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F1 – Singapore Prove Libere 1: Vettel precede le McLaren, Alonso quarto

A cura di Vincenzo Carlesimo

Si ritorna in un tracciato dove serve molto l’aerodinamica e non necessita di alte velocità e si rivede la Red Bull davanti a tutti: Sebastian Vettel ottiene il miglior tempo nella prima sessione di libere a Singapore davanti ai due piloti della McLaren e a Fernando Alonso, più indietro Kimi Räikkönen in dodicesima posizione che probabilmente era con più carico di benzina rispetto agli altri contendenti al titolo.

L’affascinante Singapore, l’unico tracciato previsto di sera con le luci artificiali, prevedeva un week-end piovoso, ma perlomeno in questa prima sessione non si è vista la pioggia e i piloti hanno potuto utilizzare le gomme soft; si attende comunque una seconda sessione bagnata.

Nella prima mezz’ora di sessione poche vetture solamente erano scese in pista, a parte per l’installation lap, il primo top-driver a portarsi davanti a tutti è stato Alonso beffato poi da Kobayashi, con il giapponese a restare a lungo al comando fino a che è stato scavalcato da Kimi Räikkönen.

Il finlandese dopo una serie di giri abbastanza lenti, in cui prendeva 4 secondi al giro dal pilota Sauber ha abbassato nettamente il tempo portandosi davanti, probabilmente avendo più benzina a bordo rispetto al giapponese ha dovuto aspettare che la vettura si alleggerisse per fare il suo giro veloce; mentre il suo compagno Grosjean, al rientro dopo la squalifica di Monza, non è riuscito ad ottenere le stesse prestazioni arrivando spesso lungo alla “turtle chicane”.

Successivamente anche gli altri piloti hanno iniziato ad abbassare i tempi: Vettel sale al comando con il tempo di 1:50.566, il tedesco precede Hamilton di appena 49 millesimi e la coppia Button ed Alonso a 9 decimi, quinto ad un secondo Pastor Maldonado.

Sesta posizione per Mark Webber; positiva la prestazione del team Force India, rispettivamente in settima ed ottava posizione con Hülkenberg davanti a Di Resta e quella della Toro Rosso che piazza Ricciardo in nona posizione, chiude la top ten in decima posizione Sergio Perez.

Räikkönen e Kobayashi protagonisti della prima parte di sessione chiudono in dodicesima e tredicesima posizione, entrambi alle spalle di Bruno Senna; una sessione un po’ in penombra per la Mercedes con Schumacher quattordicesimo e Rosberg diciottesimo e per Felipe Massa che chiude in sedicesima posizione.

L’Hrt schiera ancora una volta il cinese Qing Hua Ma al posto di Karthikeyan che chiude in ultima posizione, staccato di un secondo e mezzo dal più esperto compagno di squadra De la Rosa; l’asiatico, ancora una volta, si dimostra un pilota che non commette errori neppure nel difficilissimo tracciato di Singapore.

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Pilota Team Tempo Distacco Giri
1. Sebastian Vettel Red Bull Racing-Renault 1:50.566 24
2. Lewis Hamilton McLaren-Mercedes 1:50.615 + 0.049 15
3. Jenson Button McLaren-Mercedes 1:51.459 + 0.893 17
4. Fernando Alonso Ferrari 1:51.525 + 0.959 20
5. Pastor Maldonado Williams-Renault 1:51.576 + 1.010 20
6. Mark Webber Red Bull Racing-Renault 1:51.655 + 1.089 19
7. Nico Hülkenberg Force India-Mercedes 1:51.658 + 1.092 24
8. Paul di Resta Force India-Mercedes 1:51.943 + 1.377 21
9. Daniel Ricciardo STR-Ferrari 1:52.275 + 1.709 24
10. Sergio Perez Sauber-Ferrari 1:52.296 + 1.730 19
11. Bruno Senna Williams-Renault 1:52.629 + 2.063 25
12. Kimi Räikkönen Lotus-Renault 1:52.716 + 2.150 16
13. Kamui Kobayashi Sauber-Ferrari 1:52.839 + 2.273 23
14. Michael Schumacher Mercedes 1:52.986 + 2.420 21
15. Romain Grosjean Lotus-Renault 1:53.028 + 2.462 20
16. Felipe Massa Ferrari 1:53.080 + 2.514 17
17. Jean-Eric Vergne STR-Ferrari 1:53.189 + 2.623 25
18. Nico Rosberg Mercedes 1:53.227 + 2.661 26
19. Timo Glock Marussia-Cosworth 1:54.908 + 4.342 20
20. Heikki Kovalainen Caterham-Renault 1:55.091 + 4.525 16
21. Charles Pic Marussia-Cosworth 1:55.335 + 4.769 22
22. Vitaly Petrov Caterham-Renault 1:55.760 + 5.194 22
23. Pedro de la Rosa HRT-Cosworth 1:56.656 + 6.090 21
24. Qing Hua Ma HRT-Cosworth 1:58.053 + 7.487 20

F1 – SPA Prove libere 1: Sessione noiosa, Kobayashi miglior tempo sulla pioggia

A cura di Vincenzo Carlesimo

Dopo un mese di stop si ritorna a Spa, sul tracciato più bello del mondo, ci si aspettava che Räikkönen che tornava qui dopo 2 anni di assenza, Alonso che qui non ci ha mai vinto, Hamilton e Vettel che sperano di avere ancora speranze di mondiale scendessero subito in pista anche in condizioni di bagnato. Sbagliavamo!

Tutti quanti nei box a dormire e a guardare gli altri girare, altri che non hanno niente da perdere come Kobayashi, Ricciardo e che non si giocano il mondiale, i veri campioni di questa f1 senza palle di girare in condizioni di bagnato. Paura di guidare e di andare a sbattere? Ma siete piloti o femminucce impaurite? Credo la seconda.

Su un tracciato dove fa sempre comodo avere un set-up di bagnato, anche se è previsto bel tempo sia domani sia domenica, visto che in Belgio le condizioni cambiano molto velocemente, hanno girato solo piloti di secondo piano.

