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NASCAR – Daytona, Qualifiche: Kyle Busch non lascia spazio a nessuno: la 18 è in pole a Daytona.

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A cura di Fabio Valente –

Sul velocissimo tracciato di Daytona sono da pochi minuti terminate le prove cronometrate valide come qualifiche per la Coke Zero 400, la gara che si terrà domani durante la notte italiana e che vedrà protagonisti i piloti della NASCAR Sprint Cup Series. Tra questi anche Bobby Labonte, costretto a saltare l’ultimo appuntamento in Kentucky, e Denny Hamlin, ripresosi dopo l’incidente dell’ultima gara. A conquistare la pole position sul superspeedway di Daytona è stato Kyle Busch grazie ad un giro mostruoso lungo il banking del tracciato della Florida. Il pilota della vettura numero #18 sarà affiancato in prima fila dal fresco vincitore in Kentucky Matt Kenseth. Il tempo della pole è stato di 46.458 secondi, a una media di ben 193.723 miglia orarie.

Il leader del campionato Jimmie Johnson non ha brillato in qualifica, guadagnandosi solamente l’ottavo posto, in quarta fila insieme al rientrante Michael Waltrip sulla Toyota numero #55. Male anche Gordon, fuori dalla top 20, e Brad Keselowski, quindicesimo davanti a Dale Earnhardt Jr. Da segnalare l’undicesimo posto di Danica Patrick, che ritorna nelle zone alte della classifica come sempre quando l’argomento principale del discorso diventa Daytona. Di seguito i risultati:

QUALIFICHE DELLA COKE ZERO 400

#18-Busch 193.723
#17-Kenseth 193.299
#15-Bowyer 193.158
#5-Kahne 193.154
#56-Truex Jr 193.129
#27-Menard 193.075
#55-Waltrip 193.058
#48-Johnson 193.009
#17-Stenhouse Jr. 192.984
#16-Biffle 192.947
————
#10-Patrick 192.930
#99-Edwards 192.901
#14-Stewart 192.876
#42-Montoya 192.864
#2-Keselowski 192.802
#88-Earnhardt Jr. 192.798
#31-Burton 192.724
#22-Logano 192.715
#13-Mears 192.715
#21-Bayne 192.583
————
#39-Newman 192.522
#78-Busch 192.489
#24-Gordon 192.448
#11-Hamlin 192.439
#9-Ambrose 192.197
#29-Harvick 192.152
#1-McMurray 191.877
#38-Gilliland 191.755
#7-Blaney 191.546
#43-Almirola 191.306
————
#98-McDowell 190.795
#36-Yeley 190.735
#51-Allmendinger 190.726
#47-Labonte 190.375
#30-Stremme 190.202
#95-Speed 189.853
#35-Wise 189.825
#34-Ragan 189.797
#32-Labonte 189.633
#93-Kvapil 188.996
#83-Reutimann 188.731
#87-Nemechek 188.723
#33-Cassill 188.127

Fabio Valente

IndyCar – Danica Patrick non correrà quest’anno la 500 Miglia di Indianapolis

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Danica Patrick ha confermato ufficialmente che non disputerà quest’anno la 500 Miglia di Indianapolis perché vuole concentrarsi sulla sua prima stagione a tempo pieno nella NASCAR Sprint Cup con lo Stewart-Haas Racing. La Patrick ha inoltre detto che il suo programma potrebbe includere anche alcune gare nella Nationwide Series, anche se non ha ancora firmato un contratto con una squadra. Il team prescelto potrebbe essere il Turner Motorsports, con cui la Patrick disputerebbe 10 gare nella seconda categoria della NASCAR, a partire da quella di Daytona. L’anno scorso la Patrick ha chiuso al decimo posto il campionato della Nationwide Series correndo con il JR Motorsports, il team di cui è co-proprietario Dale Earnhardt Jr.

Marco Strazzulla

NASCAR – News: I cambiamenti in vista del 2013

Tanti gli interrogativi che affollano il mondo NASCAR relativi alla stagione 2013, la maggior parte dei quali riguardanti il mercato piloti per la stagione ventura. Vediamo insieme le principali novità e gli ultimi annunci al riguardo:

 

KURT BUSCH

Dopo anno per nulla semplice sulla #51, costellato di incidenti e ritiri, è giunto nuovamente il momento di cambiare aria per il maggiore dei fratelli Busch. Kurt sarà già per le ultime gare di quest’anno, e poi stabilmente per la stagione 2013, al volante della #78 del team Furniture Row, sostituendo il deludente Regan Smith, capace di conquistare solamente una vittoria, a Darlington, nelle ultime stagioni. Per Regan le vie alternative portano verso il Richard Petty Motorsport o il Tommy Baldwin Racing, la sua carriera in NASCAR non pare quindi essere giunta al capolinea. La domanda è: saprà Kurt Busch ritornare in Victory Lane e riportare il sorriso sul volto dei suoi tifosi, come ai tempi del suo approdo in Dodge?

