Category: Champ Car

V8 Supercars – Svolta australiana per Jacques Villeneuve?

jacques

Archiviata la breve esperienza in Nascar, mai realmente decollata, negli ultimi tempi Jacques Villeneuve, campione del mondo di F.1 con la Williams nel 1997, si è riciclato in Medio Oriente firmando col team Durango per disputare il Campionato Speedcar Series. Adesso, secondo indiscrezioni comparse sui principali giornali australiani, l’ormai ex pilota ufficiale Peugeot impegnato nelle ultime due edizioni della 24 Ore di Le Mans sarebbe in trattativa per correre nella selettiva V8 Supercar con il team Super Cheap Racing diretto da Paul Morris. Se l’accordo si concretizzerà il 37enne pilota canadese  avrà a disposizione una Holden con la quale sarà chiamato ad affiancare il britannico Russell Ingall, campione V8 Supercar nel 2005.

Ermanno Frassoni

www.frassoni.com/angolo.htm

Indycar- Il circuito “Gilles Villeneuve” di Montreal potrebbe essere inserito nel calendario

montreal

La drastica decisione di Ecclestone di escludere dal campionato Formula Uno il circuito canadese del Quebec , per una disputa contrattuale-economica, ha aperto nuovi scenari interessanti. Secondo la testata locale “Montreal Gazette”, la città ed il circuito semi-cittadino stanno cercando una nuova collocazione per continuare ad essere un punto di riferimento per il motorsport mondiale. Ci sarebbe infatti un interessamento da parte delle  categorie americane regine, sia quella a ruote scoperte della Indycar , che l’altra a ruote coperte dalla Nascar, la Nationwide Series per la precisione. Sarebbe un accordo che però non prenderà in considerazione l’annata 2009 quanto invece la prossima: per quel che concerne la ICS si era parlato di un imminente accordo dopo che all’inizio del mese scorso era stata decisa la dipartita da Surfer’s Paradise.

Le testate giornalistiche danno comunque le trattative ben avviate, in dirittura d’arrivo, e per la Indycar questa sarebbe la terza trasferta in Canada, assieme ad  Edmonton e Toronto, il primo un aeroportuale, il secondo un cittadino. Montreal sarebbe il naturale “complemento” per quel che riguarda la tipologia di tracciato, dal momento che si tratta di uno stradale misto semi-permanente, che molti non esitano a definire un “semi-cittadino” sul modello dell’ “Albert Park” di  Melbourne. Resta comunque da studiare gli eventuali inserimenti di altri circuiti storici della Cart come Portland in Oregon, e Cleveland in Ohio.

C’è da dire inoltre che la Champ Car nel circuito di “Ile de Notre Dame” ha corso per ben cinque anni di seguito, abbandonando Montreal per Mont Tremblant a fine 2006. Avremo anche in Indycar una “triple crown championship” con gli stessi circuiti della Champ Car ? A Febbraio 2008 ciò sarebbe sembrata una mera utopia, dal momento che Edmonton fu aggiunto in extremis in calendario a stagione in corso e Toronto era stata data  “persa” per più volte , ora la situazione sembra essersi profondamente tramutata. Il passato a volte torna in auge.

MN

Indycar- Surfer’s Paradise saluta il circus ed approda in A1GP

surfers

Dopo diciotto anni consecutivi di presenza prima nel campionato CART, poi in quello Champ Car ed una fugace apparizione nella Indycar Series 2008, la gara dell’ottobre scorso non valevole ai fini dell’assegnazione punti iridati, l’evento del Queensland della Gold Coast 300 fa le valigie e si trasferisce, suo malgrado, nel campionato del patron Texeira, la A1GP. La  gara australiana ,infatti, in bilico fino all’ultimo momento, è stata  definitivamente “tagliata” dal calendario 2009 della Indycar Series e concede un amaro commiato alle gare automobilistiche a ruote scoperte statunitensi. La decisione è sorta a seguito di una insofferenza , più volte rimostrata da parte degli organizzatori, nel dover disputare l’appuntamento nel mese di Ottobre. Dopo aver tentato invano di convincere Tony George a cambiare la data e ad anticiparla, gli “Aussies” sono stati costretti a recedere dalla loro posizione di stallo scegliendo la via più dolorosa per la sorte della Indycar stessa, decisione che andrà sicuramente ad inficiare anche  l’entusiasmo degli appassionati legati a questa categoria. Si sarebbe voluto correre nel mese di Marzo, creando una sorta di parallelo con la gara di Melbourne valida per il campionato di Formula Uno, sfruttandone la scia del successo, ed un’opzione valida sarebbe stata lo stesso mese di Settembre, periodo concomitante con le fasi finali del campionato di calcio e rugby locale.