Kobayashi ottiene il miglior tempo con il tempo di 2:11.389, davanti a Maldonado, Ricciardo e Vergne; il primo top-driver, Mark Webber, lo troviamo in quinta posizione, l’unico dei Big ad aver girato seriamente anche in condizioni di bagnato, Rosberg è settimo dietro a Perez poi troviamo Vettel in nona e Schumacher che chiude la top ten, entrambi i tedeschi dietro al finlandese Bottas.

I piloti più attesi del weekend hanno girato solo nel finale: Alonso ha ottenuto un 2:40 mentre Räikkönen addirittura un 2:46, due piloti che qui su questo tracciato si giocano le loro chance iridate è incomprensibile il loro atteggiamento di fare un tempo solo per riempire la classifica.

Felipe Massa è stato l’unico pilota ad avere un guasto tecnico, nel suo tentativo infatti ha parcheggiato la Ferrari alla Bus Stop per un evidente problema al motore.

Speriamo che le seconde prove libere siamo molto più divertenti, perché questi piloti sono capaci di rendere noioso il tracciato più bello del mondo!

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Pilota Team Tempo Distacco Giri
1. Kamui Kobayashi Sauber-Ferrari 2:11.389 20
2. Pastor Maldonado Williams-Renault 2:11.941 + 0.552 14
3. Daniel Ricciardo STR-Ferrari 2:12.004 + 0.615 12
4. Jean-Eric Vergne STR-Ferrari 2:12.824 + 1.435 15
5. Mark Webber Red Bull Racing-Renault 2:13.191 + 1.802 13
6. Sergio Perez Sauber-Ferrari 2:13.861 + 2.472 16
7. Nico Rosberg Mercedes 2:14.210 + 2.821 14
8. Valtteri Bottas Williams-Renault 2:14.660 + 3.271 16
9. Sebastian Vettel Red Bull Racing-Renault 2:14.860 + 3.471 12
10. Michael Schumacher Mercedes 2:15.402 + 4.013 13
11. Paul di Resta Force India-Mercedes 2:15.812 + 4.423 11
12. Timo Glock Marussia-Cosworth 2:16.409 + 5.020 16
13. Nico Hülkenberg Force India-Mercedes 2:16.786 + 5.397 10
14. Vitaly Petrov Caterham-Renault 2:16.788 + 5.399 16
15. Lewis Hamilton McLaren-Mercedes 2:16.827 + 5.438 5
16. Jenson Button McLaren-Mercedes 2:16.861 + 5.472 8
17. Charles Pic Marussia-Cosworth 2:17.519 + 6.130 14
18. Heikki Kovalainen Caterham-Renault 2:18.199 + 6.810 10
19. Pedro de la Rosa HRT-Cosworth 2:19.546 + 8.157 12
20. Dani Clos Hrt-Cosworth 2:19.689 + 8.300 12
21. Romain Grosjean Lotus-Renault 2:38.701 + 27.312 9
22. Fernando Alonso Ferrari 2:40.749 + 29.360 4
23. Kimi Räikkönen Lotus-Renault 2:46.580 + 35.191 9
24. Felipe Massa Ferrari Nessun Tempo 2

F1 – Monaco Prove Libere 1: Alonso miglior tempo, problemi per Räikkönen

A cura di Vincenzo Carlesimo

A Monaco, la pista più glamour del campionato di F1, Fernando Alonso è stato il più veloce nella prima sessione di prove libere; difficoltà invece per Kimi Räikkönen, costretto a restare nei box per tutta la durata della sessione, per il solito problema al servosterzo che lo attanaglia dall’inizio del campionato.

L’asturiano della Ferrari ottiene un tempo di 1:16.365, precedendo Romain Grosjean con una Lotus apparsa molto competitiva sul tortuoso tracciato Monegasco e Sergio Perez con una Sauber altrettanto competitiva; quarto posto per Hamilton che ama particolarmente questo circuito, così come Maldonado che dopo la vittoria di Barcellona proverà a fare il bis.

Positiva anche la prima sessione di Felipe Massa, sesto a mezzo secondo dal compagno di squadra, il brasiliano ha dimostrato di esser competitivo su questo tracciato e spera che da qui in avanti la sua stagione sarà migliore rispetto ad un inizio di campionato un po’ in penombra.

Kobayashi è settimo, il giapponese sembra soffrire le prestazioni del suo compagno di squadra messicano e da quando Perez ha iniziato a conquistare buoni risultati non riesce ad essere più competitivo come nella scorsa stagione; Jenson Button, Vettel e Rosberg chiudono la top ten.

La Mercedes è sembrata abbastanza in forma, nonostante abbia concluso in decima e undicesima posizione il team di Haug ha girato principalmente nelle prime fasi di gara ed è scesa in classifica con gli altri che hanno abbassato i tempi sul giro; nona e tredicesima la Red Bull che non riesce a tornare a dominare come lo scorso anno ed alterna prestazioni esaltanti ad altre mediocri.

Kimi Räikkönen non ha girato e chiude ultimo in classifica, in difficoltà anche l’altro finlandese Kovalainen con il motore Renault del team Caterham che è esploso a 10 minuti dal termine, causando la bandiera rossa e la chiusura anticipata della sessione.

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Pilota Team Tempo Distacco Giri
1. Fernando Alonso Ferrari 1:16.265 22
2. Romain Grosjean Lotus-Renault 1:16.630 + 0.365 17
3. Sergio Perez Sauber-Ferrari 1:16.711 + 0.446 19
4. Lewis Hamilton McLaren-Mercedes 1:16.747 + 0.482 12
5. Pastor Maldonado Williams-Renault 1:16.760 + 0.495 20
6. Felipe Massa Ferrari 1:16.843 + 0.578 19
7. Kamui Kobayashi Sauber-Ferrari 1:17.038 + 0.773 21
8. Jenson Button McLaren-Mercedes 1:17.190 + 0.925 13
9. Sebastian Vettel Red Bull Racing-Renault 1:17.222 + 0.957 14
10. Nico Rosberg Mercedes 1:17.261 + 0.996 18
11. Michael Schumacher Mercedes 1:17.413 + 1.148 14
12. Nico Hülkenberg Force India-Mercedes 1:17.631 + 1.366 18
13. Mark Webber Red Bull Racing-Renault 1:18.106 + 1.841 14
14. Jean-Eric Vergne STR-Ferrari 1:18.209 + 1.944 25
15. Daniel Ricciardo STR-Ferrari 1:18.252 + 1.987 28
16. Paul di Resta Force India-Mercedes 1:18.302 + 2.037 16
17. Bruno Senna Williams-Renault 1:18.617 + 2.352 20
18. Heikki Kovalainen Caterham-Renault 1:19.039 + 2.774 20
19. Vitaly Petrov Caterham-Renault 1:19.341 + 3.076 16
20. Narain Karthikeyan HRT-Cosworth 1:20.838 + 4.573 26
21. Charles Pic Marussia-Cosworth 1:20.895 + 4.630 18
22. Timo Glock Marussia-Cosworth 1:21.638 + 5.373 9
23. Pedro de la Rosa HRT-Cosworth 1:22.423 + 6.158 15
24. Kimi Räikkönen Lotus-Renault Nessun tempo 1