MATT KENSETH E JOEY LOGANO

Ebbene sì, Matt Kenseth lascia il team Roush Fenway dopo 13 anni densi di successi per accasarsi alla corte di Joe Gibbs, nell’omonimo team. La notizia ha sorpreso in molti, poiché spezza una lunghissima collaborazione tra Matt ed il suo team, uniti ormai dal 1999. Kenseth sarà dunque al volante della #20, che sarà lasciata libera da Joey Logano, pilota giovane ma ancora molto inesperto. Quest’ultimo non sarà costretto ad abbandonare la massima serie, ma troverà posto sulla #22 del team Penske Racing, liberatasi prima a causa della sospensione di AJ Allmendinger e ora dal mancato rinnovo di contratto per Sam Hornish Jr. La coppia Penske sarà quindi formata dalla giovane coppia Logano-Keselowski.

BRIAN VICKERS

Dopo un deludente 2011 al team Red Bull, sempre surclassato dal compagno Kasey Kahne, Brian non ha raggiunto un accordo pieno con un team per il 2012, dividendosi tra un programma parziale con il Michael Waltrip Team in Sprint Cup Series e gare nel campionato endurance con una Ferrari sempre del team Waltrip. I cambiamenti sono arrivati per il 2013, per cui Vickers ha trovato un sedile sulla #20 in Nationwide Series, che gli permetterà di tornare a lottare per le posizioni che gli competono.

JAMIE McMURRAY E JP MONTOYA

Entrambi i piloti sono stati confermati dall’Earnhardt-Ganassi Racing alla guida rispettivamente delle auto #1 e #42, nonostante stagioni non certo esaltanti. Jamie McMurray, fattosi vedere in testa al gruppo solo nell’ultimo appuntamento a Talladega, non è mai riuscito a tornare ai livelli degli anni 2008-2009-2010, peggio è riuscito a fare il compagno colombiano ex-F1 Juan Pablo Montoya, incapace di farsi notare persino sulle gare disputatesi sui circuiti stradali. Per entrambi, contratto per il 2013.

DANICA PATRICK

Per la bella pilota NASCAR si prospetta un 2013 con un impegno totale in Sprint Cup Series, dopo il rodaggio di quest’anno in Nationwide Series con qualche sporadica apparenza nella serie maggiore. Probabilmente Danica lavorerà con Tony Gibson, al momento crew chief di Ryan Newman allo Stewart-Haas Racing.

Fabio Valente (twitter: @hwfabio)