“Marzo non è mai stata un’opzione presa in considerazione sul serio, perchè in quel mese negli States ci sono tanti eventi agonistici sportivi che avrebbero potuto oscurare la popolarità della Indycar, ad esempio la NBA e la NFL”- fa sapere alla stampa il ministro dello sport dello stato del Queensland Judy Spence.

Per quanto riguarda la A1Gp, era stata considerata una valida opzione fin dal momento in cui Briscoe il mese scorso ha trionfato a Surfer’s. Un campionato che farà il paio con l’appuntamento ormai imperdibile della “V8 Supercar Series” che qui fa tappa regolarmente da molti anni.  Anche il DTM aveva mostrato interesse per la gara australiana in tempi recenti ma quel che importa , oramai, è che l’accordo con il “campionato delle nazioni”  sia  stato siglato.

Ulteriori precisazioni seguiranno presto.

MN

Indycar- Hornish non è interessato ad un ritorno

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La situazione imbarazzante creata dal caso “Castroneves”  sembrava aver prodotto un rialzo, sulla carta,  delle  quotazioni  per un suo possibile ritorno a sorpresa. Sam Hornish jr ,però,  campione IRL con Penske nel 2006, ha ribadito di non voler tornare a calcare le scene della categoria motoristica che lo ha reso celebre.  Dopo Dario Franchitti dunque, non ci sarà un altro veterano che seguirà le orme dello scozzese.

“Le indiscrezioni sono incominciate a circolare quando Dario ha annunciato il suo ritorno. Tutti hanno iniziato a chiedersi  cosa ne sarebbe stato del mio futuro professionale. E poi è accaduto che Helio è stato accusato di evasione fiscale. Le sue quotazioni sono ribassate ed il suo posto in Penske è stato messo in discussione. Si è fatto il mio nome più volte dando già per spacciato Castroneves. Vi dirò di più: ho intrattenuto un breve colloquio con Roger Penske su questo argomento, io per evitare fraintendimenti ho messo subito le cose in chiaro dicendogli che avrei continuato con la Nascar nella Sprint Cup e che la mia decisione sarebbe stata irrevocabile. Voglio tentare di essere vincente anche in questa categoria e non ho intenzione di demordere”- le parole di Hornish.

Per un veterano che rinuncia, un altro  correrà a tempo pieno nella Indycar Series. Sembra infatti che le quotazioni di Alex Tagliani in Conquest si siano rialzate vertiginosamente. Il brasiliano nel 2008 ha guidato per il team nelle ultime gare ufficiali della stagione sostituendo Bernoldi, infortunatosi nelle libere di Detroit. L’italo-canadese ha anche preso parte all’appuntamento fuori stagione della “Goald Coast 300” a Surfer’s Paradise e le sue prestazioni in terra australiana molto convincenti sembra  siano valse al pilota la piena riconferma a tempo pieno nel 2009. Se questa notizia dovesse essere confermata proprio Enrique Bernoldi ne potrebbe fare le spese a suo carico.

MN

Indycar- Alfa Romeo potrebbe spezzare il monopolio Honda

alfa_romeo

Sembra essere “Alfa Romeo”  il nome nuovo scorto all’orizzonte da parte dei vertici della Indycar Series. Potrebbe essere, infatti, proprio la casa italiana ad entrare in competizione in prima persona nelle competizioni oltreoceaniche a partire da un futuro più o meno  prossimo,  cosi’ da rompere quel monopolio Honda  che si protrae ormai da qualche stagione a questa parte. Una presenza  quella della casa nipponica, che assicura  un equilibrio forzato dopo la dipartita prima della Chevrolet e poi della Toyota. Partiamo con ordine.

Stiamo ovviamente parlando del versante concernente le forniture  dei propulsori. Ebbene, l’Alfa Romeo è una delle cinque case manifatturiere in trattative con gli organizzatori della serie per l’appalto che assicurerà in via definitiva, ad una o a più di esse, la facoltà di poter  dotare  dei propri motori le Dallara della Indycar. Molto probabilmente si tratterà di un nuovo monopolio, visto che il contratto della Honda scadrà a fine stagione 2009, ma non è da escludere una compartecipazione di più case manifatturiere. La stessa giapponese è poi in gioco assieme alla Porsche, anch’essa  ampiamente coinvolta nel corso di questi decenni di vita delle competizioni a ruote scoperte “americane” . Ci sarebbe poi l’Audi, secondo quanto riportato da alcune indiscrezioni provenienti dalla Germania, ed in questo caso si rinnoverebbe quella sfida tra le due case tedesche,  che verrebbe portata dal livello delle corse endurance a quello delle monoposto. E per finire una proprio fra  Chevrolet e Toyota.