F1 – Suzuka, qualifiche: Vettel beffa Button. Dodicesima pole per il tedesco.

SUZUKA 08.10.2011 Sembrava essere il giorno di Jenson Button, invece l’ha spuntata ancora una volta Sebastian Vettel, autore di un giro superlativo, in grado di colmare quel piccolo qualcosa in più che la McLaren sembra avere in Giappone.

Soltanto nove millesimi hanno concesso la pole a Sebastian, alle cui spalle scatteranno Button, Hamilton e un Massa in grado di fare meglio di Alonso. Mark Webber, invece, è risultato l’ultimo pilota in Q3 che abbia registrato un tempo: sesto.

Succede infatti che Schumacher, Senna, Petrov e Kobayashi preferiscono non fare il giro cronometrato, risparmiando quanti più set di gomme possibili, facendola così in barba a questo sistema di qualifiche che con l’ingresso di Pirelli ha perso di interesse.

In sesta fila il team Force India conferma la propria crescita, piazzando Sutil e Di Resta, alle cui spalle scatterà la coppia Williams guidata da Barrichello. L’ottava fila per le Toro Rosso di Buemi e Alguersuari, conferma i problemi in qualifica della casa italiana.

Brutta giornata per Rosberg, costretto ai box per noie al cambio. Il tedesco partirà dall’ultima fila al fianco di Liuzzi, vittima di problemi idraulici.

 

Pos Driver Team Time 
 1.  Sebastian Vettel      Red Bull-Renault     1m30.466s
 2.  Jenson Button         McLaren-Mercedes     1m30.475s
 3.  Lewis Hamilton        McLaren-Mercedes     1m30.617s
 4.  Felipe Massa          Ferrari              1m30.804s
 5.  Fernando Alonso       Ferrari              1m30.886s
 6.  Mark Webber           Red Bull-Renault     1m31.156s
 7.  Michael Schumacher    Mercedes             No time
 8.  Bruno Senna           Renault              No time
 9.  Vitaly Petrov         Renault              No time
10.  Kamui Kobayashi       Sauber-Ferrari       No time

11.  Adrian Sutil          Force India-Mercedes 1m32.463s
12.  Paul di Resta         Force India-Mercedes 1m32.746s
13.  Rubens Barrichello    Williams-Cosworth    1m33.079s
14.  Pastor Maldonado      Williams-Cosworth	 1m33.224s
15.  Sebastien Buemi       Toro Rosso-Ferrari   1m33.227s
16.  Jaime Alguersuari     Toro Rosso-Ferrari   1m33.427s
17.  Sergio Perez          Sauber-Ferrari       No time
18.  Heikki Kovalainen     Lotus-Renault        1m35.454s
19.  Jarno Trulli          Lotus-Renault        1m35.514s
20.  Jerome D'Ambrosio     Virgin-Cosworth      1m36.439s
21.  Timo Glock            Virgin-Cosworth      1m36.507s
22.  Daniel Ricciardo      HRT-Cosworth         1m37.846s
23.  Nico Rosberg          Mercedes             No time
24.  Tonio Liuzzi          HRT-Cosworth         No time

 

F1 – Singapore, libere 3 – Webber luce nel buio

SINGAPORE 24.09.2011 Tra le tenebre orientali Mark Webber fa segnare il miglior tempo nell’ultima sessione disponibile di prove liere. L’australiano precede di appena 27 millesimi Jenson Button, il quale fa da sandwitch alla coppia RedBull visto il terzo tempo di Sebastian Vettel che già domenica può giocarsi il primo match ball per far tacere anche la matematica riguardo l’iride.

Chiude col quarto tempo Fernando Alonso, con una Ferrari a proprio agio, viste le coperture preferite quali option e super soft. Dopo lo spagnolo, precisamente con mezzo secondo di ritardo, fa la sua presenza Lewis Hamilton, peraltro autore di ben venti giri alla ricerca del settaggio migliore.

Dopo le ottime gare di Spa e Monza, continua la crescita del team Mercedes con Rosberg e Schumacher in grado di far meglio di Massa, il quale è distante ben 2”6 dal tempo di Webber.

In Top Ten chiudono Kobayashi e Sutil, quest’ultimo con un ritardo superiore ai tre secondi. Alle loro spalle tutti vicini tra loro Perez, Buemi, Di Resta, Maldonado e Barrichello, poi le Lotus Renault di Petrov e Senna in apparente difficoltà su questo tracciato.

Chiude con l’ultimo tempo Vitantonio Liuzzi, lontano 9 secondi dal tempo di riferimento.