IndyCar – Danica Patrick potrebbe tornare ad Indy nel 2013

Danica Patrick apre ad un possibile ritorno alla 500 Miglia di Indianapolis nel 2013. Durante il weekend della Coca-Cola 600 a Charlotte di domenica scorsa, la Patrick (che quest’anno corre nella NASCAR Nationwide Series e l’anno prossimo dovrebbe passare alla Sprint Cup) ha affermato di avere come obiettivo quello di disputare la doppietta Indianapolis/Charlotte, come fece per l’ultima volta Robby Gordon nel 2004. “Io penso che Indy è un posto speciale per me“, ha detto la Patrick. “Non è un mistero che se facessi la Indy 500, questo non dovrebbe influenzare la mia avventura in NASCAR. Se tutto funziona, e siamo in grado di gestire la transizione verso la Sprint Cup, sarebbe fantastico. Sarebbe un inferno, ci sarebbe un sacco di lavoro, ma sono sicura che sarebbe piuttosto divertente. Per me, il periodo che passa dall’ultima volta che ho guidato una vettura Indy è sempre un periodo troppo grande. Se dovessi tentare, io non voglio fare nulla che possa offuscare tutti i miei bei ricordi e i successi che ho avuto, con un tentativo che non sarebbe comodo per me. Quindi sì, sarebbe fantastico.” Ovviamente una operazione del genere comporterebbe un insieme di accordi tutti da sistemare. Innanzitutto, lei corre in NASCAR con la Chevrolet, quindi sarebbe impossibile vederla a Indy con altre marche che non siano la Chevrolet. Difficilmente l’attuale team della Patrick in NASCAR, lo Stewart-Haas Racing, potrebbe schierare una vettura in proprio, e sarebbe molto più probabile una partnership con qualche team della IndyCar. La Chevrolet al momento schiera in IndyCar i team Penske, Andretti, KV, Panther, Dragon, Carpenter e Dreyer&Reinbold. La presenza di GoDaddy come main sponsor ovviamente porterebbe direttamente ad un ritorno della Patrick con Andretti. La situazione non sarebbe comunque idilliaca, viste le recenti dichiarazioni di Michael in cui sottolineava come, appena andata via la Patrick, quest’anno la sua squadra sia tornata improvvisamente super-competitiva. Se dovesse fallire l’opzione Andretti, il Team Penske sarebbe senza dubbio la scelta migliore, ma non è detto che Roger Penske abbia il desiderio/interesse/spazio per affidare a lei quella al momento sarebbe la sua quarta vettura. Logisticamente comunque l’operazione non sarebbe facilissima. A parte il giorno della gara, la situazione sarebbe complicata e molto congestionata anche nelle settimane precedenti. Due domeniche prima la NASCAR corre a Darlington, e questo comporterebbe la perdita dei primi due giorni di prove ad Indianapolis, cosa molto grave per un pilota che sarebbe all’esordio con le nuove vetture. Il sabato seguente, ad Indianapolis è in programma il Pole Day e la NASCAR corre a Charlotte la sua gara All Star. Difficile che la Patrick possa rinunciare ad uno dei due appuntamenti, ma fare combaciare le due cose sarebbe quasi impossibile (specialmente con il nuovo formato delle qualifiche di Indy che prevede poi lo Shootout tra i primi 9). Ovviamente, senza considerare la possibilità di un ritardo causa pioggia. Inoltre ci sarebbero tutti gli impegni coi media, gli sponsor e le attività di promozione che nella settimana precedente le due gare andrebbero a sovrapporsi. Tutte attività che comunque in passato non hanno impedito a John Andretti, Robby Gordon e all’attuale proprietario del team che fa correre la Patrick nella Sprint Cup, Tony Stewart, di effettuare la doppietta.

Marco Strazzulla

IndyCar – Iowa, Qualifiche: Prima pole per Sato

Takuma Sato ha conquistato la sua prima pole position in carriera e partirà così davanti a tutti nella Iowa Corn Indy 250 in programma sabato notte. Sato diviene così il primo pilota giapponese ad ottenere una pole in IZOD IndyCar Series. L’ottimo potenziale del team KV Racing Technology-Lotus è confermato dal terzo posto di Tony Kanaan, a lungo in pole prima di essere superato da Sato. I due compagni squadra sono stati divisi da Danica Patrick, che torna così a partire in prima fila dopo quasi tre anni (ultima prima fila Nashville 2008). Kanaan dividerà invece la seconda fila con il rookie JR Hildebrand, alla migliore qualifica in carriera, mentre la terza fila sarà condivisa di due leader del campionato Will Power e Dario Franchitti. L’altro rookie James Hinchcliffe ha anche lui ottenuto il suo miglior risultato in qualifica e partirà dalla settima posizione, affiancato da Ryan Hunter-Reay, mentre l’altro pilota dell’Andretti Autosport, Mike Conway, partirà dalla quinta fila davanti a Ryan Briscoe. Qualifiche deludenti invece per Helio Castroneves (tredicesimo) e Scott Dixon (ventitreesimo). Simona de Silvestro non parteciperà alla gara in quanto un ulteriore esame medico ha rivelato che i dolori che avverte sono legati all’incidente della scorsa settimana nelle qualifiche della gara di Milwaukee. A dimostrazione del grande equilibrio, sei diversi team sono rappresentati nella top 10, e 23 delle 24 vetture scese in pista sono separate da meno di un secondo.

Nella Firestone Indy Lights l’argentino Esteban Guerrieri ha ottenuto la seconda pole position consecutiva. Il pilota del Sam Schmidt Motorsports ha preceduto Gustavo Yacaman (Team Moore) e i compagni di squadra Bryan Clauson e Josef Newgarden.