Per la casa portabandiera del tricolore italiano invece si tratterebbe di un possibile viatico per un rilancio del marchio “Alfa” nel mercato delle vetture stradali nel Nord-America, dal momento che tra il 2011 ed il 2012, dovrebbe venire alla luce un nuovo modello mirato esclusivamente al mercato a stelle e striscie. Alla settantottesima edizione del Motor Show di Parigi , il delegato Fiat Sergio Marchionne aveva confermato che la crisi economica globale non avrebbe condizionato i loro piani futuri di ri-espansione. E c’è di più. Se dovesse andare in porto la trattativa per la Indycar questo non significherà il primo assoluto impegno nella storia dell’Alfa nel mondo delle competizioni “cugine” della Formula Uno.  Di fatti, abbandonato definitivamente il progetto F1 a fine anni Ottanta (dopo il ritiro della Euroracing a fine 1985 si registrano la fornitura dei motori alla Osella fino al 1988 ed  un tentativo nel 1987 di dotare la Ligier con propri propulsori con tanto di tests nel settembre 1986 sulla vecchia 185T modificata con un quattro cilindri), si progettò un nuovo sbarco in grande stile nel 1989 nel campionato CART, effettivamente avvenuto ma non con i propositi desiderati. Esperienza contraddittoria quella delle competizioni oltreoceaniche, destinata a durare un lasso di tempo molto breve, appena tre anni. C’erano state esperienze simili e centellinate nel corso degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta nel campionato AAA, ma ora si trattava di un’ epoca totalmente diversa.  Il V8 turbo da 700 bhp e dalla cilindrata di 2648cc fu tratto nient’altro che da quello “Ferrari” montato sul famigerato e discusso progetto “637” del 1986 , la vettura apprestata da Maranello per correre la gara di Indianapolis, ipotesi molto remota e poco plausibile nonostante i lavori di progettazione e costruzione portati a termine, ed il coinvolgimento della Truesports e di Bobby Rahal. Proprio sotto le mentite spoglie della Ferrari 637 fu testato a Fiorano e corse adattato a dovere, in un telaio March a partire dal 1989 per il team “Alex Morales Motorsports” con Roberto Guerrero. Un ottavo posto finale a Detroit fu il miglior risultato della stagione di debutto prima che anche  il team di Pat Patrick si assicurasse le prestazioni del motore italiano per il 1990. Con ancora Guerrero alla guida il miglior piazzamento del secondo anno fu un quinto posto. Nel 1991 Danny Sullivan, vecchia conoscenza della F1 oltrechè vincitore nella 500 Miglia di Indianapolis nel 1985 e del campionato CART 1988, ritornò nell’abitacolo delle vetture del team Patrick, anche se stavolta non più con telai Penske ma Lola, e neanche con motori Chevy ma  Alfa . Questa fu la migliore stagione nel complessivo della casa milanese in terra americana visto che ottenne  l’undicesimo  posto assoluto in classifica piloti in virtù di un quarto ed un quinto posto di Danny. Il progetto però era destinato ad essere abbandonato a fine stagione per la concomitante crisi che stava interessando in Europa la Fiat e la Ferrari.

MN

Indycar- Will Power in pole a Surfer’s

power

Sarà Will Power a partire in pole nella gara di Surfer’s Paradise. Per lui si tratta della terza pole position consecutiva qui nel Queensland di fronte al suo pubblico che ha fragorosamente accolto la sua performance. La sua KV Racing infatti è risultata più prestante non soltanto dei piloti IRL che qui non avevano mai corso, fatte le debite eccezioni, ma anche dei piloti ex-Champ Car. Scott Dixon ad esempio, uno dei reduci della Cart dei primi anni di questo decennio, è giunto secondo proprio dietro l’australiano. Le condizioni del tracciato sono state instabili e la pole di Power , 1.34.945 alla media oraria di 105,977 miglia orarie, è sicuramente un crono peggiore di quello dello scorso anno che fece guadagnare all’Aussie la prima piazzola. Per la precisione circa quattro secondi e mezzo. Power è divenuto cosi’ il primo pilota a piazzare ben tre pole position consecutive nella Gold Coast, sorpassando nomi del calibro di Nigel Mansell, Michael Andretti e Dario Franchitti.

“Non ci posso credere, un’altra pole qui. Ma teniamo i piedi per terra, si tratta soltanto delle qualifiche e il nostro obiettivo è vincere domenica. Questo è il grande bottino a cui aspiriamo! Per ora sono felice di avere regalato questa gioia a Craig Gore, a Kevin Kalkhoven e a Jimmy Vasser. Mi hanno sempre supportato nel corso degli anni trascorsi qui in America e mi sembra irrisorio ringraziarli soltanto, dovrei fare loro un monumento! Voglio ringraziare anche  il Team Australia e nella fattispecie Mark Johnson e Dave Brzozowski che sono gli ingegneri, e l’intero gruppo di meccanici e addetti alle varie mansioni che compongono la squadra. Hanno lavorato in maniera superba in questo fine settimana”- le parole del pole- winner.