Pos Pilota Team Time Giri
 1.  Mark Webber           Red Bull-Renault       1m46.081s           15
 2.  Jenson Button         McLaren-Mercedes       1m46.108s  + 0.027  17
 3.  Sebastian Vettel      Red Bull-Renault       1m46.345s  + 0.264  14
 4.  Fernando Alonso       Ferrari                1m46.396s  + 0.315  14
 5.  Lewis Hamilton        McLaren-Mercedes       1m46.936s  + 0.855  20
 6.  Nico Rosberg          Mercedes               1m47.831s  + 1.750  14
 7.  Michael Schumacher    Mercedes               1m47.837s  + 1.756  12
 8.  Felipe Massa          Ferrari                1m48.711s  + 2.630  12
 9.  Kamui Kobayashi       Sauber-Ferrari         1m49.057s  + 2.976  15
10.  Adrian Sutil          Force India-Mercedes   1m49.304s  + 3.223  16
11.  Sergio Perez          Sauber-Ferrari         1m49.583s  + 3.502  17
12.  Sebastien Buemi       Toro Rosso-Ferrari     1m49.679s  + 3.598  18
13.  Paul di Resta         Force India-Mercedes   1m49.816s  + 3.735  18
14.  Pastor Maldonado      Williams-Cosworth      1m49.851s  + 3.770  17
15.  Rubens Barrichello    Williams-Cosworth      1m50.189s  + 4.108  15
16.  Vitaly Petrov         Renault                1m50.229s  + 4.148  15
17.  Bruno Senna           Renault                1m50.523s  + 4.442  14
18.  Jaime Alguersuari     Toro Rosso-Ferrari     1m50.547s  + 4.466  17
19.  Heikki Kovalainen     Lotus-Renault          1m52.510s  + 6.429  17
20.  Jerome D'Ambrosio     Virgin-Cosworth        1m52.697s  + 6.616  19
21.  Daniel Ricciardo      HRT-Cosworth           1m53.728s  + 7.647  17
22.  Jarno Trulli          Lotus-Renault          1m53.823s  + 7.742  18
23.  Timo Glock            Virgin-Cosworth        1m53.829s  + 7.748  16
24.  Tonio Liuzzi          HRT-Cosworth           1m55.203s  + 9.122  17

F1 – Silverstone, libere 3: Vettel di un soffio su Alonso

SILVERSTONE 09.07.2011 Nell’umida e movimentata sessione inglese, Sebastian Vettel si conferma e ribadisce le qualità della RedBull, alla luce degli ultimi cambi regolamentari. Il campione del mondo però è incalzato da Fernando Alonso, lontanto solo 63millesimi e competitivo sia sull’umido che sull’asciutto.

A confermare il duopolio RedBull-Ferrari ci pensano Webber e Massa, rispettivamente col terzo e quarto tempo. Alle loro spalle sorprende il tempo di Maldonado, mentre Button col sesto cronometro tiene alto in nome McLaren, visto anche il tredicesimo tempo di Hamilton, in apparente difficoltà con queste condizioni sul circuito di casa.

Ottimi risultati per le Sauber. Kobayashi ha chiuso col settimo tempo, Perez col nono, intervallati dalla Merdedes di Rosberg. Chiude la Top Ten Paul Di Resta, il quale riesce a far meglio di Michael Schumacher, autore del tempo soltanto negli ultimi due giri, visti i problemi che lo hanno tenuto ai box per lungo tempo.

Risultati orrendi in casa Lotus Renault, ove pagano le ultime modifiche regolamentari. Petrov non riesce a fare meglio del quindicesimo tempo, mentre Heifeld ha chiuso col diciottesimo cronometro.

In coda Daniel Ricciardo riesce a far meglio di Tonio Liuzzi.

 

Pos  Driver              Team/Car              Time       Gap       Laps
 1.  Sebastian Vettel    Red Bull-Renault      1m31.401s            17
 2.  Fernando Alonso     Ferrari               1m31.464s  + 0.063s  20
 3.  Mark Webber         Red Bull-Renault      1m31.829s  + 0.428s  12
 4.  Felipe Massa        Ferrari               1m32.169s  + 0.768s  20
 5.  Pastor Maldonado    Williams-Cosworth     1m32.496s  + 1.095s  20
 6.  Jenson Button       McLaren-Mercedes      1m32.956s  + 1.555s  18
 7.  Kamui Kobayashi     Sauber-Ferrari        1m33.014s  + 1.613s  20
 8.  Nico Rosberg        Mercedes              1m33.044s  + 1.643s  23
 9.  Sergio Perez        Sauber-Ferrari        1m33.264s  + 1.863s  21
10.  Paul di Resta       Force India-Mercedes  1m33.423s  + 2.022s  22
11.  Michael Schumacher  Mercedes              1m33.551s  + 2.150s  11
12.  Adrian Sutil        Force India-Mercedes  1m33.660s  + 2.259s  22
13.  Lewis Hamilton      McLaren-Mercedes      1m33.842s  + 2.441s  16
14.  Rubens Barrichello  Williams-Cosworth     1m33.905s  + 2.504s  21
15.  Vitaly Petrov       Renault               1m34.042s  + 2.641s  22
16.  Jaime Alguersuari   Toro Rosso-Ferrari    1m34.329s  + 2.928s  20
17.  Sebastien Buemi     Toro Rosso-Ferrari    1m34.799s  + 3.398s  20
18.  Nick Heidfeld       Renault               1m34.822s  + 3.421s  21
19.  Heikki Kovalainen   Lotus-Renault         1m35.225s  + 3.824s  21
20.  Jarno Trulli        Lotus-Renault         1m36.905s  + 5.504s  21
21.  Timo Glock          Virgin-Cosworth       1m37.614s  + 6.213s  18
22.  Jerome D'Ambrosio   Virgin-Cosworth       1m38.068s  + 6.667s  20
23.  Daniel Ricciardo    HRT-Cosworth          1m38.289s  + 6.888s  19
24.  Tonio Liuzzi        HRT-Cosworth          1m38.568s  + 7.167s  17

 

F1 – Valencia, qualifiche: RedBull pigliatutto. Settima pole per Vettel.

VALENCIA 25.06.2011 Cambia il regolamento, non il risultato. Sebastian Vettel e Mark Webber tornano a fare i pigliatutto nell’ottavo appuntamento stagionale, con il tedesco che conquista la settima partenza al palo dell’anno.

Alle loro spalle scatterà la coppia Hamilton-Alonso, riproposta anche in terza fila, a colori invertiti da Massa e Button. Un gradino indietro in termini prestazionali, le Mercedes fanno tutta loro la quarta fila con Rosberg che precede Schumacher di appena nove millesimi. In quinta fila, oltre la Lotus di Heidfeld scatterà Adrian Sutil, sorprendentemente decimo, in grado di cacciare Petrov fuori dalla Q3 per appena 34 millesimi. Entrambi han chiuso senza tempo pur di risparmiare un treno di gomme morbide.