Marco Strazzulla

IndyCar – Milwaukee, Gara: Franchitti vince ed appaia Power

Dario Franchitti ha ottenuto la terza vittoria stagionale imponendosi sull’ovale di Milwaukee, tornato in calendario dopo un anno di assenza. Il pilota scozzese, grazie al contemporaneo quarto posto di Will Power, ha agganciato il pilota australiano in testa al campionato. Il podio è stato completato da Graham Rahal e Oriol Servia, al miglior risultato stagionale.

Al via Franchitti prende la testa della corsa davanti a Helio Castroneves, Scott Dixon e i tre piloti del KV Racing Technology-Lotus, mentre la gara di Ryan Hunter-Reay dura solo una curva prima che il pilota americano finisca a muro. Dopo il restart Franchitti prende un buon vantaggio su Castroneves e Tony Kanaan, salito al terzo posto, mentre dietro si accendono alcune battaglie interessanti come quella tra Power e Alex Tagliani per il diciottesimo posto e quella tra Ryan Briscoe e Rahal per il decimo. Al giro 66 arriva la seconda caution della giornata, a causa di un contatto di Ana Beatriz con il muro in curva 4. Tutti i piloti di testa ne approfittano per effettuare il primo pit stop, che si rivela molto movimentato a causa di un contatto tra Dixon e Takuma Sato, che sbaglia postazione e si tocca col pilota neozelandese. Al momento del restart Sebastian Saavedra e Alex Lloyd arrivano al contatto e finiscono a muro in curva 2. Quando si riparte, Franchitti allunga subito su Kanaan e Castroneves, aiutato anche dai doppiaggi di JR Hildebrand e Charlie Kimball. Kanaan riese però a rimontare e a portarsi in testa al giro 116.

Al giro 123 Hildebrand va a muro in curva 4 provocando la quarta caution della giornata. Quando la gara riparte, Franchitti si riprende la leadership, mentre da dietro risalgono bene Danica Patrick e Power, che entrano nella top 10. Quando al giro 165 finisce a muro EJ Viso, tutti i piloti di testa effettuano il loro pit stop, dal quale esce in testa Castroneves davanti a Kanaan e Franchitti. Il pilota scozzese ritrova però la testa della corsa al giro 200 quando Castroneves deve rientrare ai box a causa di una perdita di pressione del pneumatico posteriore sinistro; sosta effettuata in regime di bandiere gialle a causa dell’incidente di Kanaan, finito a muro alla curva 4. Gli ultimi giri dopo il restart sono tranquilli con Franchitti che controlla la situazione e va a vincere su Rahal, Servia, Power e la Patrick, al suo primo arrivo della stagione nella top 5. Il rookie James Hinchcliffe chiude al sesto posto davanti a Dixon, Sato e Castroneves, che nel finale vince una bella battaglia con Justin Wilson (decimo) e Briscoe (undicesimo).

Nella gara della Firestone Indy Lights Esteban Guerrieri (Sam Schmidt Motorsport) ha ottenuto la prima vittoria in carriera, rimanendo in testa tutti i giri della gara dopo essere partito dalla pole position. Il pilota argentino ha preceduto il compagno di squadra Josef Newgarden e Jorge Goncalvez, al primo podio in carriera.

IndyCar – Indy 500, Gara: disastro Hildebrand, vince Wheldon

Dan Wheldon ha vinto la sua seconda 500 Miglia di Indianapolis in un finale che ha dell’incredibile: il rookie JR Hildebrand, in testa da tre giri, finisce a muro all’ultima curva. Il pilota americano riesce comunque a giungere al traguardo classificandosi al secondo posto, davanti al connazionale Graham Rahal. Per il Bryan Herta Autosport, che non corre tutta la stagione della IZOD IndyCar Series ma solo questa gara, si tratta della prima vittoria alla seconda partecipazione alla 500 Miglia di Indianapolis; mentre per il Panther Racing è il quarto secondo posto consecutivo.