Power si trovava nel gruppo 2 durante il primo round di qualifiche ed ha approfittato dell’assenza di pioggia nonostante la pista bagnata. Durante la seconda sessione, con l’asfalto che andava asciungandosi, ha azzardato le gomme slick ed è rientrato nella Q3, la “Fast Six” con il quinto tempo assoluto. Nella finale per aggiudicarsi la pole position, il pilota di casa è stato coraggioso ed abile a far segnare il suo tempo migliore all’ultimo tentativo quando le condizioni della pista erano migliorate di molto. Quest’anno Power aveva partecipato ad altre tre Fast Six senza mai aggiudicarsi la pole: a St Petersburg, Edmonton, Sonoma.

Il neozelandese Dixon, campione indycar 2008, è giunto secondo distanziato di circa otto decimi di secondo, mentre un altro australiano qui presente, Ryan Briscoe con Penske partirà dalla terza posizione, in seconda fila. Un trio completamente ” made by Oceania” quindi..

La pioggia è stata dunque protagonista indiscussa nella giornata di sabato. Nel gruppo 1 le vittime sono state Danica Patrick, la prima ad andare a muro con conseguente rottura dell’alettone anteriore, mentre si trovava a compiere il giro di rientro con i suoi meccanici pronti a cambiarle gli pneumatici, montando quelli confacenti alla situazione presentatesi. “Guidare una Indycar per le strade cittadine con condizioni meteo proibitivo è veramente difficile”- dirà poi Ryan Hunter Reay che ha corso qui con la pioggia nella famosa edizione del 2003, quinto oggi- “soprattutto per i freni. Io mi sono divertito un sacco. Speravo continuasse a piovere”. Altra vittima è stata Graham Rahal che,  fallito la Q2 per un un lungo al termine del suo giro veloce, è stato sopravanzato da Mario Moraes proprio mentre stavano sventolando le bandiere che annunciavano la fine della sessione. Non sono riusciti a qualificarsi nemmeno Marco Andretti, tredicesimo, e Dan Wheldon, diciottesimo, per quest’ultimo un pessimo inizio  la nuova avventura con Panther-Delphi.

Nel primo gruppo il vincitore di Watkins Glen è stato il più veloce rispetto a , nell’ordine, Alex Tagliani, Vitor Meira, EJ Viso, Moraes e Briscoe. Il second gruppo ha avuto vita facile per le condizioni in via di miglioramento. Tuttavia esse richiedevano ancora l’uso delle Firestone da bagnato. Dietro Power, soltanto i nomi “pesanti, ovvero, Kanaan, WIlson, Dixon, Franchitti e Castroneves, sono stati coloro che sono riusciti ad avanzare. Notevole la prestazione dello scozzese che al suo rientro assoluto alle gare su cittadini prenderà il via in quarta posizione. Nella Top Ten anche la Conquest di Tagliani e la HVM di Viso. Per Andretti Green invece una giornata da dimenticare con Kanaan migliore dei suoi compagni, in quarta fila.

Pos Vett Pilota Team Tempo Veloc
1. 8 Will Power KV Racing Technology 1:34.945 105.977
2. 9 Scott Dixon Chip Ganassi Racing 1:35.767 105.067
3. 6 Ryan Briscoe Team Penske 1:35.801 105.031
4. 10 Dario Franchitti Chip Ganassi Racing 1:35.934 104.885
5. 17 Ryan Hunter-Reay Rahal Letterman Racing 1:36.403 104.374
6. 3 Helio Castroneves Team Penske 1:36.743 104.008
7. 36 Alex Tagliani Conquest Racing 1:41.312 99.317
8. 11 Tony Kanaan Andretti Green Racing 1:41.402 99.229
9. 02 Justin Wilson Newman/Haas/Lanigan Racing 1:42.043 98.606
10. 33 E.J. Viso HVM Racing 1:42.918 97.767
11. 14 Vitor Meira A.J. Foyt Enterprises 1:44.335 96.440
12. 19 Mario Moraes Dale Coyne Racing 1:51.505 90.238
13. 06 Graham Rahal Newman/Haas/Lanigan Racing 1:55.615 87.030
14. 26 Marco Andretti Andretti Green Racing 1:52.208 89.672
15. 5 Oriol Servia KV Racing Technology 1:55.663 86.994
16. 27 Hideki Mutoh Andretti Green Racing 1:53.335 88.781
17. 18 Bruno Junqueira Dale Coyne Racing 1:58.018 85.258
18. 4 Dan Wheldon Panther Racing 1:53.916 88.328
19. 20 Ed Carpenter Vision Racing 1:58.766 84.721
20. 34 Jaime Camara Conquest Racing 1:54.051 88.223
21. 23 Townsend Bell Dreyer & Reinbold Racing 1:58.926 84.607
22. 15 Buddy Rice Dreyer & Reinbold Racing 1:54.349 87.994
23. 7 Danica Patrick Andretti Green Racing no time
24. 2 A.J. Foyt IV Vision Racing no time