Il russo partirà quindi dall’undicesima piazza davanti a Di Resta, Barrichello e Kobayashi. Brutta qualifica per il team Toro Rosso il quale non va oltre il 17esimo con Buemi non riesce ad accedere al Q2 con Alguersuari, il quale partirà diciottesimo.

 

 

Pos  Pilota                Team                  Tempo         Gap   
 1.  Sebastian Vettel      Red Bull-Renault      1m36.975
 2.  Mark Webber           Red Bull-Renault      1m37.163  +  0.188
 3.  Lewis Hamilton        McLaren-Mercedes      1m37.380  +  0.405
 4.  Fernando Alonso       Ferrari               1m37.454  +  0.479
 5.  Felipe Massa          Ferrari               1m37.535  +  0.560
 6.  Jenson Button         McLaren-Mercedes      1m37.645  +  0.670
 7.  Nico Rosberg          Mercedes              1m38.231  +  1.256
 8.  Michael Schumacher    Mercedes              1m38.240  +  1.265
 9.  Nick Heidfeld         Renault               No time
10.  Adrian Sutil          Force India-Mercedes  No time

11.  Vitaly Petrov         Renault              1m39.068s  +  1.763
12.  Paul di Resta         Force India-Mercedes 1m39.422s  +  2.117
13.  Rubens Barrichello    Williams-Cosworth    1m39.489s  +  2.184
14.  Kamui Kobayashi       Sauber-Ferrari       1m39.525s  +  2.220
15.  Pastor Maldonado      Williams-Cosworth    1m39.645s  +  2.340
16.  Sergio Perez          Sauber-Ferrari       1m39.657s  +  2.352
17.  Sebastien Buemi       Toro Rosso-Ferrari   1m39.711s  +  2.406    
18.  Jaime Alguersuari     Toro Rosso-Ferrari   1m40.232   +  1.819
19.  Heikki Kovalainen     Lotus-Renault        1m41.664   +  3.251
20.  Jarno Trulli          Lotus-Renault        1m42.234   +  3.821
21.  Timo Glock            Virgin-Cosworth      1m42.553   +  4.140
22.  Tonio Liuzzi          HRT-Cosworth         1m43.584   +  5.171
23.  Jerome D'Ambrosio     Virgin-Cosworth      1m43.735   +  5.322
24.  Narain Karthikeyan    HRT-Cosworth         1m44.363   +  5.950

107% time: 1m45.301s

 

F1 – “Da 0 a 10” – Le pagelle del Gp del Canada

Ci hanno tenuto col dubbio fin dall’inizio con l’atroce dilemma “Si parte o non si parte…questo è il problema”; poi, una volta partiti, si è scatenato l’inferno, diviso in tanti gironi, uno più crudele dell’altro. Ad uscirne vittorioso è stato Jenson Button, duro con Hamilton ed Alonso, pressante nei confronti di Vettel nel finale, inducendo così il tedesco all’errore. E a proposito di tedeschi, come non parlare del Kaiser ritrovato, abile sull’umido, tenace sull’asciutto, quell’asciutto che invece ha tradito Massa, sesto al traguardo, dopo un arrivo al fotofinish con Kobayashi. Probabilmente abbiamo assistito al gran premio più emozionante della stagione, e con la stessa emozione proviamo a dare i giudizi nel classico modo. “Da 0 a 10” capitolo 7: Canada.

 

VOTO 0 A LEWIS HAMILTON

Correte, scappate, insomma levatevi di mezzo se nei vostri paraggi c’è lui. Pronti, via e il Lewis furioso tocca Webber alla prima curva mandando l’australiano in testa coda. Come se non bastasse l’inglese cerca di sopravanzare anche Button in un punto non certo facile: mossa suicida. In un gran premio caotico, più che la pioggia la vera preoccupazione è lui.

AUTOSCONTRISTA

 

VOTO 1 AI METEREOLOGI CANADESI

Certo che prevedere una pioggerellina ad intermittenza per la gara è stata una vera e propria bufala. Sull’isola di Notre Dame si è abbattuto un vero e proprio diluvio, tale da causare l’interruzione della gara per quasi due ore. Forse una sistematina ai software di rivelazione sarebbe utile.

CONFUSI

 

VOTO 2 ALLA SCIVOLATA DELLO STEWART

Al giro 59 rischia di consumarsi un brutto dramma. Uno stewart, nel tentativo di raccogliere un detrito di carbonio, scivola restando in traiettoria e rischiando di essere falciato da una Sauber. Per fortuna riesce a reagire in tempo e a spostarsi, complici anche i riflessi del pilota. Soltanto un attimo di paura.

PERICOLOSA

 

VOTO 3 AD ADRIAN SUTIL

Semina panico ovunque egli si trovi. Sorpassa in regime di safety car, poi colpisce Rosberg danneggiando la propria ala, infine si ritira complice un cambio gomme non certo felice.

TERRORISTA

 

VOTO 4 A NICO ROSBERG

Brutta prestazione per il giovane tedesco, visibilmente a disagio sull’umido e giunto undicesimo al traguardo, complice un tamponamento ricevuto da parte di Sutil. Mentre il teammate regalava emozioni nelle zone Top, lui arrancava nelle retrovie. Una gara da dimenticare.

FANTASMA

 

VOTO 5 A FELIPE MASSA

Si impegna, ma non riesce a (ri)sollevare le sue sorti, tanto meno quelle della Ferrari. Parte bene e sul bagnato tiene la seconda piazza, ma si perde nel doppiaggio di una Hispana, uscendo fuori dalla traiettoria e finendo a muro. Fortunatamente ha danneggiato solo l’ala anteriore, il muretto poteva essere più duro. Grintoso nel finale quando strappa il sesto posto a Kobayashi, ma è solo una magra consolazione.

INFELICE

 

VOTO 6 AL GAZEBO MERCEDES

Continuano le innovazioni nel mondo della F1. Sotto la pioggia battente, mentre tutti gli atri team coprivano le rispettive vetture con semplici teloni, in casa Mercedes hanno ben pensato di montare un gazebo. Visto l’andazzo in campionato, meritano il premio come migliore innovazione al di fuori della gara. Chissà se in futuro si attrezzeranno anche di un barbecue.