Al via, il polesitter Alex Tagliani parte male e scivola dalla prima alla terza posizione, facendosi passare da Scott Dixon e Oriol Servia. Il pilota canadese risale però velocemente e si riporta in testa all’ottavo giro. Dietro risale forte Dario Franchitti che si porta rapidamente dal nono al quarto posto. Takuma Sato diviene il primo ritirato della gara quando finisce a muro al giro 21, mentre si trovava al decimo posto. In precedenza sia Simona De Silvestro (HVM) che Paul Tracy (Dreyer&Reinbold) avevano perso diversi giri ai box per aver toccato il muro. In regime di caution, tutti i piloti ne approfittano per effettuare il primo pit stop, che si rivela disastroso per Will Power che perde un pneumatico e si deve fare tutto un giro su tre ruote. Al restart i due piloti di Ganassi si portano in testa, con Dixon davanti a Franchitti, Tagliani, Wheldon e Townsend Bell, mentre dietro continuano i problemi per il Team Penske e l’Andretti Autosport, che non hanno neanche un pilota nella top 10. Chi riesce a rimontare invece è Tony Kanaan, che si riporta nella top 10. Al giro 28 finisce a muro anche il secondo pilota del Lotus/KV EJ Viso, ed escono nuovamente le bandiere gialle. Al restart Tagliani riprende la leadership per un giro, prima di cederla nuovamente a Dixon e scendere al quarto posto, dietro anche a Franchitti e Wheldon. Kanaan supera invece Vitor Meira, Servia e Ed Carpenter e si porta al sesto posto. Al giro 61 inizia una nuova fase di pit stop. Proprio uscendo dal proprio pit, Jay Howard perde una ruota e finisce a muro, provocando la terza caution della gara. Al restart Franchitti è in testa davanti a Dixon, Wheldon, Tagliani e Bell, mentre Hildebrand sale al sesto posto e Kanaan scivola oltre il ventesimo posto avendo mancato la propria piazzola di sosta. Il pilota neozelandese dopo pochi giri sale in testa e guadagna presto un paio di secondi. Attorno al giro 100 inizia una nuova fase di pit stop, che porta brevemente in testa Hildebrand. Al giro 103 finisce a muro un altro rookie, James Hinchcliffe.

Al restart Franchitti è in testa davanti a Servia e Marco Andretti, risalito grazie a pit stop azzeccati. Al giro 112, approfittando delle difficoltà di doppiaggio ad Helio Castroneves (mai in gara), Servia prende la testa della corsa, per lasciarla nuovamente a Franchitti al giro 129. Il polesitter Tagliani comincia a rallentare, a causa di un problema ad una sospensione. La nuova fase di pit stop fila liscia, e Franchitti accumula una decina di secondi di vantaggio sul compagno di squadra Dixon. Al giro 148 Tagliani tocca il muro, rompe la sospensione anteriore destra e causa una nuova interruzione. Andretti, Bell, Briscoe, Baguette, tutti nella top 10, e altri piloti ne approfittano per una nuova sosta ai box. Al restart il protagonista è Rahal, che supera Dixon e sale al terzo posto dietro Franchitti e Servia. Dopo un paio di giri un nuovo incidente, tra Bell e Briscoe, provoca una nuova caution. Alcuni piloti si fermano ai box, come Danica Patrick, Carpenter, Andretti, Baguette, Kimball. Un giro prima del restart, Ganassi opta per far rientrare Franchitti al pit a 36 giri dalla fine, e la stessa cosa fa Hildebrand. Al restart Rahal si porta in testa davanti a Servia, Dixon, Tomas Scheckter e Kanaan. In un paio di giri Dixon e Kanaan si portano ai primi due posti, ma entrambi non possono arrivare fino alla fine e devono fermarsi al pit a 17 giri dalla fine. In testa così si porta la Patrick, che però deve rallentare fino a lasciare la leadership a Baguette e fermarsi ai box. Anche la leadership di Baguette dura pochi giri, prima di doversi a sua volta fermare per un rabbocco a tre giri dalla fine lasciando la testa della corsa ad Hildebrand, che inizia in testa l’ultimo giro. Le prime tre curve vanno bene, poi all’ultima il pilota del Panther Racing giunge su Kimball, che procede lentamente, e nel tentativo di doppiarlo si sposta verso l’esterno, andando sullo sporco e finendo a muro. La vettura dell’americano striscia contro il muro verso il traguardo ma viene superata a pochi metri dall’arrivo da quella di Wheldon, che all’ultimo giro aveva superato Dixon, che invece scivola al quinto posto. Rahal e Kanaan completano la top 5. Dietro Dixon si piazzano Servia, Baguette, Scheckter, Andretti e la Patrick. Franchitti si deve fermare ai box all’ultimo giro e chiude dodicesimo, alle spalle anche di Carpenter.

