di persona.

“Se mentissi  alla stampa circa i contatti avuti con Danica, sarebbe un errore imperdonabile ed un tentativo di nascondere qualcosa che è ormai alla luce del sole. Abbiamo avuto colloqui, siamo interessati effettivamente a metterla sotto contratto” – afferma senza mezzi termini Chip Ganassi, che però aggiunge – “Come d’altronde molte altre scuderie. Anche per loro dicasi lo stesso. Danica è sul mercato, è prossima a compiere un ulteriore passo nella sua carriera per quanto concerne la competitività. Ovunque vada, il risultato si risolverà comunque in un grande cambiamento per lei”.

Ganassi si ritrova anche a parlare della eventualità “Nascar” – “Noi schieriamo nella Sprint Cup, Juan Pablo Montoya e Martin Truex, non credo che il team EGR sia il meglio per lei per incominciare questa nuova esperienza, del tutto differente dalle ruote scoperte. Se vuole correre a tempo pieno nella Nascar, le suggerisco di cercare altrove, noi non siamo nella posizione di poterla aiutare ad emergere al meglio”.

MN

Indycar – Edmonton – Libere 2 – Castroneves, Briscoe, Power

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La Penske fa tris. Helio Castroneves  comanda la sessione numero due delle prove libere, ed è seguito a ruota dalla vettura n°6 e dalla n°12. Il brasiliano, secondo fino a pochi minuti dal termine, ha fatto segnare 1’01”5467, un tempo, quello dell’ultimo giro a sua disposizione, che gli è valsa la prima posizione.

“E’ un ottimo viatico per la gara, l’intero team è in forma strepitosa. Il nostro tris mostra che quando si lavora insieme si ottengono risultati migliori, è un lavoro di squadra il nostro”. Migliora uno dei contendenti al titolo, Scott Dixon, quarto, Raphael Matos è quinto, Mike Conway si conferma in sesta posizione. Retrocede di cinque posizioni Paul Tracy, che ha lottato per la “pole” del venerdi’ nella prima mezz’ora. Bandiere gialle per un crash di Dan Wheldon all’uscita della curva 3: dopo l’impatto con il muro interno c’è stata una collisione  con  Danica Patrick che sopraggiungeva. Dan Wheldon si è comunque addossato tutte le colpe per l’incidente avvenuto –  “Ho toccato il cordolo ed ho perso il controllo della vettura, gli pneumatici sono andati sull’erba ed ecco la ragione per cui ho toccato le protezioni esterne. Pensavamo di aver compiuto dei miglioramenti rispetto alla prima sessione, ma questo è uno degli imprevisti che potevano potenzialmente capitare. Danica è stata soltanto sfortunata, non ha colpe”.

Altri inconvenienti sono accorsi a Thomas Scheckter, che ha rotto il suo alettone posteriore dopo un trecentosessanta gradi alla curva 7, ed a Ryan Hunter-Reay alla curva 4. Inconvenienti anche per Will Power e Dario Franchitti.

Pos Vett
Pilota Team Tempo Gap Dal primo
Velocità
1. 3 Helio Castroneves Team Penske 1:01.547 115.405
2. 6 Ryan Briscoe Team Penske 1:01.982 0.435 0.435 114.595
3. 12 Will Power Team Penske 1:02.085 0.103 0.538 114.404
4. 9 Scott Dixon Chip Ganassi Racing 1:02.316 0.231 0.769 113.980
5. 2 Raphael Matos* Luczo Dragon Racing 1:02.338 0.022 0.791 113.940
6. 24 Mike Conway* Dreyer & Reinbold Racing 1:02.434 0.096 0.887 113.764
7. 02 Graham Rahal Newman/Haas/Lanigan Racing 1:02.492 0.058 0.945 113.660
8. 5 Mario Moraes KV Racing Technology 1:02.730 0.238 1.183 113.228
9. 18 Justin Wilson Dale Coyne Racing 1:02.821 0.091 1.274 113.064
10. 15 Paul Tracy KV Racing Technology 1:02.829 0.008 1.282 113.049
11. 11 Tony Kanaan Andretti Green Racing 1:03.090 0.261 1.543 112.581
12. 06 Robert Doornbos* Newman/Haas/Lanigan Racing 1:03.095 0.005 1.548 112.574
13. 10 Dario Franchitti Chip Ganassi Racing 1:03.100 0.005 1.553 112.565
14. 27 Hideki Mutoh Andretti Green Racing 1:03.152 0.052 1.605 112.472
15. 23 Tomas Scheckter Dreyer & Reinbold Racing 1:03.434 0.282 1.887 111.971
16. 26 Marco Andretti Andretti Green Racing 1:04.093 0.659 2.546 110.820
17. 34 Alex Tagliani Conquest Racing 1:04.125 0.032 2.578 110.765
18. 14 Ryan Hunter-Reay AJ Foyt Enterprises 1:04.129 0.004 2.582 110.758
19. 98 Richard Antinucci* CURB/Agajanian/Team 3G 1:04.195 0.066 2.648 110.644
20. 13 EJ Viso HVM Racing 1:04.262 0.067 2.715 110.529
21. 20 Ed Carpenter Vision Racing 1:04.349 0.087 2.802 110.379