ORIGINALE

 

VOTO 7 A SEBASTIAN VETTEL

Pecca di conservatività il buon Sebastian e perde l’occasione della prima vittoria in terra canadese. Nel finale, pressato da Button, il tedesco cerca di mantenere il distacco dall’inglese sopra il secondo, per paura della magica ala mobile attivabile sul rettilineo pre-traguardo. Rischia tanto il biondo, si gira a poche curve dalla bandiera a scacchi regalando così la vittoria al driver McLaren. Gli è finita bene, se fosse andato a muro…

IMPAURITO

 

VOTO 8 A KAMUI KOBAYASHI

E’ il nuovo “professore” del circus. Tattico, docile con le gomme e sempre al posto giusto nel momento giusto. Si avvia tredicesimo e balza in seconda posizione non cambiando gli pneumatici nei primi 25 giri. Del resto cerca di amministrare come può, perde il sesto posto in volata, ma con questa Sauber un settimo posto del genere è da incorniciare.

COACH

 

VOTO 9 A MICHAEL SCHUMACHER

Sì, è tornato. Dopo tante gare vissute in affanno, l’orgoglio del Kaiser è tornato a dettar legge nel momento in cui le differenze tecniche dei mezzi vengono annullati. Sull’umido Schumacher ha una marcia in più: si sbarazza di Webber e di Heidfeld, per poi fare di un sol boccone sia Massa che Kobayashi. Nel finale resiste agli attacchi di Webber per molti giri, poi si arrende al DRS di Button e dell’austriaco. Perde il podio a tre giri dal termine, ma quel che più conta è rivederlo lottare come ai vecchi tempi. Per il ciclo: “42 anni e non sentirli”.

INDIAVOLATO

 

VOTO 10 A JENSON BUTTON

Non son bastati due incidenti, una foratura e un drive-trough a fermare il ritorno alla vittoria del pilota inglese. Seppur aiutato dall’ingresso della safety-car il buon Jenson riesce a cogliere l’attimo in cui le condizioni meteo e la sua McLaren volano sull’asfalto canadese. Risale dalle retrovie in men che non si dica, poi liquida Webber e uno straordinario Schumacher gettandosi alle calcagna di Vettel. Il tedesco però si auto elimina e lui lo ringrazia per “la miglior vittoria della sua carriera”. Un esempio di professionalità e correttezza. In McLaren non si vive di solo Hamilton.

FENICE

 

Valerio Lo Muzzo

F1 – Melbourne: Squalificate le due Sauber

Sergio Perez e Kamui Kobayashi sono stati esclusi dalla classifica finale del GP d’ Australia, a causa di irregolarità tecniche riscontrate sulle loro vetture. A risultare non conforme sarebbe stata l’ ala posteriore, che avrebbe violato i seguenti articoli:

Article 3.10.1 reads: “Any bodywork more than 150mm behind the rear wheel centre line which is between 150mm and 730mm above the reference plane, and between 75mm and 355mm from the car centre line, must lie in an area when viewed from the side of the car that is situated between 150mm and 350mm behind the rear wheel centre line and between 300mm and 400mm above the reference plane. When viewed from the side of the car no longitudinal cross section may have more than one section in this area.

“Furthermore, no part of this section in contact with the external air stream may have a local concave radius of curvature smaller than 100mm.

“Once this section is defined, ‘gurney’ type trim tabs may be fitted to the trailing edge. When measured in any longitudinal cross section no dimension of any such trim tab may exceed 20mm.”

3.10.2 states: “Other than the bodywork defined in Article 3.10.9, any bodywork behind a point lying 50mm forward of the rear wheel centre line which is more than 730mm above the reference plane, and less than 355mm from the car centre line, must lie in an area when viewed from the side of the car that is situated between the rear wheel centre line and a point 350mm behind it.”

A seguito dell’ esclusione del duo Sauber, ecco il nuovo ordine di arrivo:

 

1. Vettel Red Bull-Renault

2. Hamilton McLaren-Mercedes

3. Petrov Renault

4. Alonso Ferrari

5. Webber Red Bull-Renault

6. Button McLaren-Mercedes

7. Massa Ferrari

8. Buemi Toro Rosso-Ferrari

9. Sutil Force India-Mercedes

10. Di Resta Force India-Mercedes

11. Alguersuari Toro Rosso-Ferrari

12. Heidfeld Renault

13. Trulli Lotus-Renault

14. D’Ambrosio Virgin-Cosworth

 

Davide Mainò


 

Satyricon – Gp Giappone

La sua “Zantetsu-Ken” è, come sempre, al suo fianco. Calato nel minuscolo ma per lui spaziosissimo abitacolo, da anni pretende l’ascolto in cuffia di musica tradizionale giapponese mentre tracanna sakè a pochi minuti dalla partenza. Tendenzialmente rifiuta le donne, ma per quella ragazza ancheggiante in pit lane dai capelli color del grano maturo, per quella che ad una prima impressione potrebbe risultare un maschietto (ma ahimè sei nata tu …) in corsetto , per quella sua ridicola spada appesa al fianco farebbe volentieri uno strappo alla regola.

Anche più di uno...”

Lui è Goemon “Kobayashi” Ishikawa e oggi è più caldo della sua katana, oggi farà a fette tutto quello che si intrometterà tra sé e il tenere alto l’onore della sua Madre Patria. Lui/Lei è Oscar, sesta figlia femmina del Buon Padre Generale Reyneir de Jarjayes, comandante della Guardia Reale. Pass “All Access”e atteggiamento da consumata diva del cinema, si aggira con fare guardingo tra tutte quelle strane vetture dall’ aria vagamente familiare. Ricordi vaghi di un passato che cerca di riaffiorare si stagliano all’orizzonte come il profilo di una Bastiglia destinata ad essere demolita dalle cannonate. Dove ha già visto quel tipo di vetture ? In tv, tanto tempo fa, una sigla riguardanti cinque amici. Come Luna Rossa per l’attacco di Vega, la memoria torna.