Marco Strazzulla

IndyCar – Indy 500, qualifiche: Tagliani emerge tra le sorprese

Quelle svoltesi in questo weekend sono state le qualifiche più drammatiche della storia recente della 500 Miglia di Indianapolis. Alla fine dei due giorni di qualificazione segnati da incidenti, pioggia e giri su giri al limite del millesimo, ne è uscita fuori una griglia piena di sorprese ed esclusi eccellenti. Come da regolamento il primo giorno erano in palio i primi ventiquattro posti in griglia, mentre gli altri nove sono stati determinati nel Bump Day.

Alla fine del Pole Day è stato Alex Tagliani a conquistare la pole position. Per Tagliani e il Sam Schmidt Motorsports si tratta della prima pole in carriera e, di conseguenza, ad Indianapolis. Tagliani è inoltre il primo canadese a partire dalla pole position ad Indy. “Devo pizzicarmi per capire se sto dormendo“, ha detto Tagliani. “E’ stato un incredibile lavoro di squadra. Abbiamo un grande gruppo di persone, e siamo molto ben integrati. Ho avuto buoni input dai miei compagni di squadra ed è stato bello lavorare con loro questa settimana. Volevo fortemente questo risultato. Questa è una ricompensa pure per Sam (Schmidt). Lui è un team leader fantastico e questo è un grande risultato per lui. Spero che ne arriveranno altri.” Ma le sorprese del Pole Day non sono finite con la pole di Tagliani. Infatti, nonostante le aspettative, i team di Ganassi e Penske non solo non hanno dominato, ma si sono trovati in difficoltà, a cominciare da Ryan Briscoe, a muro nelle libere del mattino ed incapace di qualificarsi con la vettura di riserva. Alla fine il migliore dei ‘big’ è stato Scott Dixon, che partirà secondo in mezzo a Tagliani ed Oriol Servia (Newman Haas Racing). La seconda fila è invece composta da un altro pilota del Sam Schmidt Motorsports, Townsend Bell, seguito dal leader del campionato Will Power (il migliore tra i piloti Penske e l’unico ad entrare nel Fast Nine Shoot-out) e da Dan Wheldon. In terza fila partiranno Buddy Rice, Ed Carpenter e Dario Franchitti. La pioggia si è fatta vedere nel finale della prima fase delle qualifiche, cancellando gli ultimi 25 minuti ed impedendo così gli ultimi tentativi di qualifica, così da creare diverse sorprese in griglia. Helio Castroneves (il più veloce durante il Fast Friday) partirà infatti solo sedicesimo, mentre 4 dei cinque piloti dell’Andretti Autosport non sono riusciti ad entrare neanche tra i primi ventiquattro (l’unico è stato John Andretti, che correrà solo ad Indy quest’anno). Problemi anche per il Dragon Racing, che ha perso Ho-Pin Tung per un incidente durante il suo tentativo di qualifica e che ha tagliato l’altro pilota, Scott Speed. Alla fine della giornata, numerosi piloti di spicco sono rimasti esclusi e rimandati al Bump Day, tra i quali Briscoe, Marco Andretti, Danica Patrick, Ryan Hunter-Reay, Mike Conway, Graham Rahal e Paul Tracy.

Il Bump Day si è rivelato ancora più drammatico del Pole Day. Già dal mattino finivano le speranze per il Dragon Racing, visto che anche Patrick Carpentier (chiamato a sostituire Speed) è finito a muro. La pioggia è poi intervenuta a sua volta a mischiare le carte, interrompendo numerose volte la sessione, e così alla fine si sono registrate numerose sorprese. Due dei piloti dell’Andretti Autosport, Conway e Hunter-Reay, hanno mancato la qualifica, l’ultimo dei quali escluso all’ultimo secondo dal suo compagno di squadra Marco Andretti. Anche la Patrick è stata a lungo in dubbio di riuscire a qualificarsi, a causa della pioggia sopraggiunta poco prima del suo tentativo di qualifica. Alla fine è riuscita a tornare in pista, ad un’ora dalla fine, ed a entrare tra i 33. Gli ultimi minuti della sessione sono stati drammatici, con Alex Lloyd (Dale Coyne Racing) che escludeva Andretti e il suo compagno di squadra James Jakes che tentava di fare lo stesso all’ultimo momento con Hunter-Reay. Quando si è visto che il suo tentativo non era abbastanza veloce, i commissari lo hanno annullato permettendo ad Andretti di tornare in pista a meno di un minuto dalla fine, che è così riuscito ad ottenere in extremis la qualificazione. “E’ stato probabilmente il mio peggior giorno come proprietario“, ha detto Michael Andretti. “Ho avuto molti momenti brutti qui, come pilota probabilmente sarebbe stato peggio, ma come proprietario questo è il peggiore. Mi sentivo così male per i ragazzi. Prima mi sentivo male per Danica, poi lei ha migliorato ed è sceso il buio per Ryan e Mike. Sapevo solo che qualcuno non sarebbe stato felice alla fine della giornata. Eravamo troppo vicini.” Nelle prime fasi del Bump Day si erano qualificati invece gli altri due piloti di Ganassi, Rahal e Charlie Kimball, Briscoe e Tracy. Altri ‘regular’ del campionato a fallire la qualificazione sono stati Jakes, Sebastian Saavedra e Raphael Matos.