MN

Indycar- Libere 1-2 a Surfer’s- Power in testa, buon ritorno per Franchitti

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Will Power non ha perso tempo ed ha regalato ai tifosi connazionali un motivo per sorridere , a dispetto del futuro incerto a cui è legato l’appuntamento della Gold Coast in relazione ai calendari dei prossimi anni. Di certo,  nelle condizioni in cui versa tuttora, non arride affatto. Le libere della prima tappa della Indycar Series in terra australiana tra le strade della metropoli del Queensland (2.795 miglia di percorso totale) ha visto il pilota del “KV Racing- Team Australia” far segnare il miglior giro in 1.34.808 alla media oraria di 106,130 miglia.

“E’ stata una fantastica giornata per noi. Certo, è ancora presto per fare pronistici e le qualifiche si terranno domani. Però non mi incutono paura, nè questa sensazione ce l’arreca il pensiero della gara di dopodomani. Sono felice di essere andato veloce più degli altri e fiero del lavoro del mio team, però dobbiamo migliorare ancora qualcosa per essere pronti per le sessioni che contano davvero, ovvero quelle di domani. C’è un bel parco partenti e siamo volenterosi di  fare una bella figura”-  queste le prime dichiarazioni di Will Power.

Durante la mattinata Power aveva fatto segnare il miglior crono e nella sessione pomeridiana si è ripetuto. Il suo primo tempo era stato di 104,444 mph, mentre nel frattempo Servia, si era reso protagonista di un incidente all’incirca allo scoccare della prima ora. Lo spagnolo con la stessa livrea del compagno di scuderia faceva comunque segnare l’ottavo miglior tempo alla media di 103,290 miglia orarie. Nel corso delle seconde libere entrambi sono stati in grado di  incrementare le loro prestazioni anche grazie alle condizioni dell’asfalto. Power, quaranta giri totali oggi, una quantità di tornate percorse notevole, ha conquistato la prima posizione , nelle seconde libere, al suo diciassettesimo tentativo su diciannove cronometrati . Il suo compagno di scuderia invece, era stato trattenuto ai box per circa una ventina di minuti prima di prendere parte anch’egli alla sessione. “Ci troviamo in una forma non splendida ma comunque accettabile”- fa sapere Oriol Servia-” Will e io abbiamo mostrato agli altri le velocità delle nostre vetture, e siamo contenti che finora nessuno ci abbia superato. Ho perso le mie chances quando ho commesso quell’errore stamani, e quindi mi ritrovo un pochino attardato per quel che riguarda i giri percorsi qui sul tracciato, anche se di esperienza su queste strade ne ho tanta. I miei meccanici hanno lavorato a tempo di record per farmi partecipare alle libere 2 e voglio ringraziarli. A questo tracciato sono legato in maniera particolare, quindi ci tengo ad ottenere una bella prestazione sia in qualifica che in gara”.

Will Power, alla sua quarta stagione nelle formule americane a ruote scoperte, tre in Champ Car, quest’anno in Indycar Series, è giunto in dodicesima posizione nella classifica generale del 2008 con trecentotrentun punti all’attivo ed una terza posizione nella classifica “rookies”, quindici dietro Hideki Mutoh. Quest’anno anche una vittoria per l’Aussie, a Long Beach, gara valida per i punti a cui però non hanno preso parte i piloti ex-IRL.

Per Will Power è la quarantottesima partenza in carriera, la trentasettesima su circuiti stradali/cittadini e la terza a Surfer’s. In totale il suo palmares vanta quattordici piazzamenti nella  “top-five”, e tra questi sette podii, tre vittore e sei pole positions. Nelle sue due recenti partenze nel Queensland, due partenze al palo dalla prima piazzola, ma risultati deludenti a fine gara, un dodicesimo posto nel 2006 ed un sedicesimo l’anno seguente.

Servia è alla sua nona stagione, anch’egli la prima nella Indycar Series. Il trentaquattrenne di Pals, Catalogna, si è piazzato in nona posizione in classifica generale con trencetocinquantotto punti, a soli ventuno dalla sesta posizione. Sette piazzamenti nella Top Ten (tutti gli eventi non ovali) ed anche cinque “top-five”  con miglior risultato un quarto posto a Detroit ed un quinto a Long Beach,Richmond, Mid-Ohio ed Edmonton. Servia è risultato essere, a dispetto delle vittorie  di G.Rahal, di Will Power e di Justin Wilson, il miglior pilota della transizione tra quelli di scuderie ex-Champ Car grazie alla sua regolarità e costanza. A Surfer’s la sua migliore qualifica è stata quella del 2005, una pole.