MN

Indycar – Toronto – Libere 2 – Il duo Matos / Luzco Dragon in testa

matos

Raphael Matos e Luzco Dragon salgono di un gradino rispetto alla prima fase delle libere , conquistando la vetta nella seconda sessione del Venerdi’. Il tempo di Matos, 1’01”4739, è di tre decimi di secondo migliore di quello del vincitore (quasi) a sopresa di Watkins Glen, Justin Wilson, fermatosi invece a 1’01’7627. Matos si è guadagnato anche un’ uscita di scena anticipata dalla sessione dopo aver perso l’alettone posteriore nelle fasi finali delle prove, alla curva 11. Justin Wilson ha qui vinto nel 2005 con il team, ora scomparso, della RuSport. I tempi delle prime prove qui a Toronto con la Dallara sono stati di circa tre secondi meno prestanti rispetto alla pole Champ Car fatta segnare qui da Sebastien Bourdais  di scena qui per l’ultima volta nel 2007, 58.288 .

Nei restanti tre posti della Top Five troviamo altre conoscenze della Champ Car, Will Power, Robert Doornbos e Ryan Briscoe. Il miglior tempo di Will Power è stato nella seconda sessione di 1.01.7722; Robert Doornbos mette a segno la sua migliore prestazione stagionale, risultando ancora davanti al suo compagno di squadra. Ryan Briscoe seppur anche lui con un passato nella Champ, qui non ha mai corso prima di ieri. A completare la Top Ten Dario Franchitti, Castroneves, Dixon, l’annunciato Rahal e poi Kanaan. Una livrea celeste della Nestlè in collaborazione con 7-Eleven quella del brasiliano della Andretti Green che ci ricorda molto la vettura biancoceleste della Forsythe “Player’s” con cui ha corso Paul Tracy , molte volte andata di scena  a Toronto. Ancora malissimo Danica Patrick, penultima,  lo stesso dicasi per Mutoh, diciannovesimo; discreto Andretti, quindicesimo.

Una menzione per i piloti di casa: Paul Tracy ha perso il controllo della vettura alla curva 1, abile a ripartire evitando il contatto con chi sopraggiungeva nel frattempo ha però concluso la giornata con un misero 1.02.3653 che lo ha relegato in tredicesima piazza; Alex Tagliani e Conquest hanno terminato la loro corsa temporanea in una parziale diciassettesima piazza, impossibilitati a migliorare la prestazione della mattinata. Ancora il più lento di tutti è stato Ed Carpenter, che mal digerisce circuiti non ovali, un tempo al di sopra dell’ 1.04. Una prestazione ancora una volta incoraggiante per 3G, che sembra aver trovato in Antinucci il pilota ideale. Per le qualifiche è prevista pioggia.

Pos Vett. Pilota Team Tempo Gap Dal primo Velocità
1. 2 Raphael Matos* Luczo Dragon Racing 1:01.474 102.775
2. 18 Justin Wilson Dale Coyne Racing 1:01.763 0.289 0.289 102.295
3. 12 Will Power Team Penske 1:01.772 0.009 0.298 102.279
4. 06 Robert Doornbos* Newman/Haas/Lanigan Racing 1:01.839 0.067 0.365 102.169
5. 6 Ryan Briscoe Team Penske 1:01.842 0.003 0.368 102.164
6. 10 Dario Franchitti Chip Ganassi Racing 1:01.924 0.082 0.450 102.029
7. 3 Helio Castroneves Team Penske 1:01.936 0.012 0.462 102.008
8. 9 Scott Dixon Chip Ganassi Racing 1:01.962 0.026 0.488 101.966
9. 02 Graham Rahal Newman/Haas/Lanigan Racing 1:02.003 0.041 0.529 101.899
10. 11 Tony Kanaan Andretti Green Racing 1:02.004 0.001 0.530 101.896
11. 24 Mike Conway* Dreyer & Reinbold Racing 1:02.192 0.188 0.718 101.589
12. 23 Tomas Scheckter Dreyer & Reinbold Racing 1:02.305 0.113 0.831 101.405
13. 15 Paul Tracy KV Racing Technology 1:02.365 0.060 0.891 101.306
14. 14 Ryan Hunter-Reay AJ Foyt Enterprises 1:02.474 0.109 1.000 101.129
15. 26 Marco Andretti Andretti Green Racing 1:02.543 0.069 1.069 101.018
16. 5 Mario Moraes KV Racing Technology 1:02.613 0.070 1.139 100.905
17. 34 Alex Tagliani Conquest Racing 1:02.725 0.112 1.251 100.725
18. 13 EJ Viso HVM Racing 1:02.776 0.051 1.302 100.644
19. 4 Dan Wheldon Panther Racing 1:03.451 0.675 1.977 99.572
20. 98 Richard Antinucci* CURB/Agajanian/Team 3G 1:03.924 0.473 2.450 98.836
21. 7 Danica Patrick Andretti Green Racing 1:03.928 0.004 2.454 98.830
22. 27 Hideki Mutoh Andretti Green Racing 1:03.965 0.037 2.491 98.772
23. 20 Ed Carpenter Vision Racing 1:04.736 0.771 3.262 97.597


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