Griglia di partenza:
1 – Alex Tagliani – Schmidt – 227.472mph
2 – Scott Dixon – Ganassi – 227.340mph
3 – Oriol Servia – Newman Haas  –  227.168mph
4 – Townsend Bell – Schmidt – 226.887mph
5 – Will Power – Penske – 226.773mph
6 – Dan Wheldon – Herta – 226.490mph
7 – Buddy Rice – Panther – 225.786mph
8 – Ed Carpenter – Fisher – 225.121mph
9 – Dario Franchitti – Ganassi – No speed
10 – Takuma Sato – KV – 225.736mph
11 – Vitor Meira – Foyt – 225.590mph
12 – JR Hildebrand – Panther – 225.579mph
13 – James Hinchcliffe – Newman Haas – 225.572mph
14 – Bertrand Baguette – Rahal Letterman Lanigan – 225.285mph
15 – Davey Hamilton – Dreyer & Reinbold – 225.250mph
16 – Helio Castroneves – Penske – 225.216mph
17 – John Andretti – Petty/Andretti – 224.981mph
18 – EJ Viso – KV – 224.732mph
19 – Bruno Junqueira – Foyt – 224.691mph
20 – Justin Wilson – Dreyer & Reinbold – 224.511mph
21 – Jay Howard – Rahal/Schmidt – 224.483mph
22 – Tomas Scheckter – KV/SH – 224.433mph
23 – Tony Kanaan – KV – 224.417mph
24 – Simona de Silvestro – HVM – 224.392mph
25 – Paul Tracy – Dreyer & Reinbold – 224.939mph
26 – Danica Patrick – Andretti – 224.861mph
27 – Ryan Briscoe – Penske – 224.639mph
28 – Marco Andretti – Andretti – 224.628mph
29 – Charlie Kimball – Ganassi – 224.499mph
30 – Graham Rahal – Ganassi – 224.380mph
31 – Alex Lloyd – Coyne – 223.957mph
32 – Pippa Mann – Conquest – 223.936mph
33 – Ana Beatriz – Dreyer & Reinbold – 223.879mph

Non qualificati:
Ryan Hunter-Reay – Andretti
Raphael Matos – AFS
Mike Conway – Andretti
James Jakes – Coyne
Sebastian Saavedra- Conquest
Ho-Pin Tung – Schmidt/Dragon
Scott Speed – Dragon

Marco Strazzulla

IndyCar – Indy 500, sesta giornata: il Team Penske si porta al vertice

La sesta giornata di prove in vista della 500 Miglia di Indianapolis si è finalmente svolta regolarmente, ed ha visto il dominio del Team Penske, che ha piazzato i tre suoi piloti ai primi quattro posti della graduatoria. Il leader del campionato, Will Power è stato il più veloce, girando alla media di 366,495 kmh. “Siamo soddisfatti con l’assetto per la gara e vogliamo essere in testa anche sabato“, ha detto Power, che finora è partito dalla pole in tutte le quattro gare della stagione. “Non credo che le velocità siano molto rappresentative di dove effettivamente tutti siamo. Si esce e capita di trovare una buona scia ed ottenere una gran velocità. Questo è quello che è successo. Abbiamo lavorato sull’assetto per la gara per la maggior parte della giornata, e mi sono trovato molto bene in scia alle altre vetture. Non abbiamo cambiato molto rispetto all’anno scorso, visto che avevamo una buona vettura. Penso che domani lavoreremo ancora un po’ sulla gara e poi cominceremo a pensare alle qualifiche. Penso che sia abbastanza importante concentrarsi sulla gara, questo è quello su cui siamo concentrati.” I suoi compagni di squadra Ryan Briscoe e Helio Castroneves si sono piazzati al terzo e quarto posto, mentre Alex Tagliani (Sam Schmidt Motorsports), il più veloce martedì nell’ultima sessione di prove disputata, ha ottenuto la seconda posizione, mentre il suo compagno di squadra Townsend Bell si è a sorpresa piazzato al quinto posto.