Le ruote posteriori possono rientrare all’ interno della carrozzeria, le macchine si possono unire, Supercar Gattiger, il professor Kabuki, i Demoni Neri !!! “.

La Lady Oscar e il suo fiocco blu di oggi non si nascondono più. Và dritta al bersaglio, Blackberry in una mano e Spritz nell’altra. Vuole il numero del tipo tenebroso con quel gran mantello nero che ondeggia anche (e soprattutto) nel vuoto spaziale, tutto impegnato a studiare le mille funzioni del volante di Yattaran “Yamamoto”. A fermarla non sarà quella grossa cicatrice, non sarà quella piccola bimba che porta a spasso da anni, non sarà il Pianeta Mazone ne tantomeno il mutuo per pagare l’ assicurazione di quella astronave tristemente sospesa a mezz’aria battente bandiera pirata.

Tanto l’assicurazione di questi tempi non la paga praticamente più nessuno … Ehi, bel tenebroso. Solo tre cose. Il tuo nome, il tuo numero di cell e cosa bevi

Mi chiamo Harlock, Capitan Harlock. Non so’ cosa sia il cell. A differenza di Goemon io non bevo. Lotto. Lotto contro la Classe Dirigente e il suo Primo Ministro che vogliono solamente racimolare voti alle elezioni, che negano l’evidenza dei gravi problemi che ci affliggono, che costringono ai margini della società chiunque non condivida il loro pensiero. Lotto contro l’indifferenza che attanaglia l’Umanità, contro il Pianeta Mazone e contro il … “

Ehi BelCapitano, credevo fossi giapponese e vivessi negli anni ’70. Non ti facevo né Italiano, né Contemporaneo. Vedo che almeno tu hai un lavoro a tempo indeterminato. Non ti rubo altro tempo. AuRevoir…”

Lo sguardo di Harlock è perso a mezz’aria, rapito. Anche la Yamato del Capitano Avatar è scesa fin quaggiù per godersi lo spettacolo del Gran Prix di Japan. “Meravigliosa Nave, Meravigliosa Nova

Passi svelti, furtivi, mischiati tra quelli di meccanici assonnati che abbandonano precipitosamente la starting grid. Solo un occhio attento come il suo poteva notare quella piccolo cappello di paglia abbandonato a bordo pista. Figurarsi se in una giornata come quella di ieri, tra pioggia torrenziale e circuito che pareva un fiume in piena, il piccoletto con le orecchie a sventola e la sua canna fatta di magia (non Maria) non passavano di qui. “Per dimenticare qui il cappello anche uno come Sampei non deve aver preso niente, nemmeno un Matsugoru”. Nessuno, a parte il solito Maylander, ieri pomeriggio ha avuto la possibilità di combinare qualcosa. Gli unici felici nell’acquitrino delle qualifiche del sabato erano, e non poteva essere altrimenti, Demetan, Ranatan e tutta la banda dei Ranocchi.

Semafori che si accendono, rombo che sale su fino all’Arcadia ormeggiata lassù nel cielo, rombo che sveglia di colpo una CandyCandy appisolata in tribuna affianco al suo amato Terence e alla sua bandiera inglese con il nome Jenson stampato sopra. Per riuscire a recuperare una domenica libera “Signorina Sbadatella” ha dovuto chiedere un cambio turno sei mesi prima, promettendo alla collega Licia e al suo vecchio e pulcioso Spank di rientrare in ospedale per il turno di mezzanotte. “Manco fossi Cenerentola … “

Al Pronti-Via subito Petrov, Hulkemberg, Felipe e Vitantonio ,senza averlo mai nemmeno provato al simulatore, entrano in modalità “Unione”. Le ruote però non rientrano nelle carrozzerie, gli spinotti multifunzione non si agganciano, le centraline non comunicano, i pezzi volano dappertutto lungo quel prato verde pastello che sembra seguire la curvatura terrestre come il campo da calcio di Holly e Benji.

Gemiti sommessi, rumori sordi misti a disperazione vengono soffocati da un improvviso rombo in pit lane. Bernd Maylander è in mutande, legato come un salame assieme all’amico dottore. La S.C. Si avvia ed esce dalla pitlane sgasando, saltellando, scodando, priva di qualsiasi controllo di trazione. Alla guida c’è Arsenico detto Lupin. La sua scommessa con Fujico era semplice : “ Se mi tengo dietro tutte le F1 mi dai un bacio !!!”.

Di giri di pista con al suo fianco il fido Jigen e il suo mozzicone di sigaretta spento ne fa cinque o sei, inseguito da una frotta di macchine zigzaganti a sua volta inseguite da una scassata Renault4 dal lampeggiante blu acceso. Papà Zenigata non molla mai. Nemmeno davanti a Kubica che perde per strada una ruota senza nessun motivo apparente.

Kubica Radio Switch On “ Quel meccanico che assomiglia a Elvis Presley, addetto alla posteriore destra, l’ho già visto… ma non ricordo dove e quando. Trovatemelo !!!“ KubicaRadio Switch Off.

Takaya Todoroki con il tempo si è fatto subdolo, agisce nell’ombra, agisce su mandato di Niki Lans. In un modo o nell’ altro a fine anno il volante di Robert sarà suo, in un modo o nell’altro la Renault Todoroky Special a sei ruote riuscirà a sconfiggere la stramaledetta Hayabusa Special dai cinque motori di KenFalco. Ora però è tempo di scappare, la Security Giapponese è terribile. Meglio non avere a che fare con la D.D3.J.M.G Corporation (DaltaniusDaitarn3JeegMazingaGoldrake era obiettivamente troppo lungo).

Dopo anni di battaglie per salvare il Pianeta, i Robottoni si sono costituiti in S.p.A. nel vano tentativo di salvare l’Umanità dal suo problema più grande : se stessa. Con loro ai tornelli d’ingresso uno come Takaya non avrà scampo, uno come Niki Lans dovrà cambiare mestiere. Che so, darsi all’ aviazione commerciale.

La S.C. Non rientra in pitlane. Semplicemente scompare come per magia. L’ennesima di un Lupin che torna a casa con un bacio al giro, una Mercedes nuova fiammante e la coppa del primo classificato. “Tanto quel vecchietto di Whiting non si accorgerà mai che l’ho sostituita con una copia !”