Per Dan Wheldon la gara di domenica rappresenta la prima tappa di una nuova fase della carriera, cosi’ come per Dario Franchitti, due destini incrociati, eppure storie diverse. Per lo scozzese un tentativo di rilancio nella specialità che lo ha reso famoso ad alti livelli, le competizioni a ruote scoperte dopo una breve e tormentata parentesi nella Nascar; l’inglese invece è alla ricerca di qualcosa che sembra aver perso a metà stagione lo scorso anno, la cattiveria agonistica, quella che forse gli è costato il licenziamento in Ganassi, ironia della sorte, il team dove era approdato nelle vesti di prima guida ufficiale.

Il ritorno di Dario Franchitti, l’ultimo campione IRL (correva l’anno 2007) che quest’anno non ha potuto difendere il titolo, è stato molto incoraggiante, visto che sistematicamente ha agguantato la terza posizione in entrambe le sessioni, a dispetto di Scott Dixon, che nelle libere del pomeriggio ha accusato una lieve flessione. La Panther Delphi di Dan Wheldon invece si è trovata in forte difficoltà a causa di un inconveniente all’impianto freni  avvenuto durante la prima sessione, che gli è costato un caro prezzo, la diciottesima posizione finale (media di 100.770 mph, per trentatrè tornate complessive). “Questo è un tracciato speciale, sia per l’atmosfera che si respira che per i fans. Le prove non sono andate esattamente come volevamo, ma siamo fiduciosi ed ottimisti. Quel che è importante per noi ora, è imparare a conoscerci meglio l’un l’altro quanto più possibile, fin dall’inizio. Ciò rappresenterà un fondamentale punto di partenza per il prossimo anno. Sempre se allora vorremmo raggiungere i risultati che ci siamo prefissi in queste settimane.

Pos Vett Pilota Tempo Gap Dal primo Veloc
1. 8 Will Power 1:36.339 104.444
2. 02 Justin Wilson 1:36.561 0.222 0.222 104.204
3. 10 Dario Franchitti 1:36.990 0.429 0.651 103.742
4. 9 Scott Dixon 1:37.005 0.015 0.666 103.726
5. 36 Alex Tagliani 1:37.062 0.057 0.723 103.665
6. 11 Tony Kanaan 1:37.065 0.003 0.726 103.662
7. 18 Bruno Junqueira 1:37.313 0.248 0.974 103.399
8. 5 Oriol Servia 1:37.415 0.102 1.076 103.290
9. 6 Ryan Briscoe 1:37.590 0.175 1.251 103.105
10. 06 Graham Rahal 1:37.637 0.047 1.298 103.055
11. 3 Helio Castroneves 1:37.651 0.014 1.312 103.040
12. 33 EJ Viso 1:38.386 0.735 2.047 102.271
13. 19 Mario Moraes 1:39.119 0.733 2.780 101.515
14. 17 Ryan Hunter-Reay 1:39.163 0.044 2.824 101.469
15. 27 Hideki Mutoh 1:39.467 0.304 3.128 101.159
16. 14 Vitor Meira 1:39.760 0.293 3.421 100.862
17. 2 AJ Foyt IV 1:40.118 0.358 3.779 100.502
18. 26 Marco Andretti 1:41.160 1.042 4.821 99.466
19. 15 Buddy Rice 1:41.162 0.002 4.823 99.464
20. 4 Dan Wheldon 1:42.020 0.858 5.681 98.628
21. 7 Danica Patrick 1:42.507 0.487 6.168 98.159
22. 23 Townsend Bell 1:42.659 0.152 6.320 98.013
23. 34 Jaime Camara 1:42.845 0.186 6.506 97.836
24. 20 Ed Carpenter 1:43.008 0.163 6.669 97.681

Pos Vett Pilota Tempo Gap Dal primo Veloc
1. 8 Will Power 1:34.808 106.130
2. 3 Helio Castroneves 1:36.161 1.353 1.353 104.637
3. 10 Dario Franchitti 1:36.171 0.010 1.363 104.626
4. 5 Oriol Servia 1:36.439 0.268 1.631 104.335
5. 06 Graham Rahal 1:36.496 0.057 1.688 104.273
6. 02 Justin Wilson 1:36.513 0.017 1.705 104.256
7. 9 Scott Dixon 1:36.581 0.068 1.773 104.182
8. 17 Ryan Hunter-Reay 1:36.886 0.305 2.078 103.854
9. 6 Ryan Briscoe 1:37.518 0.632 2.710 103.181
10. 11 Tony Kanaan 1:37.549 0.031 2.741 103.148
11. 18 Bruno Junqueira 1:37.771 0.222 2.963 102.914
12. 19 Mario Moraes 1:38.657 0.886 3.849 101.990
13. 36 Alex Tagliani 1:38.810 0.153 4.002 101.832
14. 27 Hideki Mutoh 1:38.835 0.025 4.027 101.806
15. 33 EJ Viso 1:38.878 0.043 4.070 101.761
16. 2 AJ Foyt IV 1:39.092 0.214 4.284 101.542
17. 14 Vitor Meira 1:39.154 0.062 4.346 101.479
18. 4 Dan Wheldon 1:39.851 0.697 5.043 100.770
19. 26 Marco Andretti 1:39.858 0.007 5.050 100.763
20. 7 Danica Patrick 1:40.053 0.195 5.245 100.567
21. 34 Jaime Camara 1:40.482 0.429 5.674 100.137
22. 15 Buddy Rice 1:40.720 0.238 5.912 99.901
23. 20 Ed Carpenter 1:41.475 0.755 6.667 99.157
24. 23 Townsend Bell 1:41.549 0.074 6.741 99.085