La giornata è stata caratterizzata anche dal primo incidente di questa edizione. Appena 25 minuti dopo l’inizio della sessione, Simona de Silvestro è andata a sbattere violentemente all’uscita della curva 3, con l’auto che si è poi sollevata in aria ed è atterrata a testa in giù. La pilota svizzera è uscita dalla vettura senza l’aiuto dei commissari, ma poi è stata portata al Methodist Hospital dove gli sono state riscontrate delle ustioni su entrambe le mani che ne mettono in dubbio la partecipazione alle prove. La De Silvestro incontrerà oggi i medici della IZOD IndyCar Series per verificare il suo stato fisico.

Il resto delle prove si è svolto tranquillamente. Alla fine sono stati completati 2394 giri dai 40 piloti scesi in pista, di cui 38 alla fine sono stati racchiusi in un secondo. Al sesto posto si è piazzato il migliore dei rookie, JR Hildebrand, che ha preceduto Oriol Servia e il vincitore del 2008 Scott Dixon; solo sedicesimo invece il campione in carica Dario Franchitti. La top 10 è stata completata da Ed Carpenter (il più veloce sabato) e Danica Patrick, la migliore dell’Andretti Autosport. “Quando si è ad Indianapolis, bisogna rimanere fiduciosi“, ha detto la Patrick. “Bisogna sentirsi a proprio agio con la propria auto. Devi essere sicuro di te stesso e della tua attrezzatura. Questo è un luogo davvero unico. Si può andare là fuori in pista, tornate al garage, tornare indietro con la stessa auto e sentirsi completamente diversi. Devi tenere la testa diritta e rimanere fiducioso. Mi sto avvicinando a questa edizione come in qualsiasi altro anno. In realtà, mi sembra di essere più nervosa ogni anno. Sono più nervosa quest’anno rispetto all’anno scorso. Forse è perché sto invecchiando e a questo livello si pensa di avere meno da dare, non lo so.” Da segnalare alcuni piloti che sono riusciti a risalire la classifica, come Tony Kanaan e Dan Wheldon (rispettivamente tredicesimo e quattordicesimo), mentre altri sembrano ancora in difficoltà, come gli altri piloti dell’Andretti Autosport (il migliore dopo la Patrick è stato Marco Andretti, ventiduesimo davanti a Ryan Hunter-Reay).

Marco Strazzulla

NASCAR – La Patrick svela il suo programma per il 2011

Danica Patrick ha svelato oggi il suo programma di gare per la stagione 2011 della NASCAR Nationwide Series. La pilota americana disputerà 12 gare (una meno che nel 2010) sempre con il JR Motorsports di proprietà di Dale Earnhardt Jr. il suo programma di gare partirà con quella di Daytona in programma il 19 febbraio per proseguire con le gare di Phoenix, Las Vegas e Bristol (tutte prima dell’inizio della stagione IndyCar), Chicagoland, di nuovo Daytona, Montreal, Richmond, Kansas, Texas, di nuovo Phoenix e la corsa finale della stagione ad Homestead-Miami (dove ha ottenuto il suo miglior risultato l’anno scorso, giungendo diciannovesima dopo essere partita quinta). Rispetto allo scorso anno la Patrick correrà per la prima volta a Bristol, Richmond, Kansas (in questi ultimi due ovali ha però corso con l’IndyCar) e Montreal, il primo stradale che affronterà in NASCAR. La Patrick valuterà poi se lasciare la IndyCar per la NASCAR alla fine di questa stagione, quando il suo contratto con l’Andretti Autosport scadrà. “Ho delle aspettative diverse in questa stagione rispetto alla scorsa“, ha detto la Patrick. “Adesso so cosa aspettarmi, e non sono così fuori dal mio contesto. Ho avuto un anno su cui lavorare con la mia squadra, e tornare insieme porta alcuni aspetti positivi. Devo dire grazie a tutti, a GoDaddy e al JR Motorsports, per aver reso possibile tutto ciò.”

Marco Strazzulla