Un sorriso malizioso appare da sotto le larghe tese del cappello di Jigen. Deve ammetterlo. Anche stavolta il suo amico ha superato sé stesso, anche stavolta assieme verso il Tramonto. Dai Zazà, sarà per la prossima volta…

Sparita la Mercedes di Bernd la gara riparte con le telecamere che inquadrano altre due Mercedes subito impegnate in un duello all’ ultimo sangue. Lo spazio per le loro poco rilevanti imprese dura poco. Goemon”Kobayashi” reclama l’attenzione tutta per sé. Dando sfoggio di destrezza ( e insanità mentale del progettista ) senza uguali, guida a 300 km/h con una mano sola mentre con l’altra tappa il buco dell’ F-Duct nel tentativo di raggiungere Alguersari. Katana tra i denti, sguardo truce di chi già pregusta il momento dell’esecuzione del gesto, ritarda oltre il limite la staccata al tornantone, fulminando lo spagnolo una prima volta con una manovra che fa cantare l’inno nazionale a tutto il Giappone.

Dopo una prima e unica serie di inutili pitstop da parte di praticamente tutti quelli che partivano con gomme morbide in cui nessuno guadagna o perde niente, le due Mercedes di Nico e Michael sono ancora ai ferri corti. Li davanti Sebastian, Mark e Fernando fanno gara a sé a suon di giri veloci seguiti da uno spuntato Jenson e dal compagno Lewis. Escluendo i botti iniziali, si assiste ad una prima fase di gara per certi versi noiosa.

Noia che gli equipaggi dell’ Arcadia, della Yamato, dello sgangherato Barracuda del Capitano Lyce e di tutta l’allegra compagnia di quarantenni capitanata da Conan e dalla sua dolce Lana, daTeppei, Rigel, Sam il Pistolero del West, da Carletto il Principe dei Mostri e dalle sue Grupie Anna dai Capelli Rossi, Venusia, Memole e Chobin combattono a colpi di spuma bionda e sakè.

Sakè…

Al trentottesimo giro Goemon ”Kobayashi” rientra ai box per la prima e ultima volta. Contrariamente alle regole imposte della Fia, fa il pieno. Di sakè, per l’appunto. Ritrova l’amata pista nel momento esatto in cui Lewis perde in contemporanea la terza marcia e due secondi a giro dal compagno Jenson, per la gioia di Terence che in tribuna sventola una vecchia bandiera inglese e la rabbia di CandyCandy che si sveglia per la seconda volta.

Che sbadigli grandi che fai, anche nella neve più alta e più bianca che mai …”

Stro..o !!”

Dopo trent’anni si amano ancora come il primo giorno, è evidente. E’ fuori moda, ma è evidente.

Sei giri dopo Alguersuari rivede l’incubo materializzarsi negli specchietti. La telecamera zoomma velocemente sui suoi occhi sgranati e colmi di terrore. E’ ancora Lui, l’imprevedibile Goemon ”Koba”, che stavolta lo spernacchia all’esterno, costringendolo al repentino ritorno ai box dopo avergli spezzato un pezzo d’ala anteriore. Anche Koba semina pezzi, ma non sente e non vede nulla. Con il fumo derivante dall’ esplosione del motore di Sutil, anche per un samurai come lui è difficile vedere qualcosa.

Neanche Nico vede, ma sente. La sua posteriore sinistra salta via in pieno appoggio e accelerazione, colpita forse da un non-inquadrato Missile Centrale partito dalla Mercedes dell’esperto Schumacher Quando la nebbia oleosa e polverosa si dirada, Barrichello è davanti a “Koba”. Con tutta l’esperienza portata a spasso dal buon Rubens ( non è vecchio, è esperto ) non serve estrarre la “Zantetsu-Ken”. Impossibile non notare la bandiera giapponese posta ai sessanta metri dal tornante. Quello è il suo territorio di caccia, quello è il suo punto di staccata, quello è il posto in cui tutti oggi devono guardare negli specchietti e farsi da parte. Rubens lo sa. Anche il ritrovato Heidfeld è abbastanza esperto per capirlo al volo un giro dopo, lasciando a “Koba” e alla sua Katana l’onore della settima piazza, a tutto il Giappone un nuovo eroe da idolatrare.

I titoli di coda arrivano inaspettati, al contrario del giro più veloce di un Ken “Webber” il Guerriero che anche per quest’anno toglie la soddisfazione dell’ Hat Trick al comunque felice Seb Vettel. Nando e la sua Rossa si piazzano terzi. Più di cosi qui non si poteva fare.

E’ Grande Festa alla corte di Seb. Lady Oscar doveva premiare il vincitore ma non la si trova da nessuna parte. Evidentemente il vizietto di nascondersi nella grande stanza del re non gli è ancora passato.

Un Charlie Whiting ormai sulla soglia dell’ infarto la sostituisce al volo con un biondo cotonato, atletico, vestito anni ’70. E’ un certo Mirko dei BeeHive, buoni per tutte le occasioni. Battesimi, Cresime e Matrimoni compresi.

Sarà anche stanco dopo cinquantatrè giri tirati, ma per Sebastian il trofeo del primo classificato di quest’anno è stranamente leggero. Sembra di cartone. Il pensiero che il Giappone stia intraprendendo una nuova strada ecologista lo sfiora solo per un momento. Mai farsi troppe domande davanti a migliaia di macchine fotografiche.

Immagini sgranate, a bassissima definizione, caratteri giapponesi incomprensibili, con quel desiderio sempre latente di chiedere a mamma e papà cosa significhino quei tre geroglifici alla fine del cartone, una canzone riempie il salotto, La Canzone.

Senti ragazzo nella tua stanza, tra i manifesti degli eroi

lasciagli un posto perchè tu da grande di lui ti ricorderai !

Il suo nome è Seb Seb Vettel, non lo batteranno mai …

quello che fa Seb Seb Vettel tu da grande lo farai !!!

PS

I caratteri alla fine si leggevano “Tsuzuku”, in hiragana.

Letteralmente “Continua” .

Per vedere la parola “Owari” bisognerà aspettare altre tre puntate.

Trent’anni fa Google semplicemente non esisteva.

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