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Indycar/F1- Bourdais valuta se restare in Formula Uno

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Sebastien Bourdais ha fatto sapere che non aspetterà ulteriore tempo per valutare la potenziale permanenza in Toro Rosso e nel frattempo , sollecita la scuderia a prendere una decisione quanto prima a riguardo dell’ ufficializzasione dello schieramento piloti per la stagione 2009.  La scuderia di Faenza d’altro canto ha fatto sapere per mezzo della voce del suo co-proprietario, l’ex-pilota Gerhard Berger, di considerare il quattro volte campione Champ Car in cima alla lista dei potenziali candidati per un sedile.  La fretta e l’insofferenza del pilota francese per la situazione travagliata, tuttavia, è pienamente giustificata, perchè a rimetterci potrebbe essere non soltanto il diretto interessato , con  il rischio di non potersi accordare  con altre scuderie del circus, ma addirittura questa stessa situazione  potenzialmente potrebbe arrecare un grave danno ai movimenti di mercato d’oltreoceano. La scuderia Newman-Haas-Laningan se stipulasse un contratto con il suo ex-pilota riaccogliendolo a braccia aperte, rischierebbe di dover appiedare uno fra i suoi piloti titolari del 2008, Justin Wilson e Graham Rahal, e d’altronde di sedili “validi” anche in Indycar ne sono rimasti ben pochi.

Il plurititolato campione è stato autore di una stagione controversa.  All’inizio si era trovato in condizioni di battere regolarmente il suo compagno di squadra Vettel in qualifica , per poi sistematicamente avere un calo in gara. In Australia a sorpresa di tutti, la Toro Rosso era riuscita ad agguantare due punti proprio con Bourdais, ma da li’ in poi la situazione aveva preso una piega non proprio favorevole , raggiungendo il culmine con l’errore madornale nella gara di Monaco, un cittadino per giunta, nello stesso week-end del debutto della nuova STR3. Le potenzialità della scuderia intanto crescevano gradualmente a partire dalla seconda metà del campionato, prima a Valencia poi in Belgio, una delle poche vere piste del mondiale, dove Bourdais aveva sbalordito tutti tenendo la sua posizione, la quarta, per tutto il corso della gara. All’ultimo giro per via dell’incidente di Raikkonen si era trovato virtualmente sul podio prima di accusare tre sorpassi che lo avevano relegato in settima posizione a causa di una strategia sbagliata dei box per il cambio gomme. Nei gran premi successivi il legame fra Sebastien ed il “risultato” eclatante si era rafforzato in maniera regolare tanto da far ritenere la Toro Rosso la sesta potenza del mondiale. Mentre entrambi i piloti ottenevano  per cinque volte di fila l’accesso alla Q3 nelle qualifiche,  era sempre stato comunque Vettel a cogliere i frutti maturi per la scuderia faentina, addirittura una vittoria a Monza, con Bourdais addirittura penalizzato da guasti tecnici e da penalizzazioni alquanto incomprensibili e pesanti da parte della direzione gara.

“Spero di avere una seconda chance, perchè la prima è stata una stagione difficile, una delle peggiori della mia carriera, dove non ho mai avuto la vera opportunità di mostrare di che pasta sono fatto”- rivela ad un quotidiano transalpino; mentre al magazine teutonico  “Auto Motor und Sport” confessa il suo disappunto per la situazione che si verrà ad instaurare dal 2009 in poi sia a livello tecnico che personale. Circa il futuro imminente della sua carriera  fa sapere – “Sembra che nessuno abbia fretta di decidere il mio destino. Io sono concentrato anche nel valutare altre proposte e nella situazione in cui mi trovo non posso cullarmi sugli allori ed aspettare. Ci sono proposte che ho ricevuto per correre in Indycar e anche loro necessitano di una mia risposta affermativa o negativa quanto prima. Non tutti possono stare ad aspettare i comodi delle scuderie di F1. Per adesso sono solo opzioni, per quanto mi riguarda vorrei restare ed avere l’opportunità di fare una bella stagione l’anno prossimo. Ora però non sono io a dovermi assumere delle responsabilità”.

Le recenti voci danno come possibili titolari Sebastien Buemi e Vitantonio Liuzzi. Il primo, di origini elvetiche, è da circa due anni uno dei migliori piloti della Gp2 Series, il secondo ha svolto quest’anno mansioni di tester in Force India ed a lungo l’inverno scorso era stato indicato come un possibile pilota titolare della scuderia indiana. Si tratterebbe per il pugliese-pescarese di un ritorno visto che proprio con la Toro Rosso ha debuttato in F1 e corso per due stagioni. Questa sembrerebbe essere la volontà di Berger stesso che vuole affiancare ad un pilota giovane da crescere un driver più esperto. Un’altra notizia che riguarda proprio Buemi (il quotidiano spagnolo “Diario Sport”) vuole il campione F3 Britannica Jamie Alguersuari essere il prossimo tester della scuderia Red Bull per la prossima stagione, oltrechè pilota Gp2.

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Indycar- Servia correrà a Surfer’s con gli stessi colori di Power

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Oriol Servia vestirà una livrea dai colori uguali a quella del compagno di scuderia Will Power. Tuttavia non si tratta del giallo-verde-nero del Team Australia KV Racing ma di una nuova combinazione di colori, presentata per l’occasione dalla “Aussie Vineyards”, sponsor personale di Will Power e dello stesso evento di Surfer’s. La veste cromatica sarà caratterizzata, infatti, dal duopolio oro e verde smeraldo, livrea svelata nella giornata di domenica nella pit lane del circuito cittadino con entrambi i piloti presenzianti la cerimonia ed il pilota di casa Will Power deputato al compito di svelare il telo coprente entrambe le monoposto.

Power, pilota della Dallara n.8 “Aussie Vineyards” del Team Australia KV Racing, avrà dunque gli stessi colori dello spagnolo Oriol Servia nell’evento che si correrà il fine settimana prossimo. Lo stesso Servia, ha corso per tutta la stagione, test prestagionali compresi, con una livrea argento-blu-arancio, e soltanto per l’ultimo appuntamento della Indycar Series 2008 a ChicagoLand ha vestito con un biancorosso inedito la sua vettura.

“E’ bello sapere che assieme correremo con i vessilli della Aussie Vineyards e del Team Australia”- ha fatto sapere Power-“So che Oriol ha grandi aspettative per questa gara e questo tra l’altro è uno dei circuiti che preferisce. Sarà bello vestire entrambi con gli stessi colori, ed il pubblico ne sarà entusiasta e penso proprio che troverà un modo per ringraziarlo”.

Lo scorso anno l’evento si è corso come appuntamento valido per il campionato Champ Car World Series, Servia fu il più veloce nelle qualifiche del venerdi’ e Power si assicurò la seconda pole position consecutiva il sabato. La griglia di partenza della scorsa stagione vide entrambi i piloti appaiati in prima fila.

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Indycar- Rubens non correrà in America

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Il matrimonio fra Barrichello e la Indycar sembra sia destinato a rimanere un miraggio. A confermarlo sembrano esserle tanto le parole di Tim Cindric della Penske che quelle dello stesso diretto interessato.  “Nessuno di noi del team, e tantomeno Roger Penske ha idea da dove sia sbucata fuori quella voce che voleva Rubens fare un test con noi. Troppe voci stanno circolando recentemente senza alcun fondamento reale, ed è ora di tentare a fare ciò a cui non abbiamo pensato in queste settimane: moderare e smentire tutte queste notizie che ci riguardano personalmente. Roger ha detto che sarebbe passato del tempo prima di pensare al da farsi (leggasi “caso Castroneves”) e ha sempre ammesso che  avrebbe fatto in modo di non rivelarlo alla stampa cosi’ facilmente. Prima i fatti poi le parole”.

Barrichello interpellato sulla voce ha cosi’ risposto-“Qualcuno ha pensato fosse tutto programmato e che l’ufficialità fosse stata data, invece era solo parole. Vi svelo un segreto: grazie al mio amico Tony Kanaan avrei avuto la possibilità di prendere parte alla 500 Miglia, un evento fantastico del tutto particolare. E’ stato per me sempre una sorta di sogno essere protagonista in questa corsa, le difficoltà della preparazione, la tipologia di tracciato, lo scenario attorno, una religiosità quasi mistica attorno all’evento. Poi mia moglie si è opposta perchè ritiene le corse su ovali troppo pericolose, e i timori della mia consorte mi hanno spinto a rinunciare anche se controvoglia. La vita è cosi’, forse ha  davvero ragione lei”. Riguardo a Penske-” Bè si non nego che sarebbe stato bello correre per lui, un team dalla grande tradizione, però non ho il suo numero di telefono e non ne abbiamo mai parlato di persona.  Ho addirittura  letto su internet che i contatti fra noi erano abbastanza avviati! Forse è successo davvero e se cosi’ fosse, proprio non me lo ricordo!..  (Rubens sorride)”.


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